San Salvatore: incontro ‘Le valli alifana e telesina nella epigrafia latina’

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Martedì 10 settembre 2013, alle ore 16.00 si terrà a San Salvatore Telesino, nell’Abbazia del S. Salvatore, l’incontro culturale “Le valli alifana e telesina nella epigrafia latina” organizzato dall’Amministrazione comunale e dall’Ass. alla cultura di S. Salvatore Telesino. Dopo i saluti del Sindaco Fabio Romano e dell’Assessore alla cultura Lucia Vaccarella, interverrà il prof. Luigi R. Cielo per presentare ed introdurre il relatore e per richiamare ai presenti l’Abbaziale, sede che attualmente ospita l’Antiquarium di Telesia ma che nel passato è stato un centro di riferimento religioso e culturale per l’intero territorio e di cui lo stesso Cielo è massimo storico. Seguirà la Conferenza del dott. Marco Buonocore, scriptor latinus e direttore della sezione Archivi della Biblioteca Apostolica Vaticana, presidente della Pontificia Accademia Romana di Archeologia e del Comitato Nazionale per l’Edizione delle lettere di Theodor Mommsen agli Italiani, (per una sua biografia si veda l’allegato) che terrà una lezione dal titolo “Allifae e Telesia prima e dopo Mommsen”. Il dott. Buonocore, tra i più importanti epigrafisti italiani contemporanei, impegnato da molti anni nell’aggiornamento del Corpus Inscriptionum Latinarum patrocinato dall’Accademia delle Scienze di Berlino, è in questi giorni nel Sannio per una nuova ricognizione delle lapidi e iscrizioni descritte nel IX volume del Mommsen ed ha accettato di buon grado l’invito dell’Amministrazione comunale di San Salvatore di tenere una lezione per illustrare le epigrafi presenti nell’Antiquarium e nel territorio comunale. Il IX volume del CIL fu pubblicato nel 1883 e nella sua ricerca delle lapidi sannite Theodor Mommsen soggiornò per vari periodi a San Salvatore Telesino, ospite dei fratelli Michele e Ludovico Pacelli, nipoti del più famoso Gian Francesco, autore della Memoria storica sulla città di Telese pubblicata in ed. limitata (solo per essere distribuita agli amici) nel 1775, uno dei primi studiosi locali a scrivere del proprio territorio. Negli anni successivi i Pacelli, proprietari di moltissimi fondi nell’area archeologica, continuarono a raccogliere reperti archeologici di ogni tipo: monete, medaglie, vasi, ma anche lapidi, capitelli di colonne che furono collocati nei giardini del palazzo di famiglia definiti da Mommsen “horti Pacelliani”. I due fratelli erano soci corrispondenti dell’Instituto di Corrispondenza Archeologica di Roma, Michele era anche ispettore agli scavi e monumenti, per cui fu naturale che tra lo studioso tedesco e la famiglia Pacelli nascesse una sorta di amicizia e di collaborazione che sicuramente agevolò il lavoro dello storico che dedicò loro un intero paragrafo della sua prefazione al capitolo su Telesia del Corpus. Oggi, gran parte di questo patrimonio è distribuito tra il Museo Nazionale di Napoli, il Museo di Piedimonte Matese e l’Antiquarium di San Salvatore Telesino e vari altri luoghi di conservazione e la lezione di Buonocore sarà anche un momento per ri-trovare e ri-annodare i fili che legano reperti variamente collocati ma con una comune origine.

Antonietta Cutillo

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