“Non abbiano ereditato la terra dai nostri padri, ma l’abbiamo presa in prestito dai nostri figli.”

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Con la delibera di Consiglio Generale del 11/12/2012 n° 35, l’amministrazione comunale di Cerreto Sannita, guidata dal duo Santagata/Morone, ha inteso dare un ulteriore schiaffo alle montagne di Cerreto Sannita! Purtroppo l’aggressione al demanio della Parata Ungara, Monte Coppe ecc…  e all’ambiente in generale, dell’amministrazione Santagata/Morone, non si ferma.

Dopo aver approvato la costruzione di due impianti fotovoltaici di 10 ettari ciascuno (uno in località “Cese” nei pressi della Leonessa ed un altro tra Monte Coppe e la Parata Ungara); dopo aver progettato ed approvato il progetto per una ferrovia a cremagliera che dalla zona “Accampamento” arriva alla Leonessa per proseguire fin sopra ai dei Tre cantoni.
E dopo vari interventi devastanti già perpetrati  dell’area della Leonessa:trasformazione totale dell’antica cappellina di epoca Normanna, con inserimento di manufatti che hanno modificato e devastato la grotta, oltre  ad altre opere esterne che hanno cancellato definitivamente le tracce della presenza dell’uomo preistorico e dell’uomo osco-sannita; oltre allo scandaloso acquedotto costruito dalla Comunità Montana costato oltre 30 milioni di euro e non andato mai in funzione.

Ultima ma, purtroppo immagino, non ultima azione di attacco al territorio, all’ambiente ed alla natura in generale, avviene attraverso la concessione alla neonata associazione “la cerretese caccia – ambiente e sviluppo” l’uso per 10 anni di un’area di 300 ettari da destinare a riserva di caccia.  Pare sia una ONULUS. Una ONULUS che fa uccidere uccellini. Bhà!

In  consiglio comunale, oltre alle dichiarazioni surreali del sindaco Pasquale Santagata e del consigliere Vincenzo Di Lauro, così si esprime il  vice sindaco arch. Lorenzo Morone: “sono convinto del progetto, già si va a cacciare in quella zona per cui non cambia molto, è una di quelle iniziative che porteranno a Cerreto, in modo costante, un certo numero di persone…” ed approfitta per ringraziare il presidente dell’associazione cacciatori per la brillante idea avuta nel richiedere terre demaniali in concessione per  farne una riserva di caccia.

La pochezza e l’ignoranza politica di certe affermazioni dovrebbero far ben meditare e far prendere coscienza i cerretesi su chi ci governa ed in mano a chi stanno i beni comuni di questo paese.

Per inciso vorrei ricordare all’arch. Morone che quell’area che lui tanto brama come “riserva di caccia” è un Sito di Interesse Comunitario (Zona SIC) motivo per cui su quell’area si riusci, attraverso l’azione del comitato “Don Chisciotte”, a non far installare delle torri eoliche.

Un’area da tutelare integralmente poiché  è un’area che deve mantenere e sviluppare le biodiversità conservando gli habitat naturali e semi naturali della flora e della fauna selvatiche (così come recita la direttiva CEE).

Ed invece ci troviamo di fronte alla concessione, a pochi cittadini, di un bene sottoposto ad “Uso civico”(cioè di tutti i cerretesi) per un uso non contemplato e, quindi, abusivo svendendo, peraltro un territorio a 6,66 euro all’anno per ettaro che un domani, per bonificarlo dalle tonnellate di pallini di piombo che i cacciatori spargeranno in 10 anni, costerà alla collettività somme enormi.

Nonostante questi scempi  questi amministratori comunali siedono su quegli scanni da almeno un quarto di secolo ed ancora siedono lì  riciclandosi ciclicamente attraverso la pratica del “salto della quaglia!”.
Ecco dove bisognerebbe aprire una riserva di caccia: nell’aula consiliare!

E noi qui, fuori dai giochi e lontano da “saltimbanchi” a cercare di far prendere coscienza alla gente della condizione in cui vive e delle prospettive di “morte” di questo paese.

Morte; perché sarà la morte definitiva di 300 ettari di terreno ad uso civico che per millenni ha fatto sgorgare acque cristalline e d i cui pascoli hanno dato carnei eccellenti.

Trecento ettari che frutteranno all’amministrazione comunale “ben”  2.000 euro all’anno (circa 6,66 euro all’anno per ettaro).

Destinare un’area ad “uso civico” a riserva di caccia produce non pochi problemi in ordine alla coesistenza ed alla incompatibilità  ambientale tra caccia e gli “usi civici” come pastorizia, raccolta dei funghi e prodotti del sottobosco, piante officinali oltre alle particolarità dell’area che è un corridoio importantissimo per l’avi-fauna migrante tanto da essere stata individuata come area SIC.

