FSI: è una piaga l’emergenza lavoro nel Sannio

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L’emergenza lavoro nel Sannio sta assumendo i contorni di una vera e propria piaga sociale. I dati statistici ci dicono che la provincia di Benevento è  agli ultimi posti a livello nazionale per quanto riguarda il tasso di occupazione giovanile. Il gruppo di studi statistici “Datagiovani”  ha messo in evidenza che, malgrado a Benevento i giovani non trovino lavoro, i flussi migratori sono meno intensi rispetto alle altre province italiane. I dati sono numeri presi in un momento statico a determinate condizioni e, a volte, non tengono conto di tutte le dinamiche che avvengono nella nostra realtà provinciale. Tuttavia, è evidente che questi studi condotti sulla delicata situazione occupazionale giovanile nella nostra provincia non sono affatto confortanti. Va osservato che il fatto che i giovani sanniti migrino meno rispetto agli altri per trovare un posto di lavoro è certamente legato al fatto che le condizioni del mercato di lavoro nazionale ed europeo sono diverse rispetto a vent’anni fa. Al Nord, in Nord Europa, le opportunità di lavoro ci sono, è vero, ma i contratti di ingresso sono per la maggior parte a tempo determinato. Quando si migra, poi, occorre avere in dotazione un cospicuo capitale di partenza e conoscere bene almeno due lingue comunitarie. È noto a tutti lo scarso livello di conoscenze delle lingue straniere degli studenti italiani.

Il fatto, però, che, per risolvere il problema della disoccupazione giovanile nel Sannio si debba necessariamente migrare altrove non è, a nostro avviso, una soluzione lungimirante e, certamente, non può essere l’unica possibile. I vincoli stringenti del Fiscal Compact dell’UE e la forzata liberalizzazione dei mercati senza adeguate politiche di controllo sulla qualità dei prodotti esteri immessi sul nostro mercato sono componenti importanti della crisi che oggi stiamo vivendo anche in Italia. A questo aggiungiamo che sono in atto delocalizzazioni di imprese importanti (il caso INDESIT di Teverola – CE) e dismissioni di alcuni impianti (IRISBUS di Valle Ufita) che stanno mettendo in ginocchio migliaia di lavoratori nella nostra regione. A Benevento, poi, pur di far sopravvivere l’AMTS, si stanno togliendo gli appalti di gestione delle strisce blu alle cooperative sociali costituitesi nella Città di Benevento con conseguenze pesanti su tante famiglie.

Occorre subito convocare dei tavoli inter – istituzionali anche con le parti sociali, a tutti i livelli, per discutere quali vie d’uscita imboccare per uscire da questa grave crisi che sta colpendo la nostra provincia e che rischia, con un effetto domino, di allargarsi anche al settore pubblico che, a causa del Patto di Stabilità e tutto il resto, è costretto a imporre tributi e ticket sempre più  gravosi nei confronti di un’utenza che ha sempre meno soldi in tasca e che comincia a perdere la pazienza.

Confidiamo, come segreteria territoriale, che le massime rappresentanze istituzionali vogliano finalmente cominciare ad affrontare la questione lavoro anche nel Sannio che, numeri alla mano, ormai è prossimo al collasso.

L’erosione del capitale sociale porta con sé quella del capitale economico. Il liberismo senza etica fa vincere i più forti ma crea una società di disuguali. Dobbiamo riportare l’uomo al ruolo di soggetto e non di oggetto. Dobbiamo riscoprire che siamo noi come persone il vero motore della Storia.

Il Segretario Territoriale FSI  Giovanni Tommaselli

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