Caccia: Stagione 2013/2014. Dilettanti allo sbarglio

0

Come l’equinozio d’autunno è arrivato puntuale il ricorso del WWF contro il Calendario Venatorio campano 2013/2014 e altrettanto puntualmente la Regione e le AA.VV. si sono fatte trovare impreparate (noi speriamo, quanto meno, per colpa e non per dolo). Il mix di incapacità, menefreghismo ed incompetenza ha raggiunto, anche quest’anno, il risultato più disastroso.

Le AA.VV. da una parte infatti, si vantano di essere le sole titolate a rappresentare i cacciatori ai tavoli istituzionali, perché bontà loro riconosciute (forse dalle Istituzioni ma non più dalla base, formata da cacciatori stanchi e disillusi) e la Regione, dall’altra parte, ignava delle minime regole che gestiscono l’attività venatoria hanno ottenuto il minimo risultato con il massimo sforzo: la sospensione della caccia!!

A nulla sono valsi i nostri ripetuti ammonimenti. Il maxi-emendamento alla legge regionale sulla caccia, da noi fortemente sostenuto, rigettato come fosse una pezza sporca, il mancato invito dello SVI alle riunioni programmate presso la Regione dall’Ass.re Nugnes, i continui inviti ad attenersi alle disposizioni dell’ISPRA, gli auspici a rispettare il giusto iter procedurale. Ma ché? parole al vento! I CACCIATORI non sono più dei creduloni, ma sanno essere oggi, capaci di documentarsi e lo SVI, da parte sua, scandaglierà, attraverso l’acquisizione secondo la legge sulla trasparenza amministrativa, tutti quegli atti che hanno generato questo mefitico calendario venatorio. Individueremo quindi i colpevoli, e questi, ci dovranno rendere conto del loro operato.

Solo due considerazioni, la prima: ricorso WWF alla mano, si legge, nero su bianco, che le benemerite sorelle ebbero un incontro, in data 19 luglio 2013 con le Istituzioni in cui elaborarono modifiche all’attuale Calendario Venatorio (già, del resto rigettato in più punti dall’ISPRA) e dette modifiche andarono a far parte integrante del nuovo Calendario, peccato però, che non furono portate al vaglio del CTFVR come legge impone.

Tutto in famiglia insomma, dimenticando (forse) tutte le Associazioni ambientaliste che, facendo parte del CTFVR, e non invitate, le hanno attese al varco. Imperizia, imprudenza, negligenza?? la seconda: vogliamo parlare della tragi-commedia delle ultime 48 ore dall’inizio dell’attività venatoria? Sul sito www.campaniacaccia.it prima il silenzio assoluto, poi un comunicato dove si affermava che il TAR non aveva ottemperato alla notifica dell’ordinanza di sospensione e poi infine alle 19.20 di un venerdì uno scarno comunicato in cui “si prendeva atto”, miracolo, che il TAR aveva trasmesso tale notifica. Bene! Noi ci chiediamo: come è avvenuta la notifica, per quale mezzo, per quali mani, chi l’ha materialmente ricevuta, come mai alle 19.20 gli uffici, sia del TAR che della Regione, erano ancora frequentati da indefessi lavoratori? Perché “si prende <semplicemente> atto e non si procede, come legge impone, al decreto di sospensiva?? Domande legittime che richiedono legittime risposte!! Di tanto, lo SVI, come già anticipato sopra, chiederà conto, con l’acquisizione di tutti gli atti amministrativi che hanno partorito questo obbrobrio e si riserva, sin da subito, attraverso il proprio Ufficio legale, di investire l’A.G. per verificare se in tali comportamenti si ravvisino estremi di reato.
Carmine Sanzari – coordinatore provinciale SVI (BN)

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.