Per il comitato ‘Salviamo il Sannio’ la parola deve passare al popolo sovrano

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Pietro Di Lorenzo. (Comitato Salviamo il Sannio) La parola deve passare al Popolo Sovrano per realizzare la nuova grande Regione interna degli Appennini: il Presidente del Consiglio Provinciale non può considerare carta straccia  lo Statuto dell’Ente. Indetta per il 10 novembre a Pietrelcina una giornata di studio sul riordino territoriale del Sannio e delle aree interne.

Il Comitato Salviamo il Sannio sulla scorta di quanto deciso dal Consiglio De Ministri nella seduta del 31 ottobre così come sottolineato dal comunicato stampa emanato dal Governo, prende atto che numerosi comuni italiani hanno chiesto lo spostamento in un’altra Provincia, confinante con quella di appartenenza,  per ragioni di maggiore affinità territoriale e socio-economica. Ciò conferma l’intuizione del Comitato che  sono esclusivamente i cittadini, quale massima espressione del Popolo Sovrano, a doversi esprimere sul progetto complessivo di riordino dei territori, che non può essere fatto solo per decreto legge. Non vi è dubbio, a tal proposito, che il Sannio con il Molise ha radici in comune che scaturiscono dalla storia e dalla cultura dei Popoli.  Lo strumento democratico del Referendum richiesto al Presidente e al Consiglio Provinciale di Benevento, con la sottoscrizione di oltre 4.500 cittadini, è l’unica via maestra per decidere una volta per tutte il destino della nostra comunità: o restare succubi delle politiche  Napolicentristiche, oppure realizzare una nuova grande regione interna degli Appennini, anticipando così i processi di riassetto regionali, già preannunciato dal Governo. Dopo il deliberato della Commissione Affari Istituzionali della Provincia, assunto all’unanimità con la partecipazione del Presidente Cimitile, il Presidente del Consiglio Provinciale è obbligato  a convocare l’assise per discutere della proposta referendaria, con all’ordine del giorno il distacco del Sannio dalla regione Campania e la coeva adesione al Molise, perché non può considerare come carta straccia lo Statuto della Provincia, che rappresenta l’atto normativo fondamentale che disciplina l’organizzazione, il funzionamento ed i rapporti con i cittadini dell’Ente.

Intanto le iniziative del Comitato a sostegno della dignità e delle prospettiva delle genti sannite, stufe di subire l’arroganza ed i soprusi del Napolicentrismo, che ci ha relegato negli anni, al ruolo di pattumiera di Napoli e riserva territoriale per lo sfogo delle loro problematiche, continuano con la indizione di una giornata di studio e riflessione sul tema dell’appartenenza territoriale del Sannio e delle aree interne degli Appennini, fissata per sabato 10 Novembre prossimo, a Pietrelcina presso il Lombardi Park Hotel con inizio alle ore 17,30,  a cui parteciperanno rappresentanti di movimenti ed amministratori del Sannio, dell’Irpinia, del Molise e dell’Alta Daunia.

Benevento, 31 ottobre 2012

2 Commenti

  1. Dopo questo ennesimo comunicato di “salviamo il Sannio” ecco che arriva la (tardiva) convocazione del consiglio provinciale per il 12 novembre. La domanda e’: da un consiglio così lento, che impiega oltre 45 giorni per riunirsi su di un tema così importante cosa ci possiamo attendere?

  2. Sono pienamente d’accordo e condivido in ogni sua parte il contenuto dell’articolo di Pietro Di Lorenzo. Occorre sostenere con forza che lo strumento democratico del “referendum” è la via maestra per decidere una volta per tutte il destino della nostra comunità, ricadente nel territorio della provincia di Benevento.
    Non possiamo rimanere indifferenti in un momento così importante e delicato per l’assetto del territorio sannita.
    Peraltro, non sono pochi coloro che hanno già colto un importante aspetto di questa “strana abolizione delle province”. Strana perché, dopo molti anni di discussioni e di attesa, e attraverso provvedimenti travagliati (e non ancora definitivi!?), le province vengono solo ridotte di numero, ma non abolite, come era stato annunciato inizialmente.
    Viene invece abolita l’elezione dei Consiglieri Provinciali da parte dei cittadini e, da quello che si sa, i nuovi rappresentanti del popolo alla provincia saranno eletti dai Consiglieri Comunali dei comuni interessati e non dai cittadini, come è avvenuto finora.
    Praticamente saranno le segreterie dei partiti a “nominare”, a tavolino, i nuovi rappresentanti che sostituiranno i Consiglieri Provinciali che prima venivano eletti dal popolo.
    Pertanto viene da chiedersi se il vero o più importante scopo di questa “strana abolizione delle province” non sia proprio quello di realizzare un ulteriore accentramento di potere nelle mani dei partiti, togliendo al popolo anche la possibilità di continuare ad eleggere democraticamente i Consiglieri Provinciali.
    Con ciò, oltre al rischio di vedere ulteriormente accentuato il distacco tra i cittadini e il mondo politico, gli effetti dannosi del Napolicentrismo non miglioreranno di certo per il Sannio. Anzi.

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