In bolletta una spesa denominata “deposito cauzionale addebito”

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In seguito alle fatture emesse nei giorni scorsi dall’Alto Calore Servizi per i consumi idrici, si è svolto un incontro su iniziativa di alcune associazioni dei consumatori che svolgono attività di difesa e tutela nei territori dei comuni della provincia di Benevento per approfondire la richiesta di pagamento avanzata per una “voce di spesa” alquanto anomala. L’incontro, che ha visto la partecipazione di Costantino Caturano in qualità di rappresentante delle associazioni dei consumatori presso la Camera di Commercio di Benevento, ha il merito di avviare un chiarimento per rilevare lo stato dell’arte da cui far partire iniziative utili per affermare i diritti degli utenti sanniti nel rispetto della normativa prevista dal Codice di Consumo e dalle leggi di riferimento.

La società di servizi idrici, ha rilevato Costantino Caturano, ha imputato agli utenti una spesa denominata “deposito cauzionale addebito” pari a 22,50 euro che sembra si ripeterà anche nella prossima bolletta idricaLa ricostruzione parte dal C.d.A. dell’Alto Calore del 29 Aprile 2013 in cui è stato deliberato l’abbandono del minimo impegnato limitatamente alle utenze domestiche e, a far data dal 1 Giugno 2013, l’applicazione delle nuove fasce di consumo con tariffe diverse. Sempre in tale seduta, è stato anche previsto ed approvato un altro deposito cauzionale che gli utenti devono pagare ed è stata aggiornata la carta dei servizi ed il regolamento per la distribuzione dell’acqua potabile e dei termini contrattuali, senza però convocare preventivamente le associazioni di difesa dei consumatori operanti sul territorio sannita come prevede la normativa giurisprudenziale e di settore. 

Premesso quanto detto, continua Caturano, senza una logica precisa né supportata da leggi o indicazioni nazionali o regionali in materia, l’Alto Calore Servizi ha deciso di far pagare un ulteriore deposito cauzionale a tutti i cittadini residenti nei comuni serviti dalla società motivando, a detta di molti utenti che si sono informati presso le sedi dell’Alto Calore, tale pagamento come una quota che si deve dare per spese di distacco della fornitura idrica dovuto ad eventuali mancati pagamenti delle fatture. I consumatori sanniti non ci stanno ad una governance che scarica i costi della cattiva gestione sull’utenza per fare cassa in tempo reale senza voler rompere le incrostazioni con lo strumento della politica che è quello di scegliere, di tagliare il superfluo e l’inutile. Le associazioni invitano l’Alto Calore a rettificare tale costo con l’emissione di nuove fatture corrette o con l’annullamento di tale pagamento, altrimenti saranno costrette ad avviare una vera e propria procedura di contenzioso con la società. In una fase delicata come quella che stanno vivendo giornalmente le famiglie sannite, bisogna dire basta a scelte che vanno a danno solo degli utenti e che servono non a migliorare servizi e qualità della vita ma a “tappare” buchi che non hanno niente a che vedere con il bene comune.

La riunione si è conclusa con la decisione di inviare nei prossimi giorni una richiesta formale di incontro alla società Alto Calore, non finalizza a parlare e capire il problema ma solo a risolverlo senza se e senza ma. A riguardo è stata individuata una delegazione ristretta con il compito di rappresentare le proprie ragioni ed avviare la formalizzazione delle istanze per singolo utente nonché per definire incontri con il coinvolgimento degli uffici legali delle associazioni dei consumatori in modo da valutare procedure di conciliazione/mediazione fino ad arrivare alla giustizia ordinaria in caso di mancato riscontro da parte della società di servizi idrici.

Costantino Caturano Rappresentante Associazioni Consumatori Camera di Commercio Benevento

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