“Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare”, ovvero: l’emersione del cittadino R.

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Chissà come mai, l’intervento denominato “Biodigestore: illusioni, delusioni e mancate decisioni”, apparso giorni addietro su Vivitelese, mi ha fatto venire in mente l’epica frase che il regista John Landis fa dire a John Belushi in Animal House. Che il momento sia topico lo si era capito da un pezzo. Il termine ‘topico’, del resto, fa riferimento sia al largo uso di luoghi comuni da parte di minoranze e neominoranze varie,consiliari ed extraconsiliari; sia all’antica arte della topica, vale a dire all’invenzione di artifici logico-dialettici come mezzi costruttivi del linguaggio.

Carmine R. Covelli, infatti, non è uno che ama la ribalta. il Cittadino R., al contrario, predilige esercitare la sua scaltra azione nella parte retrostante le quinte. Il clamoroso dato politico, allora, è proprio questo: l’emersione di un nuovo protagonista, forse non totalmente soddisfatto dell’azione del suo gruppo di riferimento, “Telese Terme 2010”, incalzato a sua volta dalla furibonda smania oppositrice di Gennaro Capasso.

Il nuovo protagonismo si era notato da tempo: siti web e social network abbondano di interventi del Cittadino R., che non ha perso occasione per flirtare con chiunque paresse utile a far montare quella protesta popolare che, invece, non c’è stata.

Le questioni di merito, per lui, contano poco o nulla: ancora oggi il Cittadino R., come del resto i Consiglieri di opposizione Capasso, Di Cerbo, Fuschini, Palma e Alfano, non sa che dire sulla tipologia dell’impianto, neanche in termini negativi. Abbondano invece i riferimenti a cavilli procedurali, le minacce di opposizione (Prefettura, Procura, TAR, Tribunale Intergalattico, etc…), gli stanchi riferimenti al polo scolastico (di cui, stiano tutti tranquilli, parleremo presto abbondantemente), gli aggettivi pesanti, usati come clava corriva contro gli avversari.

E poi la bandiera della legalità! Questo mondo non smette proprio di stupire e meravigliare, se anche il Cittadino R., per decenni incurante di quello che accadeva anche sotto i suoi occhi, oggi si sveglia e inalbera il vessillo della legalità. Buongiorno, Principessa, ben alzata!

Non credo si tratti di una voglia di ergersi a tribuno del popolo, di mettersi alla guida di una rivolta di massa. Il Cittadino R. ha solitamente altro stile: lui calcola e rimugina in silenzio. E poi frequenta le stanze importanti. Eh, si… Come quelle regionali, dove si reca, non si capisce a che titolo, a parlare dei progetti che la Provincia e l’Amministrazione comunale hanno avviato e stanno seguendo. Da chi è stato delegato e/o autorizzato, il Cittadino R., a rappresentare i telesini nella questione del grande progetto per il risanamento dei corpi idrici superficiali? Quale misterioso spirito “santo” si è infuso nella sua persona e lo ha introdotto negli ambienti regionali, ispirandolo a vaticinare di liquami, acque nere, reflui, collettamenti e depuratori?

È iniziata la lunga volata che si chiama campagna elettorale. Un altro cavallo di razza nitrisce e guarda, con i suoi occhi di sangue, il traguardo ambito. Lunga, lunghissima volata. Ma non sempre vince chi scatta per primo. Questo lo sa bene anche il Cittadino R.

Benvenuto in gioco.

