Tolosa-Telesi@: il fascino dei canali Francesi

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Giovanni Forgione. Lo stage dei liceali telesini a Tolosa è durato tre settimane; gli studenti dell’Istituto Telesi@ hanno elaborato, aiutati da tutor aziendali e guidati dai propri docenti, ben 4 progetti di rivalutazione di una tenuta denominata ‘Domaine des Barrots’ poco distante dal centro di Tolosa.  L’esperienza lavorativa degli alunni è stata finanziata dai fondi strutturali europei (PON) e ha visto in media 6 ore di lavoro al giorno. Tra gli scopi dello stage il perfezionamento della lingua francese e il conoscere nuovi stili lavorativi: l’azienda ospitante (ENEXSE) è infatti una agenzia di servizi pronta ad operare in qualsiasi ambito.

L’attività entusiasmante ha lasciato anche spazio al divertimento e alle visite turistiche. Tra le località visitate le città di Albi, Carcassonne e Lourdes. Anche la bellissima città di residenza, Tolosa, è stata oggetto di approfondimenti culturali. A parte turismo e cultura, è stato inevitabile osservare la vita di tutti i giorni, le abitudini, gli usi e i costumi. Risiedere per tre settimane in un ambiente diverso da quello abituale favorisce riflessioni basate sulle enormi diversità tra i due luoghi.

Le differenze potrebbero riempire un elenco interminabile; di tutte una: la presenza (in Francia e a Tolosa) di una ricca rete di canali fluviali navigabili: piacevoli i vantaggi rivolti a una moltitudine di utenti; per quanto mi riguarda ho apprezzato in particolare le rive dei canali di Tolosa: sono perfettamente ciclabili e percorribili per allenamenti o per semplici passeggiate. Questi canali sonno molto frequentati da persone di ogni età che curano il proprio benessere in modo assolutamente piacevole e gratuito. La rete dei canali di Tolosa permette di progettare percorsi individuali a circuito perché tutti comunicanti tra loro e con il grande fiume della città (la Garonna), esso stesso costeggiato da piste sulle due rive.

Il fascino di questo mondo nuovo l’ho scoperto per caso durante gli allenamenti mattutini. In piena città, costeggiando le strade si è immersi in un ambiente verde insolito. Lo scorrere dell’acqua in alcuni tratti riusciva a coprire il rumore del traffico; decine e decine di “bonjour!” regalati (e ricevuti) agli sconosciuti francesi inauguravano in modo positivo la giornata; i trilli dei campanelli delle bici provenienti da dietro, arricchivano i suoni della natura; la vista dei battelli affascinava per la cura dei terrazzini viaggianti; le luci dell’alba (alle 8 meno un quarto) disegnavano nuovi colori nella Garonna ad ogni mio passo.

Il più grande dei canali di Tolosa è il «Canal du Midi»; a seguire il «Canal Lateral de la Garonne» e il «Canal de la Brienne»; anche i fiumi «Hers » ad est della città e il «Touch» ad ovest completano la rete fluviale e quella delle piste ciclabili. Il Canal du Midi, bene protetto dall’UNESCO e patrimonio dell’umanità, è un canale artificiale lungo circa 240 km che va da Tolosa a Sète, porto sul Mar Mediterraneo. Grazie a questo ed ad altri canali è possibile la navigazione ininterrotta da Bordeaux a Sète e cioè dall’Atlantico al Mediterraneo.

Avrò sicuramente nostalgia di queste tre settimane a Tolosa. Ho comunque la fortuna di abitare tra Telese e San Salvatore e potrò continuare i miei allenamenti,  con un po’  di fantasia, creando percorsi dalla pista ciclabile di Telese fino al parco del Grassano sulle sponde dell’omonimo torrente.

(da wikipedia)  Il progettista del Canal du Midi fu Pierre-Paul Riquet, ingegnere francese nato a Béziers, che diresse i lavori, iniziati nel 1666 e terminati nel 1681. La costruzione richiese l’opera di 12.000 operai per un periodo di 15 anni. Il Canal du Midi ha 103 chiuse che servono a superare un dislivello totale di 190 metri. Considerando anche i ponti, le dighe, e un tunnel, il canale è costituito complessivamente da 328 strutture. La via d’acqua è lunga 240 chilometri, larga 15-20 metri e profonda 2. Quando fu costruito, il Canal du Midi fu considerato il più grande progetto della sua epoca, e ancor oggi viene visto come una grande realizzazione ingegneristica, tanto che nel 1996 è stato inserito nell’elenco dei Patrimoni dell’umanità dell’UNESCO;

