Cittadini in Movimento. Resoconto dell’incontro pubblico

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L’incontro pubblico del 6 aprile a San Salvatore Telesino ha avuto l’intento di promuovere  il dibattito e avviare una discussione di ampio respiro, non finalizzata esclusivamente alle prossime elezioni amministrative nel nostro Comune. Si è voluta inoltre stimolare e supportare la partecipazione attiva dei cittadini in vista della formazione delle liste e dei programmi elettorali. Come già riportato in un precedente comunicato, non si esclude un impegno diretto dei Cittadini in Movimento, qualora vi fosse consenso e disponibilità attiva anche da parte di altre persone ad attuare un’azione amministrativa realmente trasparente e partecipata, secondo quelli che a nostro avviso dovrebbero essere temi portanti: ascolto e  coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni nevralgiche per il paese, proposte di idee innovative per creare nuove opportunità di lavoro (dignitoso), solidarietà, cultura, salute, energie rinnovabili, tutela dell’ambiente e del paesaggio, stop al consumo di territorio, economia sostenibile, politiche di riduzione, riuso e riciclaggio dei rifiuti, ridiscussione dello statuto della “Città Telesina”, …

Tuttavia, nel corso dell’incontro si è avuto modo di ribadire più volte, a chi si aspettava di trovare una lista e un programma già ben definiti, che Cittadini in Movimento, in coerenza con quanto affermato sin dal 2009, ritiene che le stesse scelte su liste e programmi elettorali debbano essere il risultato di un percorso aperto, trasparente e partecipato, e che comunque si possa essere cittadini attivi e consapevoli anche facendo politica dall’esterno per la comunità, due parole che nell’etimologia rimandano alla polis greca, all’agorà, dove i cittadini tutti hanno il diritto-dovere di riunirsi insieme e discutere le pratiche migliori per favorire, “gratuitamente” (radice “munus”: dono, contributo gratuito), appunto, il bene comune.

Questo sentirsi comunità  è un valore di per sé, e quando le comunità lo riscoprono, diventano anche più capaci di affrontare i conflitti e le divergenze in maniera costruttiva, come preziose occasioni per andare più a fondo nei problemi, conoscendoli meglio e provando a risolverli.

L’incontro di sabato scorso ha visto la presenza numerosa dei cittadini di San Salvatore, che hanno avuto la possibilità di partecipare alla discussione fin dall’inizio, dopo una breve introduzione finalizzata a spiegare i motivi dell’incontro e le modalità con cui si sarebbe svolto, in assenza di una figura di relatore, con una disposizione delle sedie a cerchi concentrici, senza microfoni e in un contesto di parità e di scambio.

Dai vari interventi dei cittadini presenti è emersa più volte la necessità di ricevere da parte degli amministratori una maggiore attenzione e un ascolto effettivo sui tanti piccoli o grandi problemi che ognuno si trova a dover affrontare ogni giorno. Il coinvolgimento dei cittadini, eventualmente anche riuniti per categorie (es. giovani, esercenti, imprenditori, coltivatori, artigiani, professionisti, abitanti di una zona, studenti, ecc), consentirebbe di  identificare  meglio i reali problemi e anche le proposte possibili da attuare. I cittadini, sottolinea un altro intervento, andrebbero informati ed ascoltati anche con mezzi diffusi e fruibili da quelle persone che non utilizzano internet, e quindi questionari, schede, assemblee pubbliche ecc. In particolare, si è messo in evidenza come l’attuale disaffezione alla vita politica e amministrativa all’interno del nostro paese sia addebitabile in parte anche a una mancanza di spazi e strumenti di reale ascolto e coinvolgimento dei cittadini nelle decisioni, almeno in quelle ad alto impatto su tutta la comunità e sull’ambiente, come è stato negli anni scorsi a proposito del termovalorizzatore. Altri interventi hanno fatto riflettere sulla capacità, per chi amministra, di distinguere le priorità che necessitano di rapido adempimento (pena l’impasse dell’azione amministrativa legata alla gestione dell’ordinario), da quelle che vanno discusse con i cittadini (es. PUC, vendita di beni demaniali, statuti e regolamenti, scelte che impattano l’ambiente ed i beni comuni in genere, ecc)

