Cimiteri: tra malcontenti celati e prassi consolidate

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Il Cimitero è il luogo della memoria, del raccoglimento, ma soprattutto è il luogo del riposo eterno di ogni singolo uomo. Entrando in un qualunque Cimitero, ognuno di noi si può imbattere, una volta varcato il cancello di ingresso, in molteplici questioni e problematiche, sospese o irrisolte, in attesa di momenti economici più propizi, ma soprattutto in attesa della buona volontà del fare e del prendersi cura delle cose terrene.
Le questioni possono essere, dunque, quelle che vanno dal decoro all’abbandono, dall’adeguamento alle normative vigenti alla mancanza dei dovuti impianti e dei necessari servizi, ma procediamo con ordine, poichè molte sono le riflessioni da fare, ossia:
  • Parcheggio esterno: non sempre troviamo parcheggi idoneamente dimensionati, accessibili, pavimentati ed adeguatamente attrazzati, ad esempio, per la vendita dei fiori;
  • Pavimentazioni interne: solitamente troviamo percorsi e portici, passaggi e viali pedonali sconnessi, non pavimentati, e quando lo sono non sono superfici adeguate e sicure, spesso adiacenti a manti erbosi non curati, privi di impianti idrici di adeguata portata per l’innaffiamento;
  • Fontane e Servizi igienici: le prime spesso non sono sufficienti e spesso sono collocate disordinatamente ed i secondi non sono sempre presenti, all’interno del Cimitero stesso.
La domanda che ci poniamo è: perchè si verifica tutto questo?
Sì, è vero, ogni Cimitero, come ogni Città, si costruisce  e si sviluppa poco per volta, pezzo a pezzo, sia quest’ultima di fondazione o meno, e non tutti i Cittadini sono dotati delle stesse disponibilità economiche, per realizzare e decorare tombe, edicole e cappelle, ed i Comuni sono dotati, solitamente, del Piano Regolatore Cimiteriale e del Regolamento di Polizia Mortuaria.
  • Assegnazione dei Suoli per le sepolture: per realizzare i suddetti manufatti occorre, a monte, l’assegnazione dei suoli cimiteriali, ma quest’ultima avviene sempre in modo regolare e trasparente?
  • Cappelle Comuni: questi manufatti edilizi, si sviluppano su più piani, entro terra e fuori terra, ma la domanda che ci poniamo è perchè vengono realizzati chiusi, come fossero comuni strutture pubbliche, che analogamente agli attuali Parcheggi realizzati su più livelli, nonostante la presenza della sorveglianza, sia elettronica che diretta di questi ultimi, ci danno insicurezza, e sono simili a labirinti, a volte attrezzati con impianti rumorosi ed inadeguati, ma soprattutto dispendiosi, la cui manutenzione complessiva dell’intero manufatto edilizio stesso, andrà a gravare economicamente sulle famiglie dei rispettivi congiunti dei defunti, per tutto il tempo stabilito per legge.
Queste grosse strutture comuni, dovrebbero essere:
  1. Aperte;
  2. Illuminate ed Areate, sempre e direttamente dall’esterno;
  3. Accessibili a tutti i cittadini
  4. Sicure, sempre, sia entro terra che fuori terra,  sia per le potenziali aggressioni fisiche che  per gli ipotetici atti vandalici,
creando un percorso di continuità e non di discontinuità, con la fruibilità del Cimitero, nella sua interezza.
  • Ampliamento dei Cimiteri Monumentali: il primo problema da affrontare è costituito dai Muri di Cinta, dei suddetti cimiteri monumentali, che spesso vengono lasciati in abbandono, e che non sempre sono dotati del necessario numero di uscite e che quando queste ultime ci sono, non sono adeguatamente custodite.
L’ampliamento, necessario, comporta oneri e gestione a partire dall’acquisto o dall’esproprio dei terreni immediatamente adiacenti, ma cosa fare?
Lasciare e non abbattere questi muri di cinta, è importante perchè non bisogna cancellarne la traccia, ma al tempo stesso non devono diventare, come troppo spesso accade, punti oscuri, umidi e concessi alla massima speculazione di suolo edificatorio, ma al contrario dovrebbero essere valorizzati, curati ed attrezzati, creando percorsi, passaggi e quindi necessari ed indispensabili filtri, accessibili a tutti, gestiti con adeguata e decorosa manutenzione.
  • Ubicazione dei Cimiteri: sarebbe ottimale la collocazione di questi luoghi a non più di 3/5 km dall’ultima abitazione ed in ogni caso, in Italia, a 200 mt dai centri abitati, così come previsto dal R.D. 1265/1934, ma vengono davvero sempre rispettate, escludendo eventuali concessioni prefettizie, queste distanze idoneamente concepite?
Affinchè questi luoghi, vengano davvero tutelati, occorrono davvero, l’interesse e la cura di ogni singolo cittadino, certamente nella misura in cui, ognuno può farlo concretamente, sia dal punto di vista pratico che tecnico.
Ricordando, infine, che in Italia il periodo di concessione dello spazio di sepoltura è di durata inferiore a 99 anni, salvo rinnovo, dovrebbe essere  possibile, per ogni uomo, la libera e consapevole scelta del tipo di sepoltura, ossia l’Inumazione, la Tumulazione e la Cremazione, garantendo sempre in quest’ultimo caso, in particolare, la separazione tra Loculo per Tumulazione, Loculo per Ossario e Loculo per Cinerario, nel rispetto della propria scelta religiosa.
Daniela Santagata

1 commento

  1. Va precisato, comunque, che ci sono sempre le ECCEZIONI, ovvero che, ci sono AMMINISTRATORI della cosa pubblica e UOMINI e DONNE, che a tutti i livelli combattono, giorno per giorno, affinchè ciò che scivola verso il declino, non vada alla deriva in modo irreversibile.
    Daniela Santagata

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