Poliambulatorio di Telese Terme: il Prefetto risponde al comitato Cittadinanza Attiva

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Sergio Paliotti. Nei giorni scorsi, nel corso della sua battaglia per evitare il trasferimento del Poliambulatorio di Telese Terme a Cerreto Sannita, a fronte del reiterato silenzio del direttore generale della ASL BN1, il Comitato Cittadinanza Attiva si è rivolto al Prefetto del capoluogo.

Con una nota, il Rappresentante del Governo ha risposto al Comitato riferendo di quanto fattogli sapere dal responsabile della ASL BN1, da lui, a tal fine, interpellato.

Purtroppo, ancora una volta e anche di fronte al Prefetto, Michele Rossi continua a falsare la realtà. E’ quanto viene sottolineato in una nuova lettera che Cittadinanza Attiva ha fatto pervenire al Prefetto al fine di un chiarimento. In essa si evidenzia come sia solo strumentale il rifiuto della ASL BN1 a utilizzare il nuovo immobile adeguatamente strutturato, anche a fronte della disponibilità del Comune di Telese Terme a sanare ogni irregolarità amministrativa.

Va inoltre tenuto conto che tale manufatto risponde pienamente alla normativa in materia di antisismicità e sicurezza a differenza dell’ex Presidio Ospedaliero di Cerreto Sannita. Vi è, poi, da evidenziare l’assoluta antieconomicità dell’operazione. Infatti, per ristrutturare l’attuale sede del Poliambulatorio occorrono un milione e mezzo di Euro, mentre con i due terzi della somma la ASL BN1 acquisirebbe la proprietà del nuovo edificio dove troverebbero sistemazione sia gli ambulatori specialistici, sia la Guardia Medica. Ciò senza tener conto del milione e trecentomila Euro già versati, a titolo di caparra confirmatoria, in sede di preliminare di acquisto.

Cittadinanza Attiva ha significato, inoltre, al Prefetto la propria preoccupazione sulla effettiva provvisorietà del trasferimento anche sulla base di quanto già accaduto con lo spostamento a Solopaca della Guardia Medica, mai rientrata.

Tra le molte inesattezze riferite dal direttore generale della ASL BN1 al Prefetto vi è  anche quella secondo la quale l’Azienda Sanitaria non avrebbe mai avuto nella propria disponibilità la nuova struttura. Evidentemente il dirigente ha dimenticato che quei locali furono arredati e attrezzati e poi, inopinatamente, nuovamente privati delle suppellettili costate duecentocinquantamila Euro.

Il Comitato ha chiesto al Prefetto di voler, a questo punto, approfondire e accertare la reale situazione di fatto e di diritto, al di là delle inesatte, incomplete e manipolate affermazioni del responsabile ASL.

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