Altresì, si è  sottolineato come anche i cittadini debbano finalmente fare un salto di qualità nella direzione di una maggiore responsabilizzazione, rinunciando alla comodità e alla ignavia della delega totale che vede il voto come unico momento di partecipazione alla vita politica del paese. Alcuni interventi hanno infatti fornito preziose delucidazioni circa gli strumenti che già da anni sono a disposizione dei cittadini per realizzare una partecipazione effettiva (si pensi ad esempio alle leggi che obbligano la pubblicazione online degli atti e l’accesso cartaceo agli stessi, ecc), che spesso restano inutilizzati, o perché semplicemente non conosciuti, o perché il loro utilizzo, appunto, implicherebbe un maggior attivismo in tal senso, con relativo “impegno” di tempo da sottrarre alla famiglia, al lavoro o alle proprie attività di svago. Se si tengono presenti tutti questi strumenti, come ha sottolineato l’intervento di un giovane presente all’incontro, non si ha neppure più bisogno di mettere aggettivi accanto alla parola democrazia, che diventa piena,  pregnante e completa di per sé.

I cittadini devono inoltre crescere anche nella capacità di ripulire le proprie idee dai preconcetti, a causa dei quali a volte capita che non si supporti una decisione o una proposta solo perché non ci piace chi la porta avanti. In particolare, si auspica un maggior coinvolgimento dei giovani alla vita amministrativa del paese, giovani delusi e che sembra si allontanino sempre di più dalla loro comunità. Un intervento ha poi esecrato le cattive pratiche che ruotano intorno ai tentativi di manipolare proprio i giovani, pressati dal diritto-bisogno di lavorare, e ai quali spesso viene indicata la via di una possibile “raccomandazione” per inserirsi in questo o quel percorso lavorativo. Con molta chiarezza è stato ricordato che la raccomandazione è l’anticamera del sistema mafioso.

Ampio dibattito si è  acceso nel toccare l’argomento Città Telesina. Si è  condannata l’adozione di uno statuto che non è stato assolutamente partecipato e condiviso con la popolazione, evidenziando alcuni punti non condivisibili, come per esempio la presidenza della Giunta affidata di diritto per i primi cinque anni al sindaco di Telese Terme, in deroga allo stesso statuto, come stabilito da una norma transitoria che un ex amministratore presente all’incontro ha riferito non essere presente nelle bozze precedentemente discusse con i consiglieri degli altri comuni (più che del “campanilismo”, come sottolineato da un intervento, resta il dato di una non chiara asimmetria nelle fasi iniziali dell’amministrazione di questa Unione).

Nel corso dell’assemblea pubblica è stato distribuito un questionario anonimo che poteva essere introdotto in una scatola sigillata che sarà comunque a disposizione fino al giorno 15 aprile prossimo nel Bar in Piazza Nazionale – si può scaricare anche da qui – per raccogliere ulteriori contributi che saranno poi discussi in un nuovo incontro, di cui daremo informazione prossimamente.

 

Per Cittadini in Movimento – Carmela Longo

2 Commenti

  1. Qualche osservazione ad uso dei cittadini in movimento.

    “I cittadini devono inoltre crescere anche nella capacità di ripulire le proprie idee dai preconcetti, a causa dei quali a volte capita che non si supporti una decisione o una proposta solo perché non ci piace chi la porta avanti.” (dall’articolo di oggi 10 aprile su vivitelese)

    E’ giusto il caso di riflettere su come “… ripulire le proprie idee dai preconcetti…” perché credo che sia stato proprio a causa di questi che l’invito rivolto da “città futura” il 15 marzo scorso attraverso “vivitelese” e le pagine dei quotidiani “Il Sannio” e “Ottopagine” non sia stato accolto da “cittadini in movimento”.

    Ancora. Se tra le condizioni poste c’è anche “il limite di due mandati elettorali” -come è stato ben spiegato la sera dell’incontro- (sul quale- permettetemi ma- posso ritenermi un modesto precursore), quale è il senso di affermazioni come:
    “… è necessario poter condividere con altri, che non siano stati già coinvolti in precedenti esperienze amministrative nel nostro comune, un percorso nuovo per la formazione di una lista, a determinate condizioni…” ? (cittadini in movimento 25 marzo 2013, vivitelese).

