Sul compostaggio domestico e la ‘città telesina’

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Sul Blog della Consulta Ambientale di San Salatore Telesino, a distanza di quasi sei mesi dall’insediamento della nuova Amministrazione comunale, è stato pubblicato un resoconto  delle attività svolte, soprattutto per quanto riguarda la gestione della raccolta differenziata e l’introduzione con apposito regolamento di una riduzione della “tassa rifiuti” per gli utenti che si impegneranno a fare il compostaggio domestico.

Le questioni discusse a San Salvatore, peraltro, riguardano direttamente anche gli altri comuni della “Città Telesina” e riteniamo che gli argomenti trattati siano di notevole interesse in vista del prossimo insediamento dei consiglieri dell’Unione dei Comuni previsto per il prossimo 21 dicembre.

D’altra parte, come Consulta avevamo chiesto preliminarmente  che l’Amministrazione chiarisse le proprie intenzioni rispetto all’adesione alla “Città Telesina”, e soprattutto sull’eventuale gestione associata del “servizio rifiuti”.

Inizialmente ci era stato riferito che l’Amministrazione di San Salvatore intendeva procedere autonomamente, ed era stata sottoposta all’attenzione della consulta una bozza di bando per l’affidamento con nuove modalità del servizio esternalizzato; tale documento è stato subito esaminato ed è stata inviata una  nota con alcune richieste propedeutiche ad ogni ulteriore collaborazione, richieste che non hanno però avuto risposta formale.

Nel frattempo è stata pubblicata nel B.U.R.C. una delibera della Giunta regionale della Campania (D.G.R. Campania n. 221 del 05/07/2013) che ha stabilito il ritorno dell’obbligatorietà del’affidamento del servizio ai vecchi consorzi e ha fatto divieto, a decorrere dal giorno successivo alla data di pubblicazione della deliberazione, di indire nuove procedure di affidamento dei servizi e di disporre la proroga o il rinnovo degli affidamenti in essere a quella data, e in conseguenza di ciò, in attesa degli ulteriori sviluppi, la discussione sul tema si è bloccata.

Limitatamente al compostaggio domestico il confronto è tuttavia proseguito e l’amministrazione, pur avendo riferito che non era possibile riconoscere già per il 2013 uno sconto sulla “tassa rifiuti” per le famiglie che fanno il compostaggio domestico, come avevamo chiesto, ha riferito che stava già redigendo un apposito regolamento per il 2014, successivamente sottoposto all’attenzione della consulta e discusso in vari incontri svolti dal 9 ottobre fino al 26 novembre.

La bozza di regolamento prevedeva effettivamente la concessione di uno sconto sulla “tassa rifiuti” per chi aderirà al progetto del compostaggio domestico, previa domanda di adesione con autocertificazione e autorizzazione per i controlli che il Comune disporrà in merito. La consulta ha richiesto, fra l’altro, di esplicitare l’entità dello sconto o di fissarne la misura minima e in effetti è stato poi inserito nel regolamento che lo sconto riconosciuto ai cittadini che aderiranno al compostaggio domestico sarà deliberato di anno in anno, dopo le verifiche a consuntivo dei benefici effettivamente ottenuti in termini di riduzione delle spese di raccolta e smaltimento, e sarà sarà minimo del 5% e massimo del 25%.

Avevamo chiesto anche di organizzare, prima della definitiva adozione del provvedimento, un incontro pubblico che però l’Assessore aveva rinviato a dopo la definitiva approvazione del regolamento , avvenuta nella seduta di Consiglio Comunale  dello scorso 3 dicembre (delibera n. 40): siamo quindi in attesa della convocazione, possibilmente prima che i cittadini interessati inizino a presentare le domande di adesione (in modo che lo possano fare più consapevolmente).

La Consulta aveva anche rappresentato l’opportunità di predisporre un “manuale del compostaggio domestico” e di avviare le azioni di informazione e formazione, fornendo la propria disponibilità a titolo gratuito.

