Telese Terme: ormai ci siamo

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E’ suonato il gong,  inizia il match. I pugili si studiano, mosse e contromosse  ma già qualcuno  prende l’iniziativa. Inizia la “singolar tenzone”. Non nella forma che si vuole tra uomini: sono trascorsi  ormai due millenni ed il valore sannita è stato dimenticato, ma nello scambio di strofe polemiche che, nel medioevo,  i poeti si scambiavano: siamo diventati tutti o quasi delle femminucce in balia del più bravo con la parola e con lo scritto.

 Sono gli eroi dell’era moderna che, senza ferire, impongono sudditanza.

Stiamo lì a guardarli, ad ascoltarli estasiati quanto sono bravi nell’arte oratoria e si cerca di contrastarli con l’uso delle loro armi e non ci si rende conto che  loro sono più bravi, loro sono politicanti di mestiere e non degli ingenui sognatori innamorati del  Paese e del suo glorioso passato.

Al cittadino disinteressato e disilluso da questa classe politica non  resta  che far loro capire che  è pronto a tutto, che  è ancora in grado di riunirsi  ed elevare un muro umano e ribellarsi ai soprusi ed alle violenze  perpetrate a danno del paese che ha dato ad esso i natali o che lo ospita.

Si è tanto criticato e giustamente il passato ed ora dovremmo sottostare all’unica non chiara, non voluta  decisione che evade dall’ordinario?

Oltretutto neanche condivisa da tutti gli amministratori.

Perché la fretta dimostrata! Perché non si è seguito il normale iter democratico di chiedere ai cittadini prima e poi deliberare in Consiglio Comunale! Non si sono scritte pagine vergognose di guerra civile per liberare l’Italia dalla dittatura e che tanto li rende fieri?

Perché Telese deve provvedere ai rifiuti dei paesi viciniori, quei paesi che, per il passato, hanno oltrepassato ed invaso i confini naturali di Telese ed ora gli tolgono l’ossigeno?

Perché non si fa in modo che ogni Comune digerisca i propri rifiuti? Ma ormai ci siamo. Il problema del digestore ha anticipato le contese.

Di solito esse iniziavano qualche mese prima della scadenza del mandato e, se l’attuale amministrazione dovesse soccombere, chi subentrerà avrà un motivo in più per giustificare la propria inefficienza. Perché così sarà: si troveranno schierati in prima fila i politicanti o gli aspiranti tali, si troveranno in prima fila coloro che sono ritenuti più bravi a smuovere  voti:  i medici con maggior numero di assistiti per esempio, mentre le persone veramente innamorate del paese siederanno in ultima fila con la certezza e la timidezza di chi è cosciente che non può competere con coloro che hanno fini reconditi o  vanitosi amori.

Sarà un lasciar trascorrere il tempo abulicamente e, coloro che siedono in ultima fila, sempre a recriminare il recente passato e a inventariare i danni aggiuntisi.

Ho finora contato quattro possibili liste: tre, composte dai tre maggiori partiti politici nazionali e non si terrà  conto che, in Parlamento, destra e sinistra si sono incestuosamente accoppiati; la quarta sarà l’attuale minoranza consiliare con qualche rincalzo.

Auguri a tutti, mi auguro naturalmente di sbagliare: per Telese che vorrei poter chiamare Telese Terme.

Pietro Quercia.

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