(da http://it.peacereporter.net)  Viaggiare in barca su un canale o un fiume francese regala la rara opportunità di vivere in campagna in modo non sedentario, cambiando luogo e paesaggio ogni giorno e godendosi la frescura nelle ore più calde della giornata. L’ora giusta per cercare un’ansa, ormeggiare e fare un bagno. I francesi vanno sui canali come andassero a correre nel parco, li considerano un gioiello nazionale. In piccola parte li si sfrutta ancora per il trasporto commerciale, ma il più del traffico soprattutto su quelli non troppo profondi è per svago. Moltissimi, specie i pensionati, passano mesi interi facendosi trasportare dalla corrente di qualche fiume o risalendo pazientemente, chiusa dopo chiusa, qualche canale e svalicando belle pendenze, anche sopra ai 600 metri s.l.m. Alcuni navigano per tutta l’estate. A bordo hanno bici, cani, gatti e, molti, anche un giardino, fiori ed erbe aromatiche. Gli stranieri colpiscono per grandi barche fluviali (gli olandesi, gli inglesi ne mostrano di bellissime). I francesi si riconoscono per le “peniches”: barche allungate, basse, comode, dalle quali si scende facilmente. Le casalinghe più vezzose la decorano con tende e tendine, pizzi ovunque. Sembrano bomboniere. Quanto tengano ai loro canali, nati nel Seicento per svilupparsi prepotentemente sino all’Ottocento e deperire poi man mano che prendeva piede la ferrovia, lo si capisce dalla manutenzione puntuale degli impianti, le informazioni precise, i bollettini meteo a disposizione in tutti i porti piccoli e grandi.

(da http://www.leboat.it)  Il turismo fluviale è un turismo verde, che permette di svolgere  attività differenti una volta scesi dal battello : camminate a piedi sui sentieri, escursioni in bicicletta, equitazione, pic-nic, pesca. Tutti i canali hanno la loro storia, il loro fascino e i loro tesori e alcuni di essi hanno anche il privilegio di trovarsi nella prestigiosa lista del patrimonio mondiale dell’ l’UNESCO, come lo è il Canal du Midi a partire dal 1996. Oggi, il turismo fluviale è riconosciuto nel ventaglio dei prodotti turistici che uniscono il riposo alla vacanza attiva e alla scoperta della convivialità. Le regioni, le province e i comuni regolano gli argini, creano delle soste e fanno conoscere le loro ricchezze ai turisti che navigano su canali, laghi e fiumi.

A partire dal 15°secolo, con la costruzione dei primi canali, la navigazione fluviale a iniziato a svilupparsi. Inizialmente di interesse geografico e economico, le vie navigabili sono diventate in seguito luoghi turistici meravigliosi e ben conservati che piacciono molto ai numerosi amatori di questo “turismo verde” così affascinante… Grazie al sistema della chiusa a setaccio, formata da due porte, è possibile pareggiare la differenza di livello tra il corso fluviale superiore e quello inferiore.

Nel 17°secolo : il primo canale di collegamento fu il Canal de Briare che congiungeva per via navigabile i bacini della Senna e della Loira. Inaugurato nel 1681, il Canal du Midi collega l’Atlantico con il Mediterraneo. Il suo creatore, il finanziere e architetto Pierre Paul Riquet, fu il primo a costruire un serbatoio per alimentare il canale. A partire dal 18° secolo, la navigazione fluviale si evolve: grazie ai canali di collegamento, i viaggi diventano più lunghi. I canali di collegamento permettono di mettere in comunicazione fiumi appartenenti a due bacini fluviali differenti, o di sostituire la circolazione marittima periferica delle merci con una circolazione su vie navigabili interne.

Nel 19° secolo, il canale diventa una via strategica e una necessità  economica. Comincia a collegare paesi tra loro (per esempio Francia e Belgio), così da favorire gli scambi commerciali sul territorio europeo. In quest’epoca si contano già più di 468 km. di canali in Francia! Durante la seconda metà del 19° secolo, la navigazione fluviale conosce un importante sviluppo. L’invenzione della diga permette di canalizzare i corsi d’acqua e i grandi fiumi come la Yonne e la Seine e di aumentare così la rete delle vie navigabili europee. In effetti, l’Europa conta tra i suoi paesi, le più lunghe reti fluviali navigabili: la Francia (8500 km.), la Germania (7339 km) e la Finlandia (6120 km.). La maggior parte della rete continentale delle vie navigabili (fiumi e canali) è concentrata in Europa centrale.

Dal 20° secolo, all’indomani della prima guerra mondiale, la navigazione sui fiumi si rivolge principalmente al turismo, soprattutto nella regione dei Norfolk Broads (Inghilterra), culla del turismo fluviale mondiale moderno. Oggi l’Europa è la principale destinazione del turismo fluviale e, grazie allo sviluppo del noleggio dei battelli senza licenza, numerosi neofiti provenienti da tutto il mondo scoprono ogni anno le meraviglie e i tesori dei canali e dei fiumi.

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