Intervenga la corte dei conti

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A proposito di sprechi… (Da  Realtà Sannita N ° 12 1/15 Luglio 2013 pag. 04) Dall’ ospedale di San Bartolomeo alla piscina olimpionica di Telese. Ecco alcune opere iniziate e mai finite del nostro Sannio Mesi addietro, nell’aprire l’anno giudiziario il procuratore regionale della corte dei conti, Tommaso Cottone, ha denunciato gli sprechi e le anomalie contabili nella pubblica amministrazione campana. In questa sua cruda ma veritiera disamina non ha certamente risparmiato il Sannio che è in perfetta linea (poco più, poco meno) con gli sprechi delle altre province della regione. E tra gli sprechi nostrani si citò l’ospedale di San Bartolomeo in Galdo, la cui costruzione è iniziata sul finire degli anni cinquanta (1958 per la precisione) ma che non ha visto mai la fine dei lavori, quindi il completamento, e di conseguenza il pieno funzionamento.

Questo caso ci invita a guardarci intorno, e di sprechi se ne vedono tanti. A Telese, per esempio, è ancora in costruzione una piscina nelle terme, una piscina non di acqua termale per le cure, ma una piscina che veniva (e viene) chiamata olimpionica perché dovrebbe servire per gare nazionali ed internazionali. La sua progettazione e costruzione ha avuto inizio negli anni settanta è costata fino ad oggi un mare di soldi, ma non se ne vede la fine.

Per essere più precisi va detto che si va avanti a stati di avanzamento ma che non si riesce a completarla e quindi a sfruttarla dandola in gestione a qualche società sportiva interessata. Allora succede che se finiscono i soldi dello stato di avanzamento, l’opera rimane incompiuta, e mentre si aspettano altri soldi per continuare i lavori la piscina viene vandalizzata per cui bisogna cominciare da capo a ricostruire.

Insomma, è una classica tela di Penelope: si costruisce e si vandalizza, e così facendo la somma spesa lievita sempre di più e l’opera non viene mai completata.

Quanto descritto è lo spreco classico, e non si sa se il procuratore regionale della Corte dei Conti l’abbia citato o se ne sia a conoscenza addirittura.

Se a quanto detto si aggiunge il disinteresse del Consorzio Idrotermale, ente che gestisce le terme e che quindi dovrebbe darsi da fare per risolvere i problemi ad esse connessi (quindi anche la piscina), il quadro che ne viene fuori è veramente deplorevole.

La denuncia alla Corte dei Conti è fatta, ma succede qualcosa?

Carlo Franco