A tale proposito, l’Assessore Vitale ha però riferito che nel progetto allegato alla richiesta di finanziamento regionale per l’acquisto delle compostiere (progetto “ La Città Telesina fa la differenza” “– Rifiuti + Raccolta differenziata”), era stata inserita anche la parte relativa all’informazione, con apposito finanziamento, e che su tale sezione del progetto c’era anche la “disponibilità” di un’associazione ambientalista di livello nazionale.

La Consulta, quindi ha chiesto di avere copia di questo progetto per poterne valutare i contenuti, le conseguenti implicazioni con il regolamento e i risultati auspicati in termini di efficacia dell’iniziativa.

L’assessore  non ha dato seguito a tale richiesta e, solo casualmente, a distanza di 2 mesi dalla prima richiesta, abbiamo verificato che il progetto era allegato alla relativa delibera di approvazione del 14/01/2013 (quindi della precedente amministrazione), presente nell’archivio del sito internet del Comune, recentemente riattivato (il progetto originario è scaricabile da questo link).

Il progetto è stato quindi discusso all’interno della Consulta, e  in un incontro con l’assessore Vitale convocato per il 12 dicembre scorso abbiamo ribadito il disappunto per la mancata condivisione, fin dall’inizio del nostro confronto sul compostaggio domestico, del progetto stesso, la cui conoscenza avrebbe influenzato anche le valutazioni della Consulta sul regolamento; riteniamo ad esempio che la parte (anche economica) relativa alle attività immateriali (“campagna di informazione “ e “consulenza esterna”) possa essere ricondotta all’interno dell’ente Comunale, eventualmente con la collaborazione della Consulta, a titolo gratuito come già detto, e che quindi non ci sia nessun obbligo per il Comune di dar seguito agli affidamenti esterni previsti dal progetto per un costo complessivo di 4.000 euro.

In particolare, gli espliciti riferimenti ad attività riconducibili a campagne e iniziative proprie di Legambiente (“Il rifiuto fiorisce”, “Comuni Ricicloni”, “Scuola verde”,…), oltre ad essere del tutto inopportuni (fra l’altro sembrerebbero orientare le successive azioni dell’Amministrazione), non sono assolutamente vincolanti ai sensi delle disposizioni dell’avviso pubblico della provincia di Benevento.

Altra particolarità del progetto, come è evidente sin dal titolo, è proprio l’esplicito riferimento all’allora costituenda “Città Telesina”, ovvero l’unione dei comuni di Amorosi, Castelvenere, San Salvatore Telesino, Solopaca e Telese Terme, comuni (tutti, tranne Solopaca) poi beneficiari del finanziamento della provincia per il compostaggio domestico, con progetti presumiamo simili a quello di San Salvatore, quindi probabilmente ideati da uno stesso “soggetto”,  e tutti quindi contenenti riferimenti a Legambiente, tanto che lo stesso assessore ci ha riferito di essere stato contattato dal referente per la Valle Telesina di tale associazione che chiedeva notizie riguardo agli sviluppi del progetto a San Salvatore.

Abbiamo rilevato, inoltre, che il progetto prevedeva l’obbligatorietà del compostaggio domestico nelle aree rurali, mentre era facoltativo nelle aree urbane. Il Comune di San Salvatore, di contro, ha voluto che l’adesione fosse volontaria in tutto il territorio comunale.

Altre attività dichiarate nel progetto (protocollo di intesa con gli Istituti scolastici per campagne di educazione ambientale, disincentivazione di bicchieri monouso nei bar, divieto degli shoppers non compostabili, Green Public Procurement, regolamento per le ecofeste, …), sono condivisibili ed è auspicabile che vengano effettivamente realizzate in maniera partecipata.

L’assessore ha riferito che il progetto era comunque in corso di revisione da parte degli uffici comunali, che potevano essere apportate solo modifiche “non sostanziali” e che nella prossima settimana il progetto sarebbe stato riapprovato in Giunta e poi inviato alla provincia di Benevento in sostituzione di quello attuale.

L’Assessore Vitale ha comunque accettato di valutare le nostre proposte, purché pervenissero in tempi brevi, e così abbiamo inviato una versione del progetto con le modifiche proposte dalla consulta ambientale all’amministrazione.

