Attenti all’uomo. In risposta alla signora Clelia Longo

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… In riferimento all’articolo “CAVE CANEM o CAVE HOMINEM“, da me pubblicato su questo sito libero in data 6/02 ribadisco che dopo aver ricevuto la telefonata della signora Longo che mi avvisava dell’imminente visita della Polizia Municipale (cosa non avvenuta e senza neanche una telefonata che mi delucidasse in merito e/o mi “illuminasse” sul da farsi), il giorno dopo chiamai la signora E.R. (mia conoscente e alla quale chiesi appoggio)  che, coincidenza volle, era in compagnia della signora Longo, per avere delucidazioni in merito e per chiedere sul da farsi.

Nell’arco della telefonata (era la mattina del venerdì 1/02) mi fu detto  che il lunedì 4/02 la signora Longo intendeva ricoverare il cane presso il dottore da lei precedentemente chiamato in quanto al Comune non era presente la persona addetta o che abbisognava di tempo; non ho capito bene. Tenni presente a quel punto che il cane era in pessime condizioni (come dettagliatamente descritto nell’articolo precedente  pubblicato dal sottoscritto) e che avrei voluto porlo (per mero amore dello stesso) ad un’ ulteriore visita del mio veterinario, il Dott. D’Orsi, dato anche il fatto che il cane non mangiando, non bevendo, perdendo sangue dalla bocca e defecando su se stesso, di certo non poteva aspettare ulteriormente fino al 4/02. A questo punto, mi fu risposto dalla signora E.R. (sempre in compagnia della Longo), che a tal punto non avrei più potuto contare sull’aiuto della Longo stessa e neanche del Comune.  Di buon cuore, la signora E.R. aggiunse che se effettivamente le condizioni gravi fossero state accertate dal Dott.D’Orsi e non fosse stato possibile un recupero del cane, era meglio porre fine alle sue sofferenze [la signora Longo era presente ancora accanto alla signora E.R. tant’è che la sentivo parlare animatamente sullo sfondo].

Venne il veterinario e visitò il cane accuratamente per 40 minuti diagnosticando quanto citato nell’articolo ” ‘CAVE CANEM’ O ‘CAVE HOMINEM’ “. Chiamai così la signora E.R., riferendo il tutto, che mi chiese cosa intendesse fare il Dott. D’Orsi e risposi che si rendeva necessaria l’eutanasia (per amore del cane). Commossa dalla notizia (io già piangevo) la signora E.R. fu anch’ella propensa alla drastica ma necessaria decisione.

Sottolineo che prima dell’eutanasia chiesi la PRESENZA IN LOCO sia della signora Longo che della stessa signora E.R. (che può confermare) ma che non fu possibile per vari motivi di lavoro e di tempo.

Alla luce di questo, signora Longo, ritiene ancora che io sia un assassino di cani? Spero in un suo scritto di chiarimento e di scuse nei miei confronti. Chiedo altresì spiegazioni agli Enti menzionati  così come già chiesto nel precedente articolo senza però ricevere alcuna risposta.

Cordiali saluti.

Gianluca Rufus Quercia

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