Un balcone vuoto.

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Sebbene sia pura utopia, ecco ciò che vorrei vedere nella prossima campagna elettorale a San Salvatore Telesino: un balcone simbolicamente vuoto.  Sono anni che il nostro comune e i comuni vivono periodi di crisi e di stallo, e sappiamo benissimo come le campagne elettorali alla fine siano decise dalla forza dei numeri e non da quella di un programma.

Il sognare quindi un balcone vuoto, vorrebbe appunto significare quanto il peso delle promesse sia praticamente nullo.

Per carità, dicendo ciò, non voglio offendere la capacità oratoria di nessuno e tantomeno denigrare lo sforzo mentale e il lavoro di sintesi messo in atto da tutti, affinché le idee venissero prima discusse  e poi magari trasformate in punti condivisibili sulle quali poi fondare il percorso della campagna elettorale.
Personalmente non credo ai programmi elettorali composti da una quantità di pagine spropositate che mai nessuno leggerà, come non credo alle parole urlate da un balcone  che finiscono con il solito attacco reciproco.

Ho sognato invece, che le parole contassero e che il conteggio dei voti cominciasse solo a urne chiuse.
Ho sognato che la politica locale portasse dei punti sostanziali e declinabili ma soprattutto attuabili nonostante le innumerevoli difficoltà economiche.

Ho sognato che si parlava del sociale, e di nuovi centri di aggregazione, di SAD Anziani e disabili, d’assistenza scolastica; ho sognato,dei nuovi servizi per i giovani con la realizzazione magari di una sala tecnologica. Ho sognato una programmazione di cineforum stagionali nel centro storico, magari la convenzione con il banco alimentare al fino del sostegno alle famiglie più disagiate(non spetta farlo solo alla Caritas). Ho sognato che si potessero attuare delle borse di lavoro o realizzare una Carta dei Servizi.

Ho sognato che si parlava d’ambiente, con la nascita di pratiche volte alla riduzione dei rifiuti (compostaggio domestico, convenzione con esercizi commerciali per la commercializzazione di prodotti disimballati); ho sognato la realizzazione di una casa dell’acqua che permette a tutti i cittadini di poter acquistare ad un prezzo irrisorio acqua refrigerata, depurata e gassificata, riducendo in tal modo la produzione di bottiglie di plastiche,ho sognato il perfezionamento del progetto di raccolta differenziata porta a porta. Ho sognato dei progetti di sensibilizzazione Ambientale per i bambini; ho sognato la bonifica e il monitoraggio delle aree periferiche.

Ho sognato che si parlava d’urbanistica, con l’approvazione del nuovo Piano Urbanistico Comunale che non prevederà nuove zone di espansione (consumo del suolo zero) ma dovrà favorire il recupero delle tante case abbandonate nel centro storico, dando in tal modo un impulso all’economia locale fatte di piccole imprese con maestranze  specializzate nella ristrutturazione piuttosto che nelle nuove costruzioni.

Ho sognato che si parlava di nuovi investimenti, come la riqualificazione delle strade rurali, la nascita di una pista ciclabile,la riqualificazione del parco giochi comunale. Ho sognato il recupero di quel che resta del centro storico, e del posizionamento di impianti di energia fotovoltaica sugli immobili comunali.

Ho sognato che si parlava di politiche giovanili, con uno sportello Informa Giovani territoriale che funzioni davvero. Ho sognato perfino che i giovani venissero informati della vita amministrativa del loro paese attraverso l’ausilio di Social Network. Ho sognato la creazione di un laboratorio-osservatorio politico, o anche l’attivazione di un hot spot gratuito in piazza o in qualche altro posto nevralgico del paese.
Ho sognato anche che il bilancio diventasse partecipato.

Ho sognato che si parlava di cultura, che si attuassero borse di studio per studenti  meritevoli, che s’incrementassero gli incontri con scrittori e poeti, che si organizzassero di giornate di lettura.

Ho sognato che si parlava di sicurezza, con l’avvio di misure volte a migliorare la viabilità nei punti dove non è garantita una sicurezza stradale; o l’introduzione di giornate di studio sulle problematiche riguardanti la sicurezza sul lavoro e i diritti.

Ho sognato che si parlava di promozione del territorio e turismo, magari con la nascita di presidio comunale Slow food, la creazione di un percorso tematico dei beni rappresentativi del territorio.

Già ho sognato, sognato che qualcosa d’interessante oltre i soliti e palesati attacchi trasversali possa accadere.  Ho sognato e immaginato un paese unito e una politica inclusiva e partecipativa. Ho sognato e continuerò a farlo un paese migliore, un paese unito consapevole delle proprie capacità.

Ho sognato una politica diversa da quella fatta sulla calcolatrice, una politica declinata e rovesciata nel suo utilizzo attuale.
Ho sognato un balcone vuoto perché nessuna di queste cose verrà detta credendoci davvero.

Michele Palmieri.

1 commento

  1. Ciao Michele,
    condivido le tue aspettative e le idee che hai manifestato nei precedenti articoli, tuttavia
    i sogni per non rimanere tali hanno bisogno di persone che lavorino per la loro realizzazione e a San Salvatore ho visto in pochi fare un passo avanti per dire : io ci sto, lavoriamo insieme per ….
    Tutti si aspettano che altri prendono l’ iniziativa. Per poter realizzare quelli che tu chiami sogni ci vogliono almeno un gruppo compatto di persone (meglio se giovani per la loro freschezza capacità) che lavorino insieme e che possano fare da traino.
    Tu potresti essere uno di questi. Allora fai un passo in avanti e con te anche altri.
    Giovani abbiate piu’ coraggio per potervi costruire un mondo almeno con aspettative migliori.
    Con stima
    Angelo Romano

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