Ci sarà una concentrazione di cacciatori che con le loro doppiette inquineranno in modo irreversibile il territorio e le falde acquifere che sono di fondamentale importanza per la sopravvivenza stessa di Cerreto.
Gli effetti della concentrazione di piombo sarà devastante.

Una cartuccia è caricata con almeno 35 grammi di pallini di piombo. Un cacciatore sparando 10 colpi lascia sul terreno 350 grammi di piombo e 10 cacciatori ne lasciano 3 chili e mezzo.
In 10 anni quante tonnellate di pallini di piombo saranno lasciate sul terreno di Monte Coppe oltre agli altri residui della caccia come cartucce di plastica, borra ecc….?
Ma quali sono gli effetti del piombo sul territorio?
L’effetto principale è una malattia: “il saturnismo”

Che cos’è il “saturnismo” (Fonte: “ilcacciatore.com”  )

“L’avvelenamento da piombo (detto anche Saturnismo), lo ricordiamo, si manifesta con diversi e pericolosi sintomi. Tra questi vi sono: anemia emolitica, ittero, convulsioni, ipertensione cerebrale, edema cerebrale (e anche la morte), disturbi gengivali, alterazioni cognitive, danni gravi ai reni, dolore addominale, nausea, vomito, stipsi, elevata incidenza di mortalità neonatale, infertilità nella donna, anomalie spermatiche e oligospermia nell’uomo, ipertensione, astenia, debolezza, stanchezza, paresi del radiale, encefalopatia da piombo (in particolare nei bambini), cefalea, amnesia…”

Nella delibera si specifica che il permesso alla riserva di caccia non sarà in contrasto con  la concessione della fida-pascolo. Fida pascolo  che pagano gli allevatori per le loro mandrie e greggi.

Da qui sorge  naturale una domanda: :”il piombo inquina e le mandrie mangeranno pallini di piombo ed erba verosimilmente inquinata da piombo.

Quella carne sarà portatrice di saturnismo?”

E  la stessa cacciagione o selvaggina, trasmetterà la malattia?

Con quella concessione la maggior parte del territorio sarà destinata alla caccia visto che già in località “Cese” (nei pressi della Leonessa) c’è un campo per tiro a piattello e  nei pressi di  Colle Spione c’è una consistente area destinata all’addestramento cani “con sparo”; il così detto “quagliodromo”.

Quindi una riserva di caccia già esiste ed i cacciatori hanno già quanto a loro serva!

Perchè volere a propria disposizione la quasi totalità  del territorio pubblico vincolato da Usi Civici?

Un amministratore responsabile prima di concedere un’area demaniale dovrebbe quantomeno informarsi sugli effetti della scelta politica che va a fare e non basarsi solo su  “quanti voti metterò questa volta nel mio tascapane della “politica”.

E’ utile ricordare anche la “codardia politica” della minoranza  che ha preferito mettere la testa sotto la sabbia (tranne il consigliere Assini che ha dovuto barcamenarsi sulla problematica) pur di non mettersi contro i cacciatori che a Cerreto, evidentemente, hanno un loro peso specifico elettorale non trascurabile.

Cerreto Sannita è devastato da discariche abusive, da fognature abusive che scaricano direttamente nei corsi  d’acqua, di fosse biologiche mai controllate. Abbiamo bevuto acqua inquinata per non si sa quanti giorni che ora, per paura di bere ancora inquinamenti, siamo costretti a comprarla al supermercato.

Io mi appello alle associazioni di giovani, zootecniche, agricole, ambientaliste, escursionistiche, alle associazioni per la tutela e la salvaguardia dell’allevamento, delle specie animali selvatiche e sensibili agli animali in generale di fare fronte comune e di prendere iniziative affinché quello scellerato progetto di “riserva di caccia” non si compia.

Mi rivolgo principalmente ai giovani che comincino seriamente a conquistarsi il loro futuro se vorranno continuare a vivere a Cerreto.
Io, probabilmente, tra 15/20 anni, se mi va bene, non ci sarò più come non ci saranno più buona parte degli attuali  amministratori comunali che ora stanno facendo queste scelte scellerate che modificheranno in modo irreversibile la  vita futura di questa comunità.
Ora dovete lottare ed imporvi affinché questi amministratori che  con queste scelte e per un loro tornaconto elettoralistico, non rovinino per sempre la vostra vita, quella delle vostre discendenze e, quindi, anche di Cerreto Sannita

Costruitevi il vostro futuro!

Giuseppe Fappiano Associazione politico culturale “da sempre per Cerreto”

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