Una escursione sul Matese

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Dopo tanti anni passati principalmente nell’ attività  di contrasto  del bracconaggio in varie parti del territorio Italiano, attività espletata sempre come volontario, sono ritornato ad interessarmi del territorio beneventano e delle aree limitrofe della provincia di Caserta, per cui insieme  alla fotografa naturalista Dott.ssa Giuliana Farinaro , ho effettuato una escursione sui monti dello Appennino Campano del Matese per l’ espletamento di attività tipiche di conoscenza dello ambiente e salvaguardia del territorio e per effettuare fotografie al paesaggio . Non ritornavo sul Matese dal lontano1993 quando, su segnalazione di alcuni escursionisti, fui impegnato  insieme ad alcune persone del posto nel recupero di un esemplare di aquila reale (Aquila Chrysaetos)che  in quel periodo in Italia era a rischio di estinzione, in una località impervia denominata Pinteme Jonte della Valle dell’ Inferno nel Comune di San Gregorio Matese . L’ esemplare che presentava numerose ferite non  riuscì a sopravvivere per essere inviato ad un Centro Recupero della Fauna;i resti  furono consegnati al Museo dell’ Istituto di Zoologia dell’ Università di Napoli. Inoltre bisogna ricordare  che    durante il Campo Ecologico Matese 1984 organizzato dalla Lega Italiana Protezione Uccelli- Delegazione  di Benevento(di cui sono stato fondatore e Delegato Provinciale dal 1983-al 1994) accertammo sulle pareti della Valle dell’ Inferno la nidificazione dell’ aquila reale che in precedenza veniva considerata come una coppia errante . Nell’ anno 1985 un esemplare della stessa specie fu abbattuto nel pianoro delle Grassete. Mentre eravamo impegnati nel percorrere un pendio in una zona non di facile accesso ricadente nella provincia di Caserta ricoperta da una folta vegetazione di felci abbiamo assistito ad un evento straordinario quanto imprevisto.

Il nostro cammino si è incrociato con due cuccioli di Canis Lupus (Lupo) i quali imperturbabili ,non spaventati dalla nostra presenza, hanno proseguito il loro cammino con la loro fierezza. I cuccioli presumibilmente di circa 2-3 mesi avevano forse lasciato il rifugio,   costituito generalmente da una cavità rocciosa, oppure da una fossa scavata nel terreno che può essere una tana di volpe o di tasso allargata ,per iniziare a seguire i genitori nei loro spostamenti  ed imparare le tecniche di caccia, la conoscenza del territorio, la strategia per evitare gli ambienti e le situazioni pericolose. La presenza del lupo nel versante beneventano-casertano del Matese si ritiene esigua, mentre è più costante con numerosi esemplari nel versante Molisano .L’ habitat ideale del Lupo è rappresentato dalle zone boscose, ma la sua alta capacità di adattamento lo integra anche in ambienti diversi .In Italia vive tra una fascia compresa tra gli 800-2000 metri, spesso solitario o in coppia, in inverno in piccoli gruppi di (6-14) individui tra i quali la suddivisione dei ruoli gerarchici appare nella massima espressione.  La presenza dei piccoli rappresenta sicuramente un fattore di  espansione  della specie che trova l’ habitat ideale nelle zone più impervie in considerazione dell’ aggressione del territorio montuoso che è avvenuto in questi ultimi decenni con la costruzione di strade ad alta quota, insediamenti recettivi e strutture  turistiche .Come ha scritto G. Weeden  ”Il mondo ha bisogno del sentimento ,degli orizzonti inesplorati ,dei misteri degli spazi selvaggi .Ha bisogno di un luogo ove i lupi compaiono al margine del bosco non appena cala la sera, perché un ambiente capace di produrre un lupo è un ambiente sano ,forte, perfetto

Ugo Martino Izzo

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