Servizio di Rai 3 su Cusano Mutri, il paese dei funghi in provincia di Benevento

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Cusano Mutri (BN) è un paesello montano di oltre 4.000 abitanti, al quale, per le sue caratteristiche ambientali e paesaggistiche, è stato dato l’appellativo di “La Svizzera del Sannio” e, di recente, anche quello di “La perla del Parco Regionale del Matese”.

La conca di Cusano Mutri si estende per oltre 6.000 ettari, con un’altimetria che va da un minimo di 257 m (ponte di Lavello), ai 400 m del centro abitato di Civitella Licinio, ai 450 m del centro abitato di Cusano Mutri, fino ai 1.823 m del Monte Mutria, la cima più alta della provincia di Benevento, la terza cima del Matese, dopo il Monte Miletto (2.050 m) e il Monte Gallìnola (1.923 m), chiamato in dialetto cusanese “l’ǽs’r’ o Matés’”. Nel 1861 gli abitanti erano 3.944, senza Civitella, e nel 1871, con Civitella, erano 4.769. Nel 1984 erano 4.485 e il 31 agosto 2001 se ne contarono 4.399. Dal DIZIONARIO DI TOPONAMASTICA (nomi geografici) – Edizione UTET – si legge che Cusano Mutri (BN) è così chiamato dal vicino Monte Mutria o Mutri, alle cui falde si aggrappa: “Questa terra vedesi edificata alle radici del monte, che chiamano Mutri, ed è altresì circondata da altri monti, respirandosi un’aria molto fredda”, (Giustiniani – 1797 – 1805). Il centro si è sviluppato probabilmente in epoca normanna, intorno ad un munito castello: è deposto a gradinate e conserva un suggestivo aspetto medioevale. Il toponimo “Cusano” riflette un nome di persona latino “Cusius”, con il suffisso aggettivale – anus – ad indicare appartenenza. È uno dei paesi più alpestri che dalla provincia di Caserta passarono nel 1861 a questa di Benevento.

Dal capoluogo della nuova provincia è lontano km 47 e soli chilometri 10 ½ dalla sede del circondario e della diocesi, Cerreto Sannita. Cusano Mutri è capoluogo di mandamento, di cui fa parte Pietraroja. Chi interroga i Cusanesi ne ha per risposta che la loro patria derivi da Cossa del Sannio; e questo paese, incognito pel sito, e appena nominato da Tito Livio, se lo disputano in atavità Cusano Mutri, S. Agata dei Goti e anche Torrecuso, secondo il Mellusi. Già dicemmo che Cossa non poteva stare presso Torrecuso; ora diciamo che non intendiamo pronunziarci su Cusano; però la derivazione ci appare molto difficile. Cusano fu detto Mutri dal monte Mutria, diramazione del Matese, sul quale vedesi edificato. Se la località fece parte dell’agro Alifano o dell’agro Telesino non è bene accertato. È più probabile la seconda delle opinioni, la quale trova sostrato non pure nella circostanza che ab antiquo Cusano fu parte della diocesi Telesina, ma ancora in due iscrizioni rinvenute nella campagna di Cusano, le quali nella raccolta del Mommsen portano i N. 4881 e 4913.

Emidio Civitillo

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