Continuiamo a mantenere aperto il dibattito (si fa per dire!)

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Angelo Romano(Cittadini in Movimento Laboratorio di Cittadinanza Attiva) Dopo aver assistito costernati al consiglio comunale del 29 gennaio scorso, a un mese circa di distanza da quello precedente del 28 dicembre, che già aveva riservato delle grosse “sorprese”, e preso atto delle dimissioni del Sindaco Izzo, ci permettiamo di riproporre alcune domande al vicesindaco, dott. Emilio Bove, quale rappresentante di ciò che resta della maggioranza.

Peraltro, una delle cose che più ci hanno impressionato è stato il “profilo basso”  tenuto proprio dal vicesindaco fino all’irrituale “verifica di maggioranza”, da lui stesso richiesta, e consumatasi pubblicamente nel corso del consiglio comunale, quando il suo intervento è sembrato essere non altro che un’esortazione ai quattro dissidenti a tirare fuori il coraggio (in verità lui ha usato un’espressione decisamente meno elegante) e ad andare fino in fondo sfiduciando apertamente il sindaco.

E, dopo questa necessaria premessa, veniamo alle domande.

  1. Cosa (o chi) c’è davvero dietro  il fortissimo (e apparentemente insanabile) dissenso di Iaquinto, Vaccarella, Iacobelli e Gaetano verso il Sindaco Izzo e il Presidente del Consiglio  Raffaele Pucino e gli altri assessori?
  2. Considerata anche la gravità delle accuse, perché la (ormai ex) maggioranza e soprattutto il sindaco e, a questo punto, il vicesindaco non rispondono in modo esauriente e documentato alle loro contestazioni, e in particolare a quella sulla mancanza di partecipazione e collegialità nelle decisioni (fino al punto che il Sindaco Izzo è arrivato alle dimissioni senza aver mai sentito la necessità, né in consiglio comunale né fuori, di dare delle spiegazioni ai cittadini)?
  3. Cosa ne pensa dei severi giudizi e delle accuse ai due ex assessori Iacobelli e Iaquinto contenute negli atti di revoca di Izzo ma anticipate e riprese sia da Iatomasi che da Pucino e La Fazia?
  4. Non trova strano che un gruppo di persone sicuramente eterogeneo dal punto di vista politico, e che tuttavia fin qui aveva dimostrato (apparente?) solidità, così improvvisamente, si sia spaccato in due “fazioni” apertamente e duramente contrapposte?
  5. Data la carica di vicesindaco, Lei è ora il principale referente di questa maggioranza (o meglio, di quel che ne resta): proporrete insieme una nuova lista alle prossime elezioni, magari con Lei candidato sindaco?
  6. In quanto esponente del partito democratico, che recentemente sembra aver “sposato” decisamente il metodo delle primarie, non pensa che sia il caso di applicare questo strumento anche nel nostro paese per far decidere direttamente ai cittadini i candidati da inserire nella lista (i quali poi indicherebbero il capolista candidato sindaco)?
  7. E’ d’accordo con Pasquale Iatomasi che considera lo statuto della “città telesina … una scatola vuota che deve essere riempita di contenuti” e concorda ancora con lui quando afferma che il P.A.E.S. è pure questo un “atto formale, privo di qualsivoglia contenuto tecnico”?
  8. Risponde al vero l’affermazione (ascoltata nel corso dell’ultimo consiglio comunale) che alla stesura di questo statuto per il comune di San Salvatore Telesino avete partecipato solo Lei e Iacobelli?
  9. Può dirci anche a chi allude sempre Iatomasi quando parla di un progetto per l’installazione di impianti fotovoltaici per 450 kW “che giace in qualche cassetto da oltre sette mesi”?

10. Ora che San Salvatore, grazie alla crisi della maggioranza, non ha approvato l’adesione alla città telesina e il relativo statuto, si rimette tutto in discussione?

Intanto aspettiamo che entro il 2 marzo prossimo sia pubblicato un “prospetto dettagliato di tutte le spese sostenute dal nostro comune nel 2012 (analiticamente distinte)” come da impegno di Pasquale Iatomasi nel suo post su vivitelese del 1° febbraio già citato.

Sempre con riferimento al suddetto intervento di Pasquale Iatomasi, che pur giudicando “non meritevoli” di risposta molte delle nostre domande, ha comunque fatto uno sforzo di trasparenza, riteniamo che debba essere invece affrontata  immediatamente la questione dello statuto della città telesina che, immaginiamo, interessi non solo i cittadini di San Salvatore ma anche quelli di Amorosi, Castelvenere, Solopaca e Telese Terme.

