Telese Terme: sviluppo, a quale costo?

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In questi giorni, sto leggendo un po’ di articoli che riguardano aspetti socio-politici sulla nostra cittadina. Il mio pensiero, è  andato un po’ su varie tematiche, che è mio piacere condividere con i miei lettori a cui esterno il mio abbraccio quasi estivo.

Il momento storico come quello in cui ci troviamo, imporrebbe riflessioni attente sui valori che dovrebbero fondare ogni contesto sociale, dunque, una attenta analisi su ciò che potrebbe essere una via di uscita per risolvere il periodo di flesso. Mi avvio ad esplicitare.

  1. Un paese come il nostro, non è pronto a fare il grande salto come cittadina;
  2. Come paese, avremmo dovuto garantire a “tot” posti letto, altrettanti posti di lavoro;
  3. La percentuale di disoccupati, in questo modo, sarebbe stata meno incidente sui bilanci sociali;
  4. E’ altrettanto sintomatico che vi è una percentuale di inoccupati e scoraggiati dalla ricerca di un primo lavoro oppure di una nuova posizione lavorativa;
  5. Non so chi abbia voluto il nostro paese come una grande città, ma quel tentativo si è scoperto fallito in tutte le sue variabili;
  6. Un paese in cui i giovani emigranti, sono molti ogni anno, dovrebbe far riflettere circa la solvibilità delle speranze che si ripongono nei confronti della propria realtà;
  7. I giovani, a parte il fumare davanti ai bar, hanno pochissime alternative;
  8. E’ triste notare quartieri dormitorio che non presentano famiglie al proprio interno;
  9. La preoccupazione circa l’utilità sociale e la attitudine alla tranquillità di alcuni neo telesini insediatisi;
  10.  Una percentuale di essi, sembra non si sia adattata bene nel contesto sociale di rispetto verso chi vi abita da una vita;
  11.  Mi è stato doverosamente insegnato che quando entro a casa altrui, mi pulisco le scarpe e rispetto chi vi abita, con educazione;
  12.  Dovrebbe essere fonte di attenti e mirati ragionamenti il fatto che la qualità della vita dei telesini, negli ultimi 10 anni, abbia subito un declino da cui non è facile uscirne vincenti;
  13. Il turismo, il valore fondante del nostro paese, da almeno un lustro, sembra sia privo di idee, a parte alcune iniziative lodevoli con percorsi a tema che erano protagonisti estivi nelle Terme e che da almeno 2 anni mancano;
  14.  Le Terme, parlano da sole le condizioni del Cerro e della Piscina Olimpionica, veri gioielli da cui ci si aspetta si possa trarre il meglio;
  15. Le stesse Terme che potrebbero, a rigor di logica, fare da traino nell’arco di 12 mensilità annue;
  16.  Questione Lago, capitolo che meriterebbe di essere chiuso in partenza onde evitare spargimenti di lacrime, ma non mi sbilancio in quanto ignorante in materia;
  17.  Da non ignorante, dico che al posto di uscire fuori porta, un telesino, potrebbe sfruttare le bellezze di casa propria per godersi il relax;
  18.  Il numero di attività commerciali che aprono, è ridotto, mentre viceversa, molti imprenditori devono mettere la parola fine alla loro voglia di mettersi in gioco;
  19.  Mi ostino, di tanto in tanto a capire se gli stessi telesini vogliano darsi una ulteriore opportunità di darsi una sonora spinta verso la redenzione;
  20.  Spesso si dimentica di quanto una solida responsabilità da parte dei cittadini, oltre ad essere di supporto, possa essere di potenziamento di quanto fatto da qualsivoglia amministrazione;
  21.  Gli amministratori sono uomini e come tali, non perfetti, ma con il dono del miglioramento costante;
  22.  In situazioni difficili, penso sia utile stare compatti e coesi verso chi traina, seppur con grandi difficoltà;
  23.  Vorrei sentire meno attacchi ad amministrazioni attuali o passate e più responsabilità personali e idee degli aventi diritto al voto;
  24.  Il nostro modello sociale, può essere in ogni momento perfettibile;
  25.  Ed ogni Sistema perfettibile necessita come il pane, di persone mature, serie e soprattutto, coerenti dapprima con sé stesse e poi con gli altri;
  26.  La coerenza, non sta con lo stare in posizioni contrastanti per questione di comodo o posto di lavoro;
  27.  Il lavoro, è un diritto sancito dal primo articolo della Costituzione;
  28. Anche se la stessa Costituzione è violata da chi è sugli scranni principali;
  29.  Ma fino a quando non ci cureremo di essere trasparenti con noi stessi, sarà dura la risalita;
  30. mea culpa, più che far male alla salute, aumentano la stima ed il gradimento popolare;
  31.  Ma che poi non si ritorni a fare cappellate.

Tolto tutto, il resto, mi sembra stia andando a gonfie vele, ed il mio parere personale è che se ci ritroviamo in questo stato, più  che ascrivere le colpe alle amministrazioni, bisognerebbe fare uno stupendo checkup alla propria coscienza: sicuri che nel nostro piccolo, tutti facciamo qualcosa di buono o di utile per Telese ed i nostri compaesani? Oppure continuiamo con lo sport italiano per eccellenza, ovvero il cazzeggio verbale che porta acidità di intenti e non permette una fluida concretezza socio-fisica delle idee? Mi auguro che in molti, attraverso questo mio scritto, si possano riscoprire probi viri e donne tutte di un pezzo, in attesa di giorni migliori.

Intanto, non dimentichiamo che ci sono persone, che per loro intento (e non per fortuna) si impegnano a voler migliorare davvero le cose, e giovani che ogni giorno tirano su le maniche delle proprie camice, per poter permettere di vivere un paese più a misura di cittadino. La dignità è affare per chi vuole evolversi, il resto è  chiacchiera sterile, esempi, non sermoni, recitava un Luminare Sandro Pertini.

Un abbraccio a quegli ex giovani, il cui esempio, mi è di sprono per migliorare quotidianamente. Un attestato di opaca stima verso chi non crede che il miglioramento cominci da sé stessi e si propaghi nell’aria come un virus, in questo caso, positivo.

In fede,

Antonio Castellitto.

2 Commenti

  1. Finalmente la concretezza e mi piace anche il modo di bacchettare. Lo fai dopo aver iniettato dell’anestetico.
    Dovrei apprendere ma non ho più l’età.
    Tu, però, non puoi capire la rabbia che scoppia dentro a colui che, per sentirsi in parte responsabile, è condannato a vedere un simile scempio.
    Tu non conosci quella Telese e speri che Amministratori onesti e responsabili riescano a mettere un pò d’ordine
    in ciò che vedi. Io, invece, so che non si può ritornare indietro di trent’anni e non mi resta che inveire, che sfogarmi. Dovesse mancarmi anche lo sfogo, scoppierei. Ti abbraccio con affetto. Pietro Quercia.

  2. Caro Pietro, devi convenire, però, che non è più possibile usare l’anestetico. Fino a quando le “bacchettate” saranno “indolori” nulla cambierà. Il dolore e’ l’allarme che comunica al nostro cervello che nell’organismo c’è qualcosa che non va e che va cambiato, ma se l’allarme viene sedato dall’anestetico, il “cancro” cresce e ti uccide.

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