Giovani e territorio. Analisi (non esauriente) di un coach formatore

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Una settimana fa, avendo terminato i miei studi in Programmazione Neuro Linguistica, mi sono ritrovato a migliorare la qualità e l’efficacia delle domande da pormi in ogni situazione della mia vita.

Il mio ritorno a casa, nella tratta Roma – Telese, è stato scandito da domande che mi hanno fatto riflettere in maniera molto più profonda e distaccata, riguardo al contesto sociale in cui vivo e svolgo le mie funzioni di persona nel Mondo. La mia riflessione, mi ha dato di rimando, una diapositiva abbastanza preoccupante riguardo ad una minoranza di miei coetanei concittadini, i quali, al posto di sbracciarsi e darsi davvero da fare per migliorare il proprio contesto personale/lavorativo, limitano loro stessi nel perdersi in arti oratorie che poco spazio lasciano alle intraprendenze intellettuali che si trasformano in altrettante risultanze esteriori. Il peccato vero, in queste situazioni, è nel constatare che essere intelligenti e volenterosi è una arma a doppio taglio: da una parte genera menti e persone luminari, dall’altra persone che saggiamente vendono la propria mente per brillare di luce altrui. Un ulteriore punto su cui mi sono trovato a chiarire i miei dubbi è stato cosa non spinge un ragazzo giovane e volenteroso a dare il meglio di sé. L’ambiente, sappiate, è uno dei livelli logici teorizzati da Gregory Bateson, ed è fondamentale per la crescita di ogni individuo nel mondo, quanto migliore è l’ambiente che il soggetto frequenta, tanto migliore sarà l’imprinting (apprendimento per esposizione, presente in forme e gradi diversi in tutti i vertebrati, fonte Wikipedia). Il detto “fai le spese con chi è migliore di te”, suonerà benissimo alle orecchie di chi sta leggendo in questo momento. La questione ambientale è fondamentale per la crescita della persona e gli ambienti migliori per crescere sono quelli in cui si può condividere la propria idea nel rispetto reciproco, a patto che sia influenzata solo da chi può riuscire a renderla migliore per me e per il mondo esterno. Il viceversa è da emarginare in quanto porta solo individualismi e sette, atte solamente ad idolatrare meticci e far sentire meno sfigati dei poveri cristi in cerca di identità. Il mio viaggio, si è soffermato sul valore che un mio coetaneo può attribuire al territorio in cui egli vive. In questo punto, la mia analisi più profonda si è soffermata nella storia: che territorio ci hanno lasciato i nostri avi, un territorio di valore che va migliorato oppure un territorio opaco che ha generato persone opache? La risposta a questa domanda, cementifica un pensiero che vuole che la realtà esterna, rispecchi l’interno di una o più persone. La storia, per fortuna, insegna che dai risultati del passato, ci sono due strade: o continuare a percorrerle se sono davvero vincenti oppure a dare un cambio di rotta per creare un nuovo e più glorioso destino. Il territorio, misto agli ambienti che si è soliti frequentare, quindi, forniranno in maniera quasi impeccabile, il profilo del soggetto che si troverà ad operare in contesti extra-territoriali.  L’impegno di un giovane di qualità, quindi, può solamente tradursi, oltre nel volersi migliorare con costanza, quello di frequentare luoghi consoni alle proprie attitudini da migliorare, onde creare, in futuro, destini più radiosi verso sé stessi ed il proprio territorio. Il coraggio di migliorarsi, è tutto ciò che fa da collante in questi processi verso l’eccellenza del proprio successo personale. La migliore ambizione nella vita è la Libertà.

Impegno, quindi, per essere veri protagonisti nel proprio cammino, non una chimera riflessa degli altrui progetti su di noi. Fiducioso, pongo distinti saluti a chi, in questo momento, comincia ad intravedere un percorso più nitido verso le proprie ambizioni.

Antonio Castellitto

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