Una firma per i cittadini protagonisti del cambiamento

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Il Comitato dei Refendari Sanniti, composto da Guido Principe, Pietro Romano, Franco Sarracino, con l’adesione di Mimmo Forgione della Cisal, ha organizzato per lunedì 9 settembre 2013, alle ore 18, presso il Grand Hotel Italiano in Benevento la giornata pro-referendum sulla giustizia e contro il finanziamento pubblico ai partiti. All’incontro parteciperanno gli onorevoli Maurizio Turco e Maria Antonietta Coscione dei Radicali Italiani, il senatore Luigi Compagna, l’on. Alberto Simeone, il Presidente della Camera Penale di Benevento Avv. Vincenzo Regardi: saranno allestiti più banchetti in città per consentire ai cittadini di firmare. Intanto grazie ai consiglieri comunali Pietro Di Lorenzo, Clemente Cecere Palazzo, Enzo Pelvi e Raffaele Tibaldi sono state già raccolte nel Sannio numerose firme: a Benevento ogni giorno è possibile sottoscrivere i referendum presso l’ufficio elettorale del Comune nel palazzo ex Impregilo, ore 9-13.

Il monito di Piero Calamandrei “La libertà è condizione ineliminabile della legalità: dove non c’è libertà non può esserci legalità” è quanto mai di attualità in un momento di grave conflitto tra politica e magistratura- ha dichiarato Luigi Bocchino del Comitato-: un conflitto che penalizza esclusivamente i cittadini ed i loro diritti, e che trae origine dalla povertà ideale dell’attuale politica contrapposta alla pretesa di alcuni di voler fare giustizia anche in senso morale oltre a quella a quella tipica giuridica. Il Popolo deve essere partecipe e protagonista dei processi di riforma e di trasformazione della giustizia che non è solo un fatto squisitamente tecnico ma investe prioritariamente aspetti civili e sociali ineludibili, principi di libertà e di convivenza dell’essere umano. Le riforme strutturali e strategiche, come quella nel campo della giustizia, non potranno essere fatte dal Parlamento dei nominati che da anni ha dimostrato, nei fatti, tutta la sua inconcludenza su temi così importanti: per non parlare delle distorsioni ancora da eliminare del finanziamento pubblico ai partiti. Il referendum, condivisibile o meno il quesito, è l’unico strumento di democrazia partecipativa che rende il cittadino davvero artefice del proprio destino e del cambiamento del Paese: più referendum e meno autoreferenzialità; più giustizia equivale a maggiore democrazia !

Benevento, lì 2 settembre 2013.

Luigi Bocchino

mail inviata da Pietro Di Lorenzo

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