Lo S.V.I. è favorevole al maxi emendamento di modifica sulla caccia

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E’ di questi giorni la divulgazione di un comunicato stampa, a firma del Coordinamento Unitario delle Associazioni Venatorie della Regione Campania, presieduto dal Presidente dell’Arci-caccia di Napoli, nonché Presidente dell’ATC di Napoli dott. Sergio Sorrentino, che contesta aspramente il maxi-emendamento alla legge regionale n. 26/2012. Nel comunicato si legge, infatti, la loro forte contrarietà all’approvazione, nel prossimo Consiglio Regionale, del maxi-emendamento. Dal contenuto del comunicato, inoltre, si deduce una posizione tesa a rallentare e perdere altro tempo, causando, verosimilmente, un rallentamento dei lavori del Consiglio Regionale. La nostra posizione invece è favorevole e ne auspichiamo al più presto l’approvazione. Riteniamo, insomma, che il maxi-emendamento, in buona sostanza, vada nell’interesse dei cacciatori. Per far luce sull’arcano è, dunque, necessario rendere pubblici alcuni stralci del maxi-emendamento onde verificare la correttezza delle loro o delle nostre affermazioni.

Prima modifica prevista:

Art. 9 comma 1 bis: “La Giunta Regionale entro sei mesi dalla pubblicazione della presente legge, provvederà alla rideterminazione del confini delle aree destinate a protezione della fauna selvatica di competenza regionale, al fine di rispettare i criteri di cui al comma precedente (ovvero massimo 30% del territorio protetto e 70% cacciabile) e di riequilibrare la distribuzione delle stesse sull’intero territorio regionale”.

INSOMMA LA CONCRETA POSSIBILITA’ DI RIAPRIRE ALLA CACCIA AREE OGGI INIBITE E DI FARLO STABILENDO UN LIMITE MASSIMO INVALICABILE DEL 30% DI TERRITORIO PROTETTO ED IL RESTANTE 70% CACCIABILE.

Seconda modifica prevista:

Art. 36 il comma 2 quinquies: “I cacciatori ammessi in un A. T. C. della Campania per l’intera stagione venatoria, versando alla Regione una quota ulteriore pari a quella di partecipazione, possono esercitare la caccia, esclusivamente su avifauna migratoria, in altri A. T. C., a scelta, per cinquanta giornate, tale diritto è subordinato per ciascuna giornata alla disponibilità di posti ed al preventivo consenso degli Organi di gestione nel rispetto della densità venatoria giornaliera”.

INSOMMA LA CONCRETA POSSIBILITA’, PER CINQUANTA GIORNATE, DI CACCIARE LA MIGRATORIA SU TUTTO IL TERRITORIO REGIONALE.

Terza modifica prevista:

Art. 36 comma 8 bis: E’ istituita una Commissione regionale per il controllo delle attività del Comitati di Gestione degli A. T. C; la Commissione è costituita dall’Assessore regionale competente per la caccia, o un suo delegato, dal dirigente dell’Ufficio regionale competente per la caccia, che può delegare un dipendente regionale con almeno la qualifica di funzionario, e dal funzionario regionale che ricopre l’incarico di posizione organizzativa connessa alla gestione della caccia programmata. II controllo è esercitato con frequenza semestrale sugli aspetti finanziari, amministrativi e tecnici delle attività dei Comitati di Gestione, i cui relativi atti sono tutti pubblicati sul sito WEB dell’A. T. C. La Commissione formalizza i rilievi evidenziati inviandone copia al Presidente del Comitato di Gestione ed al dirigente dell’Ufficio provinciale competente, che provvedono alla rimozione delle criticità; qualora queste fossero riscontrate anche nel successivo semestre, la Commissione, propone alla Giunta regionale l’applicazione del comma seguente”. Comma 9. La Giunta regionale, in caso di comprovata inefficienza o inerzia degli organi di gestione degli ATC, nomina un commissario che, coadiuvato dall’ufficio caccia dell’amministrazione provinciale, sostituisce l’organo inadempiente, acquisisce nuove designazioni e propone alla Giunta provinciale la nomina di un nuovo organismo di gestione restando in carica fino al suo insediamento.

INSOMMA LA CONCRETA POSSIBILITA’ DI CONTROLLARE, TRAMITE UNA COMMISSIONE TERZA, LA GESTIONE DEGLI A.T.C. ARRIVANDO SINO AL PUNTO DI SOSTITUIRE L’ORGANO INADEMPIENTE CON LA NOMINA DI UN NUOVO ORGANISMO DI GESTIONE E CON LA PUBBLICAZIONE DI TUTTI I LORO ATTI.

Quarta modifica prevista:
Art. 41 comma 2-ter: “Al Componenti del Comitati di cui all’articolo 36, comma 4 spetta un gettone di trenta Euro per ciascuna seduta a cui partecipano, al sensi dell’articolo 6. comma 2, del D.L. 78/2010 come convertito dalla Legge 122/2010. Al componenti delle Commissioni di cui agli articoli 28 comma 11, 34 comma 1 e 35 comma 3, e dei Comitati di cui agli articoli 8 comma 2, e 26 comma 2, spetta un gettone di presenza per ciascuna seduta a cui partecipano, commisurato a quanto previsto dalla L. R. 8/1996 all’articolo 9, comma 9, ridotto secondo le disposizioni di cui al comma 3 dell’articolo 6 del D.L. 78/2010 come convertito dalla Legge 22/2010″.

INSOMMA LA CONCRETA POSSIBILITA’ DI RIDUZIONE I COSTI DI GESTIONE DEI COMITATI TECNICI FAUNISTICO-VENATORI DELLE PROVINCE.

Ecco qua tutto nero su bianco e, trattandosi di atti pubblici, facilmente visionabile da chiunque,. Su cosa le Associazioni Venatorie non sono d’accordo? Sulla riduzione delle arre protette o sulla possibilità di cacciare la migratoria per cinquanta giornate? O magari, scusateci se ci permettiamo, non vogliono che qualcuno “faccia le pulci” al loro modo di gestire gli A.T.C., fino al punto di commissariali e mandarli a casa?? O ancora forse non gli aggrada di doversi vedere ridurre il gettone di presenza??Le nostre sono legittime domande a cui chiediamo risposte, ora e subito!!Perché le Associazioni Venatorie sono contrarie? Devono spiegarcelo!!Certo è che per anni non sono riuscite mai a trovare l’unità su una qualsiasi banalità che gli si parava innanzi oggi, toccati negli interessi, dalla sera alla mattina, si riuniscono in ampollosi Coordinamenti Regionali e minacciano strali ed anatemi. E’ quasi inutile sottolineare che lo S.V.I. sta attivando tutti i canali a sua disposizione per impedire queste nefaste conseguenze e convincere i membri del Consiglio Regionale ad approvare il maxi-emendamento sic et sempliciter.

Carmine Sanzari

Coordinatore Provinciale S.V.I. (BN)

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