    Presumo -e credo a ragione- abbiate pensato a me e ai miei compagni – rei di avere avuto una unica sventurata e “indimenticabile” esperienza amministrativa per appena 3 anni e mezzo – come a una sorta di sanguisughe attaccate a una poltrona, come a degli Andreotti di turno dai quali guardarsi bene per non rovinarsi il pedigree di “duri e puri”.

    Forse – quando si parla di “preconcetti”- sarebbe opportuno guardare innanzitutto in casa propria per evitare di gridare “al ladro” se il ladro non c’è.

    Per tranquillizzarvi, vorrei solo ricordarvi che Noi le mani ce le siamo sporcate e in più ci abbiamo messo la faccia. Non abbiamo fatto sconti a nessuno. Ci siamo battuti per la legalità, la trasparenza, la condivisione e il bene comune e non abbiamo, infine, alcuna malattia contagiosa da nascondere.

    Fate bene ad interessarvi al vostro paese e a tentare di spiegare (come del resto faccio anch’io da tempo) alla gente che è finito il tempo delle deleghe, che bisogna partecipare attivamente alla vita amministrativa di una comunità ma, vi prego, SCENDETE DALLA CATTEDRA.

    Con stima Domenico Iaquinto.

  2. Domenico, le tue osservazioni sembrano in gran parte centrate sul presunto rifiuto, da parte di Cittadini in Movimento, di confrontarsi con gli ex amministratori.
    In realtà non è mai stata questa la nostra intenzione.
    Anche all’incontro pubblico del 6 aprile hanno partecipato tranquillamente diversi ex amministratori, e fra questi tu stesso che, però, a differenza di altri, non hai ritenuto di intervenire per esporre la tua opinione o per rappresentare le critiche che ora hai voluto esprimere con il tuo commento al nostro resoconto.
    Replichiamo che non è affatto frutto di “pre-concetti” l’aver voluto chiarire che siamo disponibili a un nostro impegno diretto in una lista con altri soggetti “che non siano stati già coinvolti in precedenti esperienze amministrative nel nostro comune” e “a determinate condizioni”. Il fatto è che in questi “3 anni e mezzo” di amministrazione Izzo (alla quale tu hai partecipato come assessore, condividendone fino a tutto novembre del 2012 le scelte), così come nei due anni precedenti di amministrazione Creta, abbiamo chiesto invano che fossero introdotti concretamente strumenti di trasparenza e partecipazione. Dunque, non abbiamo ritenuto che gli ex amministratori potessero essere nostri interlocutori credibili in un percorso finalizzato alla formazione di una proposta ed eventualmente, di una lista alternativa alla “politica” degli ultimi anni e lo abbiamo voluto dire subito e con trasparenza.
    Mettiamo in conto che questa cosa possa non piacerti, ma pensiamo che, almeno tu, possa e debba comprenderne le ragioni.
    Nei nostri interventi non abbiamo mai espresso giudizi lesivi delle persone, né tantomeno quelli che lasci intendere tu (“sanguisughe attaccate alla poltrona”, “Andreotti”, “ladri”, o altro), che invece si ritrovano in abbondanza nei reciproci “scambi di idee” fra gli ex amministratori degli ultimi 10 anni.
    Oggetto delle nostre critiche sono invece sempre gli atti politici ed amministrativi, inclusi ovviamente quelli che l’ex maggioranza, di cui tu hai fatto parte, ha posto in essere, e che sono responsabilità di tutti coloro che li hanno votati.
    Mai sei intervenuto pubblicamente per sostenere le nostre richieste di maggiore apertura ai cittadini, ascolto delle loro esigenze e partecipazione, né le nostre tante iniziative, anche quando erano svolte nell’ambito della consulta ambientale, prima voluta dalla stessa amministrazione e poi regolarmente ignorata: opposizione alla vendita dei terreni in località acqua fetente e adiacenti la “ex cava Bove”, opposizione che il tuo collega assessore Iacobelli provò anzi a ridicolizzare, la richiesta di condividere in consulta il piano rifiuti e le successive modifiche, la proposta di realizzare un impianto di compostaggio comunale e l’isola ecologica, la richiesta di sospendere l’iter di approvazione del nuovo Statuto e di discuterlo preventivamente con i cittadini, l’opposizione alla nomina di assessori come responsabili di area tecnica, divisa in quattro per non scontentare nessun pretendente, la richiesta di rivedere la recente decisione di mantenere pubblicati gli atti sul sito istituzionale solo per 15 giorni, le continue richieste di “rompere il silenzio” sul nuovo PUC e di effettuare il censimento degli appartamenti inutilizzati, …
