Missioni di pace in tempi di guerra e pericoli connessi all’uso dei fuochi d’artificio

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Sandro Tacinelli.   In due diversi eventi gli alunni dell’Istituto Comprensivo Statale “Abele De Blasio” di Guardia Sanframondi, diretto dalla professoressa Silvana Santagata, hanno ospitato alcuni esponenti della Brigata Garibaldi di Caserta, nell’ambito dei progetti Legalità e Sicurezza (referenti i docenti Lombardi Patrizia e Franco Di Donato).
Agli incontri, sui temi “Le missioni di pace in tempi di guerra” e “I rischi e i pericoli connessi all’uso dei fuochi d’artificiocomunemente detti botti”, tenutisi a Guardia Sanframondi e San Lorenzo Maggiore, hanno relazionato il Col. Francesco Tirino ed il Cap. Gaetano Acunzo, accompagnati dal Ten. Cosimo De Vita, dal Mar.llo Gaetano Pulvirenti e dal Caporale Vincenzo Ragozzino.
  Dopo l’esecuzione dell’Inno di Mameli, la Dirigente Santagata si è detta “onorata di ricevere la Brigata Garibaldi”.
  “Il nostro – ha aggiunto – non è un Paese di guerra, ma di pace. Per questo dobbiamo essere fieri di poter ascoltare le parole di chi rischia la vita per garantire un’esistenza libera e senza condizionamenti a popolazioni d’oltre confine”.
In seguito hanno portato il loro saluto l’assessore Carlo Di Lonardo, il sindaco di San Lorenzo Maggiore Emmanuele De Libero, i referenti Lombardi e Di Donato e la docente Maria Di Libero; mentre, le alunneAngela Prete e Noemi Capuano hanno letto poesie dedicate ai missionari di pace.
E’ stata la volta, quindi, del Col. Tirino che si è soffermato sull’importanza delle missioni di pace. “La Brigata Garibaldi – ha detto –, sin dal 1982, ha partecipato a tutte le missioni di pace. Dal Kosovo al Libano, fino all’Afganistan, per garantire la stabilità nei Paesi dove sono alle prese con gravi problemi di diversa natura. Abbiamo costruito, infatti, una gran quantità di pozzi e costruito ben 75 scuole e creato attività alternative, soprattutto per i bambini spesso vittime innocenti”.
Una serie di immagini con volti ed espressioni di bambini afgani, accompagnate da toccanti colonne sonore, ha chiuso l’intervento. Volti segnati dalla sofferenza e dal dolore ed unici nell’evidenziare la sofferenza ed il disagio di chi vive un’infanzia scandita da colpi di mortaio o di fucile.
Numerose le domande poste dagli alunni che hanno riguardato: l’obbligo di partecipazioni alle missioni; i valori come l’amore per la patria e verso il prossimo che portano a tali attività; la vicenda dei marò Latorre e Girone, con l’augurio che possano tornare presto in Italia e l’impegno a ridare la speranza a tutte le popolazioni in guerra.
Sul tema dei rischi connessi all’uso dei fuochi d’artificio, ha riferito il Cap. Gaetano Acunzo che ha esordito con uno slogan: “Usa la festa e rimani in festa”. Il riferimento, in particolare, è stato rivolto all’uso improprio dei botti, soprattutto in vista delle imminenti festività natalizie, un periodo caratterizzato da un uso elevato dei cosiddetti fuochi vietati.
“Partiamo da un dato: non esistono fuochi d’artificio sicuri – ha affermato -. I botti di Natale rappresentano un pericolo per uomini, cose ed animali, per questo la prudenza non è mai troppa e deve prevalere in ogni circostanza se si vogliono evitare danni”.
D’altronde, la prevenzione è una delle migliori strategie per contrastare la vendita e l’acquisto di fuochi illegali, ma soprattutto per combattere gli incidenti che potrebbero derivarne, proprio per questo occorre impegnarsi in una costante ed efficace attività di comunicazione.
In seguito, il Cap. Acunzo, anche attraverso diverse diapositive, ha spiegato come sono realizzati i botti, la loro conformazione e l’impiego, i fuochi vietati e quelli di minuta vendita.
“L’uso corretto dei fuochi d’artificio – ha concluso – parte dall’acquisto di prodotti consentiti, per passare poi alla lettura attenta delle istruzioni e, non ultimo, il buon senso, dato l’alta pericolosità di botti che a volte possono essere acquistati con gran facilità”.
Una particolare attenzione è stata riservata a fuochi come fontane, trottole, fumogeni, petardini, miccette, stelline, candeline e girelline, che vanno manipolate con cura, accese da un adulto e mai avvicinate ad indumenti di pile o fibra sintetica o acetati come le tute da ginnastica.

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