Ti amo da morire

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Da 4 anni, ogni anno, in questo periodo, l’Ordine degli Psicologi della Campania promuove in tutta la Regione la Settimana del Benessere Psicologico. Si tratta di una serie di incontri e convegni gratuiti, offerti in ogni Comune aderente, sui temi di maggiore interesse sociale. Quest’anno il tema è “Femminicidio e Biocidio” e la settimana del Benessere Psicologico è iniziata il giorno 18 Novembre per terminare il giorno 25, in occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne.

L’Associazione di promozione sociale IOSEI, nata per tutelare le donne oggetto di maltrattamenti sia dal punto di vista psicologico che legale, ha contribuito durante tutta la settimana a realizzare, in alcuni paesi della Valle Telesina, convegni dal titolo “Ti amo da morire: come riconoscere e contrastare il fenomeno della violenza di genere”.

Le statistiche degli ultimi anni mostrano un preoccupante e costante aumento dei casi di violenza in cui il soggetto autore della stessa è un uomo e chi la subisce è una donna. Ne deriva l’assoluta urgenza di sensibilizzare la collettività al fenomeno, sia per fermare le violenze, sia per fornire aiuto nei casi in cui si assiste alle violenze, sia, soprattutto, per educare le donne a non sottostare alle violenze.

Ad esempio, vi è mai capitato di ricevere attenzioni non gradite da un corteggiatore, insistente ed opprimente, anche a seguito di un “no” perentorio? O, di essere cercate da un amico che tenta asfissiantemente, ad esempio con visite a sorpresa, di convertire una mera conoscenza in un rapporto più intimo? O, peggio, ritrovare spiata la vostra vita pubblica e privata da qualcuno che sa dove vivete, lavorate, chi frequentate, perché vuole allacciare un relazione sentimentale con voi? O, similmente, perché non accetta la fine di un rapporto? O, addirittura, sentirvi apertamente oggetto di interesse morboso di tipo sessuale da parte di un conoscente?

Ebbene, se qualcosa di simile è accaduto a voi o ad una vostra conoscente sappiate che potrebbe essersi trattato di Stalking!

Infatti, sono 5 le ipotesi tipizzate dagli studiosi del settore che in questi anni hanno lavorato ai casi dei molestatori seriali. Le hanno rispettivamente definite: il corteggiatore incompetente, il bisognoso d’affetto, il respinto, il risentito e, più pericoloso di tutti, il predatore.

Ma in pratica, cos’è lo Stalking? E’ null’altro se non un insieme di molestie, soprattutto psicologiche, che si esplica in comportamenti persecutori e vessatori, in controllo e intrusione nella vita altrui, in atti lesivi della persona ripetuti ed eccedenti il limite della normale tollerabilità. Il campionario comportamentale dello Stalker può comprendere l’invio ripetuto di sms o e-mail, telefonate assillanti, appostamenti e pedinamenti, visite a sorpresa sui luoghi frequentati dalla vittima, sorveglianza continua realizzata nei modi più vari, finanche minacce verbali e scritte, danni alle cose, violazione di domicilio e diffusione di dati privati.

In ogni caso, va tenuto presente che non esiste un identikit del potenziale Stalker, non vi è un profilo psicologico tipico: salvo rari casi, lo Stalker non è affetto da alcuna patologia! Può essere tanto un laureato a pieni voti, quanto un manovale disoccupato; tanto una persona con cui avete un legame affettivo, quanto uno semi-sconosciuto; tanto una persona proveniente da una “buona famiglia”, quanto uno proveniente da ambienti degradati.

Ciò che li unisce tutti è il motivo per cui iniziano la loro campagna di molestie: una relazione interpersonale complicata o un deficit relazionale. Questi sono i motivi per cui il molestatore sviluppa un attaccamento irrefrenabile verso la vittima e cerca di assumerne il controllo.

E’ facilmente intuibile come le donne soggette a molestie inizino a provare ansia e paura per la propria incolumità. Subiscano danni psicologici e relazionali, anche gravi, che le possono portare a stravolgere completamente le proprie abitudini di vita. Le molestie dello Stalker, infatti, non sono costanti, ma anzi tipicamente soggette ad un’escalation di violenza, anche estrema, che induce la vittima all’isolamento e all’impotenza.

Anche il Legislatore si è reso conto della gravità del problema e, a partire dal 2009, ha introdotto una serie di misure atte a combattere il fenomeno.

Tuttavia, il primo soggetto che deve attivarsi è la vittima, evitando i contatti con lo Stalker, evitando di isolarsi, ma soprattutto comunicando il proprio disagio e condividendolo con familiari, amici o colleghi. La donna può, altresì, rivolgersi ad un’Associazione, come IOSEI, ad un legale, o denunciare direttamente alle Forze dell’Ordine le condotte moleste (per alcuni molestatori è sufficiente l’ammonimento delle FF.OO.).

Non è difficile ottenere l’allontanamento del molestatore o il divieto ad avvicinarsi alla vittima o ai luoghi da lei frequentati abitualmente, così ponendo fine alla condotta molesta. E, giudizialmente, si potrà ottenere un risarcimento di tutti i danni subiti.

Con il “Pacchetto-Sicurezza” del 2013 è stata ampliata la tutela per le donne vittima di violenza, tra l’altro prevedendo pene più severe per coloro che hanno legami affettivi o parentali con la vittima o se la violenza è diretta contro minori o donne in gravidanza. E’ stato anche previsto l’arresto in flagranza e l’allontanamento d’urgenza dello Stalker, nonché l’irrevocabilità della querela, così da sottrarre la vittima al rischio di intimidazioni e ulteriori violenze finalizzate al suo ritiro. Il patrocinio gratuito, per le donne vittima di violenza è oggi garantito anche a quelle che superano i limiti di reddito previsti dalla legge per accedere a questo beneficio.

E voi cosa aspettate?

Valeria Massaro

Consulente Legale IOSEI

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