Fatta salva le previsioni del successivo articolo 45 …” (sic!). Così inizia l’articolo 19, dedicato alla figura del Presidente della Giunta. Come rilevato dalla minoranza già nel corso del consiglio comunale, questa deroga (il presidente della giunta, per i primi due mandati, ovvero per i primi 5 anni, sarà “di diritto” (!?) il sindaco di Telese Terme) è scandalosa! Non si comprende davvero per quale ragione per ben cinque anni, i più importanti, quelli dell’avvio del progetto, questo ruolo debba essere attribuito per statuto al sindaco di Telese. E non si comprende come tutti abbiano accettato in silenzio assoluto questa aberrazione giuridica, questa sospensione della democrazia!

D’altra parte l’intero statuto andrebbe sottoposto al giudizio dei cittadini, sospendendo tutto e avviando un vero percorso di partecipazione, che è del tutto mancato. Ricordiamo che le “riunioni pubbliche” di cui parla Iatomasi furono solo un’inutile esibizione priva di ogni reale confronto e senza che fosse  stata mai presentata una proposta di statuto da discutere (“assemblea farsa”, l’ha definita il capogruppo di minoranza Romano in consiglio comunale, e non possiamo che essere d’accordo).

Sui tempi di pubblicazione degli atti sul sito del comune replicheremo a Iatomasi con un successivo, specifico, post.

5 Commenti

  1. Accolgo l’invito rivoltomi dall’ing. Romano (a nome di Cittadini in Movimento Laboratorio di Cittadinanza attiva) come la volontà di conoscere la mia personale opinione circa le recenti vicende amministrative sfociate nella crisi del 29 gennaio scorso e, più in generale, sull’azione amministrativa fin qui esercitata dall’attuale maggioranza.
    E’ evidente che problemi di tale portata non possono risolversi con un semplice interrogatorio del tipo: “a domanda… risponde”.
    Sono disponibilissimo ad un incontro dove accanto alle tante risposte che sono obbligato a dare in virtù del ruolo politico esercitato in questi anni, spero mi venga concessa anche la possibilità di fare alcune domande a cui, sono convinto, l’ing. Romano e i suoi sodali non vorranno sottrarsi.
    Ritengo questo metodo meno inquisitorio e certamente più rispettoso delle scelte politiche di ciascuno. Resto in fiduciosa attesa.

  2. Replico per Cittadini in Movimento – Laboratorio di Cittadinanza Attiva

    Il nostro vicesindaco finge di dimenticare che noi i dibattiti aperti, gli incontri pubblici e i confronti “alla pari” li abbiamo sempre chiesti ai nostri amministratori; senza mai averli!
    È utile ricordare a tutti la “miseria partecipativa” della procedura preliminare all’approvazione del nuovo statuto comunale: abbiamo dovuto protocollare le nostre osservazioni senza poter avere un minimo di confronto pubblico pur avendo chiesto un consiglio comunale aperto dedicato all’intervento dei cittadini e si sarebbe potuta costituire una commissione mista di amministratori e cittadini, … niente!
    Emilio Bove si limitò a dare atto in consiglio comunale della correzione di alcuni degli errori di grammatica o di logica, da noi segnalati, presenti in gran numero nella bozza che la maggioranza aveva portato all’approvazione del consiglio comunale, deridendoci su tutto il resto delle nostre osservazioni, senza che potessimo replicare (ai consigli comunali cosiddetti aperti i cittadini possono assistere e ascoltare – a volte anche delle colossali stupidaggini – senza avere la possibilità di profferire parola!).
    Del resto questa sembrerebbe la situazione che gli è più congeniale: in occasione dell’incontro pubblico organizzato dall’Amministrazione per la costituzione della Consulta ambientale infatti, manifestando le sue perplessità in merito, ebbe a dichiarare pubblicamente di credere nella “democrazia delegata” lasciando intendere che i “delegati” possono parlare mentre i cittadini devono solo ascoltare.
    All’incontro pubblico in piazza da noi organizzato sulla faccenda della vendita dei terreni di proprietà comunale in località Acqua Fetente (e in generale sulla gestione del territorio, la necessità di tutelare il paesaggio e i suoli agricoli e il rapporto fra amministratori e amministrati), Emilio Bove si limitò ad assistere, seduto al tavolino del bar (insieme ai suoi “sodali”) e ad ascoltare il suo collega di giunta Leucio Iacobelli che tentava di “squalificare” pubblicamente la nostra iniziativa e le nostre opinioni nell’unico intervento che l’amministrazione ritenne di far fare in quell’occasione per difendere la propria scelta. Scelta alquanto discussa, adesso, dato che lo stesso ex assessore Iacobelli ha dichiarato di aver lavorato a quella vendita solo per il mantenimento delle poltrone.
    Non è quindi dipeso da noi se l’unico modo con il quale abbiamo potuto comunicare con la nostra (si fa per dire) amministrazione è stato tramite comunicati e manifesti!
    In ogni caso, siamo ovviamente disponibili a confrontarci con il vicesindaco e tutta l’amministrazione uscente quando vuole, purché si tratti di un dibattito aperto e pubblico e a rispondere a tutte le sue domande, sempre che ne siamo capaci, perché altrimenti non avremo difficoltà a dire di non saper rispondere o a rappresentare la nostra “incompetenza”.

