I Sindacati sanno di stantio

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Bruna Varrone.  Domenica 20 Gennaio a TG SKY 24 intorno alle 20:30 Vendola ha dichiarato che poiché Grillo non vuole i sindacati “il movimento 5 stelle puzza di ….” e non dice.  Mi è capitato di lavorare presso una grande azienda privata a Roma, quando si cominciò a parlare di trasferimenti  furono chiamati i sindacati.  Dopo aver fatto le elezioni per la rappresentanza sindacale FIM FIOM E UILM, al mitico incontro con l’azienda si sono presentati almeno altre 5 sigle a discutere del piano di ristrutturazione aziendale, e nessuno che si fosse alzato per mandarli via dal momento che non rappresentavano nessuno. Quando l’azienda fece circolare la voce degli incentivi all’uscita ho capito che il sindacato non li vedeva di buon occhio; venivano considerati regali del padrone, preferiva accompagnare gli impiegati alla cassa integrazione.

Nel sindacato c’è  più comprensione per il dipendente che sta dalla parte del padrone che di quello che preferisce fare da solo, altrimenti loro che ci stanno a fare?  Ma gli incentivi all’uscita li paga l’azienda, mentre la cassa integrazione la paga lo Stato.

Feci a modo mio e mi ritrovai collaboratore,  questa volta ero a Benevento, per una struttura che non si capisce ancora se sia pubblica o se sia privata, e quando mi rivolsi al sindacato per protestare contro le assunzioni che non rispettavano la graduatoria di selezione, il sindacato mi disse che prima avrei dovuto accettare le condizioni e poi chiamarli per protestare. Vale a dire come collaboratore non ti posso tesserare come dipendente si. Non mi sembrò dignitoso farsi assumere per piantare grane e così per questa e per altre ragioni me ne andai anche da lì.

Mi ritrovai come collaboratore in un ente completamente pubblico, ma la sinistra radicale al potere mi fece un bel cicchetto, nonostante il blocco delle assunzioni, cominciò a dire che “basta è tempo di finirla con le consulenze nel pubblico!” per cui da collaboratore con la busta paga di un collaboratore mi ritrovai ad essere considerata una consulente d’oro. Sul sito web dell’ente per trasparenza furono pubblicati i nostri stipendi ma in barba alla trasparenza vennero riportati gli importi relativi a tre anni di lavoro anziché uno, equiparati ai veri consulenti d’oro con contratti di tre mesi. Occasione propizia per bandire nuovi concorsi.

Allora andai ad un’assemblea sindacale ma mi ritrovai anche lì fuori dal coro, i sindacalisti quasi tutti non laureati proponevano che i concorsi dovevano essere chiusi ai laureati e aperti solo ai diplomati, perché i laureati non dovevano rubare il posto ai diplomati. Il concetto era il seguente: poiché i laureati si possono arrangiare meglio dei diplomati che si arrangino! I concorsi furono banditi per diplomati e laureati ma poiché l’esperienza pregressa veniva poco valutata pensai che era arrivato il momento di stare alla larga dai sindacati, arrivai alla conclusione che dove c’erano i sindacati non c’era lavoro per me e decisi di essere free-lance (free appunto senza false garanzie).

Concordo pienamente con Beppe Grillo, i sindacati non servono più, fanno due cose soltanto mantengono le aziende in vita fin che possono chiedendo ricapitalizzazioni da parte dello Stato e poi ti accompagnano gentilmente in cassa integrazione. Sono dei conservatori e sanno di stantio, prima di tutto sanno conservare bene i propri posti di lavoro. Se proprio ce li dobbiamo tenere che sia solo per due mandati soltanto, come i politici.  Collaboratori e interinali sono completamente snobbati tranne che per la discesa in piazza dove vengono opportunamente mobilitati.

Gli scioperi creano situazioni di disagio grave, per le strade, negli ospedali nelle scuole e rischiano di sfociare in violenza, questo che odore ha?

 

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