S.V.I. é contrario al parco eolico di San Lupo

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In data 12 c.m., con nota inviata alla Regione Campania al Difensore Civico, nonché al responsabile dell’Autorità Ambientale, e per conoscenza, a tutti gli ORGANI GARANTI DELLO STATO IN MATERIA COMPETENTI, ed alle associazioni ambientaliste. Il Sindacato Venatorio Italiano, in riferimento al Decreto Dirigenziale n. 256 del 07/06/2013 pubblicato sul BURC n. 35 del 24 giugno 2013, che autorizza la costruzione di un impianto con tecnologia eolica, da realizzarsi nel comune di San Lupo (BN) il quale prevede la installazione di n. 17 aerogeneratori di altezza mt 80 con potenza nominale unitaria di 2,5 mw (max fino a 3 mw) in area tutelata della rete natura 2000; osserva e chiede, al Difensore Civico, di verificare se tale autorizzazione sia stata concessa tenendo in debito conto di tutta la normativa che tutela l’area della rete natura 2000 ove l’impianto autorizzato si colloca al proprio interno.

Come si sa, la rete natura 2000 è il principale strumento della politica dell’Unione Europea per la conservazione della biodiversità. Si tratta di una rete ecologica diffusa su tutto il territorio dell’Unione, istituita ai sensi della Direttiva 92/43/CEE “Habitat” per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario.

Essa è costituita dai Siti di Interesse Comunitario (SIC), identificati dagli Stati Membri secondo quanto stabilito dalla Direttiva Habitat, che vengono successivamente designati quali Zone Speciali di Conservazione (ZSC), e comprende anche le Zone di Protezione Speciale (ZPS) istituite ai sensi della Direttiva 2009/147/CE “Uccelli” concernente la conservazione degli uccelli selvatici. Dette aree che compongono la rete Natura 2000 non sono riserve rigidamente protette dove le attività umane sono escluse; la Direttiva Habitat intende garantire la protezione della natura tenendo anche “conto delle esigenze economiche, sociali e culturali, assicurandone una gestione sostenibile sia dal punto di vista ecologico che economico.

Il provvedimento di autorizzazione emesso con Decreto Dirigenziale n. 256 del 07/06/2013 che autorizza nel Comune di S. Lupo la installazione di n. 17 aerogeneratori e il cui posizionamento interessa le località denominate Monte Ciesco, Serra La Giumenta, Monte Croce e Saudiello, e ricadono all’interno del sito IT8020009 denominato PENDICI DEL MONTE MUTRIA connesso tra l’altro sia con il parco regionale del MATESE, nonché connesso alla ZPS (Zona di Protezione Speciale) individuata all’interno del parco del MATESE stesso a formare una rete omogenea e connessa di protezione e tutela.

Nella istanza di verifica dell’iter procedurale, che ha portato al provvedimento di autorizzazione, SI FANNO RILEVARE PRESUNTE VIOLAZIONI DI NORME STATALI E COMUNITARIE BENE ANNOVERATE NELL’ALLEGATA ISTANZA fatta pervenire agli organi in indirizzo ed alla presente allegata integralmente.

ISTANZA AL DIFENSORE CIVICO_ Regione CAMPANIA

DECRETO DIRIGENZIALE_AGC12_4_N_256_DEL_07_06_2013 

Carmine Sanzari – Coordinatore Provinciale SVI

1 commento

  1. Spesso sono gli ambientalisti a fare osservazioni critiche al mondo dei cacciatori in difesa dell’ambiente naturale. Questa volta, però, le osservazioni critiche, sempre in difesa dell’ambiente naturale, arrivano dall’ambiente dei cacciatori (e bisogna dargliene atto).
    Con questo breve commento non si mira a stabilire se è giusto o meno realizzare un “Parco eolico a San Lupo”, ma si mira a difendere il principio sacrosanto che quando si interviene sull’ambiente naturale, che è patrimonio dellintera collettività e che va tutelato non solo per aver cura della qualità della vita di tutti, ma anche per tramandarlo alle generazioni future nelle migliori condizioni possibili, occorre ponderare attentamente certe iniziative e valutarne la validità e la convenienza. Troppe volte abbiamo assistito alla realizzazione di opere pubbliche inutili o addirittura dannose, ma sono state ugualmente realizzate per non perdere “i finanziamenti” (!?).
    È bene pertanto che sull’iniziativa di cui sopra si apra un dibattito serio ed approfondito, analizzando con cura e senso di responsabilità i pro e i contro, allo scopo di capire (e far capire a tutti) se l’opera è più utile che dannosa, o viceversa.

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