    Restiamo quindi in fiduciosa attesa che lui organizzi questo dibattito pubblico e aperto a tutti, auspicando che ciò avvenga in tempi brevi, possibilmente prima che scadano i 20 giorni che il sindaco avrebbe per ritirare le sue dimissioni.

    Rocco Minicozzi

  3. Forse non ci siamo capiti. Mi era stato richiesto di rispondere ad alcune domande, per meglio chiarire il mio pensiero, ed ho dato la mia disponibilità.
    Adesso mi si chiede addirittura di organizzare un incontro pubblico. Non si capisce a che titolo.
    Ma, dalla replica al mio intervento, ho il sospetto che ai miei interlocutori non interessa tanto ottenere delle risposte. Si accontentano delle loro convinzioni.
    Tuttavia, siccome tutte le volte che sono stato invitato ad una riunione, ad un convegno, ad un’assemblea o a una tavola rotonda ho sempre cercato di partecipare, qualora ce ne fosse l’occasione, cercherò di non sottrarmi.
    Dopodiché mi sia consentita qualche precisazione.
    Non mi sono mai permesso di deridere nessuno. Non fa parte del mio carattere. Non appartiene al mio temperamento. Né ho mai finto di dimenticare un bel niente.
    Ricordo perfettamente le proposte suggerite in occasione del dibattito sullo Statuto comunale.
    Molte di esse confliggevano con la normativa in vigore. Qualcuna anche con il buon senso.
    Ho ricordi nitidi dell’incontro sulla vendita del terreno all’Acqua fetente e concordo che, in tale circostanza, il promotore dell’iniziativa venne abbandonato da solo a “squalificarsi” (per ripetere l’espressione usata) in una piazza semi-deserta dove il punto di vista dell’amministrazione venne illustrato dall’assessore Iacobelli con tale chiarezza che non necessitava alcun ulteriore intervento. Non mi risulta nemmeno che l’assessore Iacobelli abbia dichiarato di aver lavorato a quella vendita solo per il mantenimento della poltrona.
    Nell’occasione rimasi educatamente seduto al tavolino fino alla fine dell’incontro mentre altri abbandonavano sommessamente l’adunanza forse per dissimulare la delusione.
    Non c’entra nulla né la democrazia delegata né quella assembleare: l’importante è il rispetto delle regole. Ed io ritengo di averle sempre rispettate, quando ero all’opposizione e in questi anni in cui ho assunto l’onore di rappresentare il mio paese.
    Mi sono confrontato con chiunque lo abbia richiesto, ho promosso ed incoraggiato le attività associative, ho aderito alle loro proposte, ho ascoltato le loro richieste. Tutte le volte che qualcuno me le ha sottoposte. I “Cittadini in movimento” non lo hanno mai fatto.
    Ho sempre auspicato il confronto, ma ho sempre diffidato di chi ritiene di parlare a nome dei cittadini e di avere la pretesa di rappresentarli.
    In certe occasioni mi viene il dubbio che qualcuno, piuttosto che ragionare sulla soluzione dei problemi, voglia solo ottemperare al fatidico comando che una falsa storiografia attribuisce ingiustamente alla marina borbonica: «Facite ammuina!».

  4. Emilio ma non sarebbe più semplice rispondere?…nient’altro.
    Tu dici:”Ho ricordi nitidi dell’incontro sulla vendita del terreno all’Acqua fetente e concordo che, in tale circostanza, il promotore dell’iniziativa venne abbandonato da solo a “squalificarsi” (per ripetere l’espressione usata) in una piazza semi-deserta dove il punto di vista dell’amministrazione venne illustrato dall’assessore Iacobelli con tale chiarezza che non necessitava alcun ulteriore intervento. Non mi risulta nemmeno che l’assessore Iacobelli abbia dichiarato di aver lavorato a quella vendita solo per il mantenimento della poltrona.”
    e Iacobelli dice testualmente nell’allegato alla delibera:” vi ricordo che chi vi parla è quello che a marzo ha consentito a questa amministrazione di alienare il terreno dell’acqua fetente facendo in tempi rapidissimi una miracolosa variante al PRG e facendo incassare tanti soldi alle casse comunali ben 800 mila euro, che ci ha consentito di evitare tracolli finanziari e di non perdere per molti di voi le tanto amate poltrone.”

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