Favola, propaganda, realtà

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L’ultimo Consiglio Comunale (dove si discutevano due punti di vitale importanza per la nostra comunità quali la rideterminazione dei prezzi di vendita degli immobili comunali e l’adesione al Salva-Enti) ci ha regalato l’ennesima favola dell’amministrazione Santagata-Morone:  il tentativo indecoroso di scaricare sulla scelta del Consiglio Comunale di bocciare il 18 novembre 2010 una dannosa rinegoziazione dei mutui, proposta proprio dall’amministrazione Santagata  2009, la causa della dichiarazione di pre-dissesto a cui hanno dovuto far ricorso appellandosi al Salva-Enti. Parole buone come propaganda  ma molto lontane dalla realtà: in quel Consiglio Comunale con il nostro voto contrario impedimmo che il comune di Cerreto s’indebitasse ulteriormente di oltre 3.000.000 di euro per i prossimi 30 anni.

Molti, a sproposito, parlano di quella rinegoziazione, ma pochi sanno o ricordano i fatti.

La rinegoziazione di 64 mutui che avrebbe voluto l’amministrazione Santagata significava andare a togliere dalle tasche dei cerretesi altri 3.000.000 di euro per un trentennio. Ciò avrebbe comportato l’ennesima beffa dopo i tanti danni prodotti che avrebbero continuato a pagare i nostri figli, i nostri nipoti, coloro i quali un domani si sarebbero trovati sulle spalle un debito ancora più grosso e grasso di quello di oggi. Perché se è vero che oggi siamo alla frutta, con quella rinegoziazione dei mutui sarebbe arrivato il dessert anticipato.

La realtà. Anche se “minoranza per caso”, formulammo una proposta alternativa che tenesse insieme l’esigenza di cassa per l’anno 2011 e il futuro dei cerretesi, con una rinegoziazione di 29 mutui sui 64 (quelli con una durata inferiore) che avrebbe portato ad una riduzione annua dell’importo di 62.663,36 euro e ad un costo nei 30 anni di 545.489,46 euro con un cospicuo risparmio rispetto ai 3.000.000 e rotti di euro che il sindaco Santagata e i consiglieri rimasti a lui fedeli volevano rifilare a tutta la cittadinanza, facendoli pagare da qui a 30 anni. Con la nostra proposta da un lato impedivamo una troppo onerosa rinegoziazione dei mutui che avrebbe ipotecato, secondo noi,  anche le ultime speranze per il futuro di Cerreto e dall’altro davamo un po’ di ossigeno alle martoriate casse comunali senza indebitare ulteriormente i cerretesi.

Alla nostra proposta ci venne dapprima detto che si poteva discutere di ipotesi alternative sulla tematica, poi, rimangiandosi quanto affermato pochi minuti prima, ci veniva posto un aut aut: o si votava la loro proposta, per noi dannosa (che il Consiglio, tra l’altro, aveva già bocciato 15 giorni prima) oppure niente. Ad una scelta di buon senso ed opportuna per Cerreto, il sindaco e i 5 consiglieri del suo gruppo (chi durante, chi dopo la votazione) abbandonarono l’aula, facendo così mancare il numero legale e non permettendoci di votare per l’immediata esecutività della proposta. Affermare che il motivo del pre-dissesto e della grave crisi economica-finanziaria dell’Ente è da ricercare nella mancata rinegoziazione dei mutui targata Santagata è solo propaganda per continuare a buttare fumo negli occhi per non far vedere la reale situazione.

Visto che nell’elenco dei narratori di questa favola figura anche il vicesindaco Morone, chiediamo a lui di farsi promotore di un Consiglio Comunale aperto sulla questione rinegoziazione in modo da far comprendere a tutti come si sono svolti i fatti in questione.

Giovanni Pio Marenna  Associazione politico-culturale “da sempre per Cerreto”

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