‘Green Communities’, ovvero: come ripensare le strategie di sviluppo di territori montani e rurali

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Lorenzo Morone.  La prima azienda dell’Italia, la sua risorsa più importante, è il territorio, le nostre città con i patrimoni artistici, le nostre campagne e le montagne. Ma tutto questo va trattato come una risorsa fondamentale; dice una regola fondamentale del marketing che se tu hai una risorsa che altri non hanno è su quella che devi puntare. In un Paese che ha risorse di gas o petrolio tutta l’industria lavora su questo settore, così bisognerebbe fare da noi focalizzandoci sulle risorse che abbiamo.

Ecco, noi abbiamo appunto il territorio, ricco di tante eccellenze, abbiamo l’arte dei nostri centri storici, addirittura progettati come Cerreto, abbiamo l’artigianato, con la Ceramica autentico fiore all’occhiello delle comunità di Cerreto e San Lorenzello, abbiamo le campagne che producono oli DOP di qualità eccelsa, abbiamo le montagne con pascoli generosi nel fornire cibo per il nostro vitellone bianco IGP e giaciglio per quel meraviglioso fungo primaverile chiamato “Virno”. Dobbiamo imparare a considerare tutte queste peculiarità come risorse da valorizzare e sfruttare per la nostra “green economy”, come si potrebbe ribattezzare il progetto denominato “Green Communities” sottoscritto con un protocollo di intesa tra il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare – Direzione Generale per lo sviluppo Sostenibile, il Clima e L’Energia, e l’UNCEM – Unione Nazionale Comuni, Enti Montani tra i quali, appunto, la nostra Comunità Montana del Titerno e Alto Tammaro.

Green Communities opera nei territori interessati per attivare e consolidare un contatto tra le risorse e le istanze locali e le migliori conoscenze e pratiche tecnologiche che si stanno affermando nel paese attorno ai temi della sostenibilità, cercando di cogliere l’occasione della rivoluzione energetica necessaria per fare attecchire nuove opportunità imprenditoriali e traiettorie di mobilitazione delle risorse locali. Ciò è un’occasione per ripensare le strategie di sviluppo di territori montani e rurali che di questi beni sono in considerevole misura depositari e custodi.

E’ quindi anche un’operazione di filosofia di vita, quasi una rivoluzione copernicana: non più ambiente da sfruttare, ma ambiente da valorizzare.

Una scommessa da vincere ma difficile, perché  non mi sembra che, almeno al Sud, l’ambiente sia stato trattato con i guanti bianchi. Basta vedere ciò che è successo in Campania: pattumiera d’Italia, terra dei fuochi. Basta …colpa della Politica. Non credo, o per lo meno non solo. Colpa di chi ha trattato il territorio come una vacca da mungere senza alimentare. Ecco, mi sembra che green communities voglia sfruttare il territorio, ma semplicemente assecondandone la vocazione, come ha ben chiarito nel convegno di mercoledi 21 a Cerreto Enrico Borghi, Presidente Piemontese dell’ UNCEM. E proprio all’interno di questo progetto sono stati finanziati i lavori di recupero “eco-sostenibili” della nostra scuola media. Dalle parole ai fatti!

 

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