Chi sono i padroni del vento che vogliono devastare il nostro territorio?

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Nell’esprimere il più vivo e sincero compiacimento per l’iniziativa politico-giudiziaria avviata dalla Coldiretti Benevento e dal Sindacato Venatorio Italiano contro la società Eolica San Lupo s.r.l.  che intende realizzare sulla collina a nord della Valle Telesina una mega-struttura fatta di migliaia di metri cubi di cemento e di ben 17 aerogeneratori, alti circa 100 metri, visibili da decine di chilometri di distanza e con la distruzione di centinaia di ettari di bosco, non possiamo non stigmatizzare la remissività e l’ignavia di tante altre istituzioni pubbliche ed associazioni ambientaliste (sic!) che si sono limitate a prendere atto della situazione determinatasi con il decreto regionale n.256/2013 o, addirittura, hanno girato la testa dall’altra parte per non vedere quello che accade sul nostro territorio.

Per dovere di cronaca è necessario ricordare che, negli anni scorsi, un’associazione ambientalista come “Legambiente”  Valle Telesina-Campania non esitò a fare le barricate per impedire all’amministrazione comunale di Guardia Sanframondi di poter infrastrutturare un’area (già vincolata da circa 30 anni come zona industriale) per poter realizzare la prima “Città di Bacco” nel Mezzogiorno d’Italia. Oggi, invece, di fronte ad  un’area del Sannio di grande valore paesaggistico che rischia di essere deturpata da enormi torri d’acciaio si chiudono tutte e due gli occhi per non disturbare il “manovratore” e non interferire con interessi milionari che possono arricchire qualcuno ed impoverire un’intera comunità.  Ed, allora, per richiamare, ancora una volta, ognuno alle proprie responsabilità non possiamo non ricordare che il turismo per una piccola realtà come quella sannita è una risorsa necessaria che deve essere valorizzata da politiche di tutela e promozione del territorio, delle tipicità e della cultura locale, trasformandosi così in un interessante motore di sviluppo locale. Senza dimenticare che il nostro territorio è impegnato in una viticultura iperspecializzata in produzioni DOC e DOCG e sta lavorando per ottenere il riconoscimento di una denominazione territoriale dell’olio extravergine di oliva. Il Parco eolico che si intende realizzare provocherà una devastazione irreparabile del paesaggio da tanti punti di vista ma, in modo particolare, da quello economico. Centinaia di aziende produttrici e trasformatrici di uve, di olive, agriturismi, hotel, ecc, che vedono nel valore del territorio e del paesaggio il loro capitale sociale, potranno chiudere in prospettiva battente perché tanti flussi saranno completamente compromessi. Come è possibile che dinanzi a tale scenario catastrofico nessun soggetto istituzionale e nessuna associazione ambientalista abbia trovato il coraggio di affiancare la  Coldiretti  Benevento ed il Sindacato Venatorio Italiano?

Da parte nostra, nel rivolgere un sentito, caloroso ringraziamento alle succitate associazioni di categoria per l’impegno profuso e la sensibilità dimostrata, convinti che la salvaguardia del territorio rappresenti la pre-condizione per qualsiasi ipotesi di sviluppo per la comunità sannita, siamo qui a chiedere formalmente e pubblicamente: l’area interessata al costruendo parco eolico non è interessata da alcun vincolo ambientale? Gli amministratori di San Lupo quale convenzione hanno  stipulato nell’anno 2008? Che senso ha l’opposizione ai parchi eolici ipotizzati e non fare niente per contrastare quelli che si stanno già realizzando? Chi sono i padroni della Eolica San Lupo srl? Aderiscono ad un circolo politico di destra o di sinistra?

Guardia Sanframondi 12 ottobre 2013

 Amedeo Ceniccola Presidente Ass.ne SannioCuore

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