Sembra che esse saranno in gran parte recepite, e comunque abbiamo chiaramente rappresentato all’assessore che se non potranno essere eliminate dal progetto le parti apparentemente vincolanti rispetto alla destinazione di una parte del finanziamento per consulenza esterna e modalità di effettuazione della campagna informativa (e che però non derivano da prescrizioni dell’avviso pubblico), sarebbe preferibile rinunciare al finanziamento, e realizzare il compostaggio domestico con risorse proprie. D’altra parte, bisogna tenere conto anche della necessità di un co-finanziamento da parte del comune (secondo quanto riferito dall’assessore Vitale, si tratta di circa €.5.400,00 oltre IVA), che riduce il beneficio economico netto ad €.6.400,00 (da verificare). Peraltro l’assessore ha accennato ad altre problematiche relative al procedimento, legate alla formalizzazione dell’impegno del comune rispetto al co-finanziamento.

In ogni caso è stato concretizzato un primo importante passo (il compostaggio domestico) verso un’efficace riduzione alla fonte dei rifiuti, indispensabile sia alla tutela ambientale che alla riduzione dei costi del servizio di raccolta e smaltimento.

Nel resoconto completo sull’attività della consulta pubblicato sul nostro blog, riferiamo anche di altre questioni: raccolta comunale degli olii esausti, cave,  censimento delle case sfitte e dei capannoni inutilizzati (richiesto come comitato locale del Forum nazionale “Salviamo il Paesaggio” e finalizzato a limitare future ulteriori speculazioni sul nostro territorio salvaguardando il paesaggio e il suolo agricolo da altre cementificazioni inutili e distruzione dell’ecosistema che ci ospita), procedura partecipata di redazione del nuovo PUC (dopo mesi di “silenzio” è stato convocato un incontro pubblico per il 19 dicembre 2013), antenne di Monte Acero, riqualificazione energetica degli immobili di proprietà comunale e impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, attività informativa in tema di ambiente nella scuola primaria, controllo del territorio, eventi pubblici, raccolta differenziata da parte della grandi utenze (Parco del Grassano, Centro Relax, strutture commerciali, …), randagismo, vecchia discarica in località Selva di sotto.

Su nessuno di questi argomenti è pervenuto fino ad oggi un qualche riscontro.

Questo anche perché, per poter essere realmente efficace,  l’attività di stimolo, proposta e vigilanza della consulta ambientale, ripresa dopo l’insediamento della nuova amministrazione (peraltro su loro richiesta di collaborazione), ha necessità che si ampli la partecipazione dei cittadini, soprattutto dei più giovani, in modo da aumentare la “pressione” in occasione delle scelte politico-gestionali che riguardano l’ambiente (e soprattutto la salvaguardia del nostro territorio e del paesaggio), e migliorare, grazie all’ingresso di nuove energie e professionalità, la qualità dell’azione della stessa consulta.

Quando si rinuncia ad esercitare il proprio diritto alla partecipazione, anche nelle poche occasioni in cui essa viene “concessa” dagli amministratori di turno, qualunque sia la motivazione di questa rinuncia, lamentandosi poi “in privato”, o inserendo commenti anonimi nelle pagine dei social network, … o quando si esaurisce il proprio intervento in una sterile polemica di parte, non si fa altro che rafforzare la “diffidenza” dei politici “di professione” rispetto alla capacità e volontà dei cittadini di partecipare direttamente ed efficacemente alla gestione del territorio e quindi le convinzioni di chi preferisce amministrare decidendo in solitudine su questioni che interessano invece tutti i cittadini ed hanno un impatto su ognuno di noi.

Quindi la Consulta per l’Ambiente nei comuni può essere un valido strumento nelle mani dei cittadini per contribuire al governo del proprio territorio e vigilare sull’attività dei propri rappresentanti in Comune; e , contemporaneamente è uno strumento utile agli amministratori per ascoltare i cittadini, riceverne feedback rispetto alle loro iniziative e ai loro progetti o programmi, ma anche proposte, contributi, idee, …

Speriamo ora che l’avvio della “Città Telesina” non allontani ulteriormente i cittadini dai centri decisionali.

Pierluigi Santillo per  ‘LA CONSULTA AMBIENTALE DI SAN SALVATORE TELESINO’

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