Gianluca Aceto 

4 Commenti

  1. Caro Assessore, ma quale corsa e quali cavalli ! Credevo di averTi già detto che alle assemblee pubbliche, di solito, intervengo sempre. Tuttavia, con il Tuo intervento confermi la mia timidezza nei confronti della ribalta politica. Sai, molto spesso, fa smarrire l’orizzonte sopratutto a chi ha un concetto singolare del consenso. Per De Mita -statista integerrimo e di straordinaria intelligenza- mai qualcuno avrebbe potuto fare l’assessore provinciale senza il consenso, senza i voti. Tu ci sei riuscito con poco più di duecento voti e senza alcun consigliere eletto del Tuo partito. Forse, qualche responsabilità la porto anch’io (ricordi i veti ?) che di voti, stando dietro le quinte come affermi, ne presi almeno tre, quattro volte più di te. Mah, questa e’ la Democrazia. In ogni caso, riservandomi di dedicarTi più spazio nei prossimi giorni sui temi più attuali, voglio solo toglierti la curiosità, per comunicarTi che dallo scorso mese di Aprile sono collaboratore esterno del consigliere regionale Abbate. Il mio contratto alla Regione, a differenza dei tuoi al Senato, alla Provincia (non ho ancora informazioni sulla prebenda del Comune o su quella, eventuale, dell’ATC), ad oggi è a titolo meramente gratuito. Ti sfido a verificare. Questo, giusto per farti dormire tranquillo. Colgo comunque l’occasione per ringraziarTi dei complimenti ma, come sai, non sono granché interessato alla ribalta con i contenuti di cui sopra: prediligo il lavoro ed il gioco di squadra che, da un pò, porto avanti con soddisfazione (visti i Tuoi stati d’animo) con gli amici del gruppo consiliare Telese Terme 2010 guidato da una persona perbene come Peppino Di Cerbo. Per il resto, lascia perdere Capasso e tanti altri cittadini, anche Tuoi asseriti elettori, che hanno rivisto le loro scelte. Per quanto mi riguarda non verrò mai meno al rispetto degli avversari, anche quando il confronto dovesse diventare aspro per opinioni diametralmente opposte, come sul bio-digestore o il depuratore comprensoriale (si chiama proprio così quest’altra bella trovata !!). Tempo al tempo. mancano meno di due anni alle elezioni. Tu hai il dovere di correre. Corri, che di cose da fare per Telese, ce ne sono tante ! Con l’amicizia di un avversario convinto. Carmine R. COVELLI

  2. La semplicità è una conquista e, uno che intende fare il politico di mestiere dovrebbe, quanto meno, usare un linguaggio accessibile a tutti.Tu rappresenti coloro che ti hanno votato, anche i meno eruditi, e sei obbligato a farti comprendere e conoscere e rispettare il loro parere su tutte le scelte che vai a compiere.
    Se tu vivessi tra la gente, la tua stessa gente, ti accorgeresti che stai portando avanti con ostinazione un progetto biodigestore inviso alla stragrande maggioranza dei Telesini.
    Non atteggiarti a vittima dei tuoi oppositori politici,sono i cittadini tutti, a prescindere dal credo politico, a non volere che tu faccia dono a Telese di olezzi e batteri che qualcuno dei tuoi a definito innocui amimaletti.
    Desisti figlio mio.

  3. ..Mah! A parte la bella foto dell’opera di Renato Meneghetti, il tuo articolo, così come altri, mi fa venire in mente il film “Io speriamo che me la cavo” e precisamente mi ricorda questo tema: « Quale parabola preferisci? Svolgimento. Io, la parabola che preferisco è la fine del mondo, perché non ho paura, in quanto che sarò già morto da un secolo. Dio separerà le capre dai pastori, una a destra e una a sinistra. Al centro quelli che andranno in purgatorio, saranno più di mille migliardi! Più dei cinesi! E Dio avrà tre porte: una grandissima, che è l’inferno; una media, che è il purgatorio; e una strettissima, che è il paradiso. Poi Dio dirà: “Fate silenzio tutti quanti!”. E poi li dividerà. A uno qua e a un altro là. Qualcuno che vuole fare il furbo vuole mettersi di qua, ma Dio lo vede e gli dice: “Uè, addò vai!”. Il mondo scoppierà, le stelle scoppieranno, il cielo scoppierà, Corzano si farà in mille pezzi, i buoni rideranno e i cattivi piangeranno. Quelli del purgatorio un po’ ridono e un po’ piangono, i bambini del limbo diventeranno farfalle. Io, speriamo che me la cavo. »
    (L’ultimo tema letto dal protagonista, sul treno diretto a Settentrione)..

  4. Parlare di neo-minoranze extraconsiliari da l’idea del mondo dorato e fantastico in cui si vive. Un mondo in cui proprio non si riesce a vedere il solco profondo che si sta scavando tra quel mondo dorato e la realtà. Eppure sarebbe bastato un atto di umiltà, che è la virtù dei forti, e cioè la rinuncia a quest’impianto subito e senza tentennamenti, per avere solo delle crepe. Ma si è preferito scavare canyons e sostituire la superbia all’umiltà. Peccato. I telesini, ma non solo essi, ricorderanno questo periodo come quello dei rifiuti e degli animaletti che li digeriscono.

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