Acqua inquinata, 10 domande a Santagata

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Da un’ordinanza del sindaco di Cerreto Sannita dello scorso 31 gennaio 2013 sono venuto a conoscenza che l’acqua di due condutture idriche, che arriva in alcune zone del paese, a seguito di un controllo dell’Arpac (per fortuna!) del 22 gennaio 2013, acquisita a protocollo del comune con nota dell’Asl il 29 gennaio 2013, non è idonea all’utilizzo potabile ed alimentare perchè inquinata batteriologicamente da coliformi (escherichia coli ed enterococchi). Purtroppo, fino a quando l’Asl non certificava (come, poi, è avvenuto qualche giorno fa) che l’acqua era nuovamente potabile, i cerretesi pur pagando la bolletta per bere, lavarsi i denti, eccetera eccetera, hanno dovuto comprarsi l’acqua in bottiglia, gravando ancor di più sui bilanci familiari. Mi vengono spontanee alcune domande, alcune delle quali le abbiamo poste già da una settimana al sindaco Santagata.

  1. Perchè aspettare 3 giorni prima di avvisare la cittadinanza (i cittadini, oltre ad essere elettori, sarebbero anche esseri umani), che andava salvaguardata dall’eventuale rischio di infezioni?
  2. Come mai per certi avvisi, certamente meno importanti rispetto alla salute, vengono tappezzati i muri del paese con manifesti 70×100, mentre per altri vengono adoperati volantini A4 distribuiti nei locali pubblici che purtroppo non tutti possono leggere?
  3. Non era il caso di far girare un’auto con degli altoparlanti per il centro urbano e per le contrade, informando tempestivamente anche quei cittadini che, per svariati motivi, non frequentano i locali pubblici?
  4. Forse il “nostro” sindaco ha dimenticato che l’acqua è un bene comune, è patrimonio di tutti e va tutelato costi quel che costi? Si può fare economia su altre cose, ma non sulla pelle dei cittadini.
  5. Non sarebbe il caso di ripristinare la vecchia ed efficace figura del fontaniere comunale, affidandogli la manutenzione e la prevenzione delle condutture, delle cabine idriche di raccolta, la regolazione del flusso di acqua, il funzionamento dei cloratori, la lettura dei contatori, le riparazioni, eccetera eccetera? Sarebbero certamente soldi spesi decisamente meglio che per assumere il dott. Ghirelli a quasi 2.000 euro al mese, in considerazione del fatto che il nostro ufficio di ragioneria ha sempre svolto egregiamente il proprio lavoro. Oltretutto, ancora oggi, non si capisce la necessità e la funzione di costui, né si conosce il resoconto del lavoro che ha svolto. Intanto i cittadini hanno pagato e pagano.
  6. Non sarebbe il caso di bypassare (come si è fatto per il passato) le sorgenti a rischio per il periodo invernale, visto che l’acqua è abbondante?
  7. Non sarebbe il caso di tutelare il nostro patrimonio naturale che il buon Dio ci ha donato, di controllare le nostre strade extraurbane diventate nel frattempo delle discariche?
  8. Non sarebbe il caso di operarsi per la salvaguardia idrogeologica del nostro territorio, sempre ad alto rischio?
  9. Non sarebbe il caso di sfruttare i nostri beni archeologici come il Ponte di Annibale, da noi ristrutturato ed illuminato, che però senza un valido motivo è chiuso al pubblico da una catena con tanto di lucchetto? Dall’ingresso, tra l’altro, si accede ad un’abitazione privata, alla quale di fatto o è stato negato l’accesso oppure al proprietario è stata data la chiave del lucchetto.
  10. Non sarebbe il caso di convocare tutte le associazioni di categoria e spiegare loro, una volta per tutte, l’uso che si intende fare della particella n. 12 della Parata (sono più di 305 ettari di terreno), evitando polemiche, malcontenti e fraintendimenti?

Infine, nel prendere atto (mio malgrado) che gli attuali vertici della nostra classe dirigente cerretese per il passato hanno fatto denunce e promosso convegni sulla qualità dell’acqua delle nostre sorgenti e sullo stato di manutenzione della cabine idriche, supportati da ampi servizi fotografici e commenti sulla stampa, dissentendo aspramente sul modo di gestire il problema da parte del sindaco dell’epoca, devo altrettanto prendere atto che il problema esiste ancora oggi. Forse il tanto decantato amore per i cerretesi è improvvisamente scemato? O quella di prima era solo demagogia?

Sebastiano Ricci. (Associazione politico-culturale “Da sempre per Cerreto”)

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