    Mai hai voluto nemmeno far conoscere pubblicamente la tua personale opinione rispetto a tali problematiche.
    Il “limite di due mandati” è poi da intendersi come limite massimo in cui l’eventuale secondo mandato deve essere giustificato dai risultati raggiunti nel primo e dalla necessità, sempre eventuale, di trasmettere ad altri l’esperienza e le competenze acquisite.
    Non crediamo di aver dato l’impressione di voler essere o di sentirci “in cattedra”: nell’incontro del 6 aprile abbiamo voluto anzi eliminare proprio la cattedra fra i “relatori” e gli “uditori”, cercando di metterci in cerchio per favorire un confronto orizzontale, alla pari, dove tutti potessero intervenire, e abbiamo cercato di “occupare” il minor tempo possibile (in questi anni abbiamo ampiamente espresso le nostre idee) per lasciare invece più tempo ad altri contributi.
    Chi non è d’accordo con quello che diciamo o scriviamo può apertamente e liberamente replicare, sostenendo le sue idee e dandoci anche la possibilità di approfondire ed eventualmente modificare le nostre, oppure di replicare a nostra volta.
    Il confronto, al quale siamo sempre aperti, non può che far crescere reciprocamente chi vi si sottopone. Negli ultimi anni, di contro, abbiamo dovuto regolarmente prendere atto del rifiuto dei nostri ex amministratori a confrontarsi con noi.
    Siamo andati anche agli incontri pubblici organizzati dalla maggioranza (il 2 marzo l’ex sindaco Izzo e i “lealisti”, il 9 marzo i “dissidenti”), abbiamo annotato diligentemente quello che è stato detto, fra gli altri, anche da te, senza però che ci fosse il tempo per fare domande.
    L’invito di “Cittàfutura” per l’incontro del 27 marzo era in una casa privata e rivolto (solo su facebook) a chi aveva intenzione di aderire al precedente appello, pubblicato su vivitelese, a partecipare alla “costituzione di un laboratorio di idee e progetti” e a “discutere sull’eventualità di esprimere una proposta politica in occasione del prossimo impegno elettorale”. Né ci risulta che sia stato pubblicato un resoconto, da parte dei proponenti, delle tematiche trattate e degli esiti dell’incontro.
    Detto questo, stiamo invece da tempo affrontando fra di noi il problema dell’indubbia difficoltà che incontriamo ad essere ascoltati (senza preconcetti) dagli amministratori e a coinvolgere altri nostri concittadini nelle nostre iniziative.
    Probabilmente ciò è dovuto proprio al fatto di aver voluto sempre assumere posizioni chiare e dirette quando c’era da discutere qualche problema o qualche decisione o inerzia dei nostri amministratori.
    Però Cittadini in Movimento è una libera associazione aperta al contributo di tutti: chi ne condivide i principi può aderirvi e lavorare insieme a noi, gratuitamente, per il bene comune, mettendo a disposizione di tutti il proprio tempo e le proprie competenze.
    Diverso è, come già detto, il percorso per la formazione di una lista: è indispensabile che ci sia assoluta condivisione di metodo e di obiettivi. Non ci interessano i calcoli sui voti e le “alleanze” che questi calcoli potrebbero suggerire. L’importante non è vincere a tutti i costi le elezioni, ma sottoporre agli elettori una proposta credibile che, nel caso si vinca, possa essere realizzata.
    Cittadini in Movimento

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