Gli avellinesi invece di protestare, chiedano il distacco dal “Napolicentrismo”

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Pietro Di LorenzoComitato Salviamo il Sannio –  Gli Avellinesi invece di protestare nelle piazze, chiedano il distacco dal “Napolicentrismo” per costituire la Regione degli Appennini e delle aree interne.  Il primo passo di questo processo sarà lo storico appuntamento del 12 novembre alla Rocca dei Rettori, quando il Consiglio Provinciale delibererà sul Referendum proposto dalla Petizione Popolare.

Invece delle plateali proteste in Piazza per strapparsi le vesti, gli avellinesi dimostrino di avere orgoglio e dignità e seguano l’esempio del Popolo Sannita: decidano anche loro di staccarsi definitivamente dalla Campania e dal Napolicentrismo, per unirsi al progetto del grande Sannio, avviando la costituzione della regione degli Appennini e delle aree interne che veda insieme i territori dell’Irpinia, Sannio, Molise e Daunia.

Sarebbe precorrere i tempi ed anticipare le scelte per il riordino delle Regioni, che nell’imminente futuro, qualsiasi Governo in carica, sia tecnico che politico, sarà costretto ad adottare.

La proposta del Molisannio fatta dal Comitato Salviamo il Sannio oltre un anno fa, è solo il primo passo verso la regione degli Appennini e delle aree interne, in grado di unire cultura, tradizioni ed economia con la solidarietà, l’unità e la libertà.

Intanto la dimostrazione del momento di confusione ed incertezza, è che a ben cinque giorni dall’annuncio del Governo delle norme sul riordino delle Province, il Decreto legge del 31 ottobre, ad oggi non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Ciò significa, che tutte le valutazioni di questi  giorni, si basano solo su indiscrezioni o valutazioni verbali. Non si conoscono le ragioni di questo ritardo, ma si possono solo intuire, certo è che la ritardata pubblicazione del Decreto Legge che porterà la firma del Presidente Napolitano, non contribuisce a stemperare gli animi e con essi le proteste che stanno attraversando l’intera penisola, per le incongruità e le indeterminatezze ingenerate dagli annunci del ministro Patroni Griffi alla stampa. Siamo solo agli inizi, perché è logicamente prevedibile immaginare cosa avverrà in sede di conversione parlamentare, oggi che i termini più in voga per la Casta sono ruberie e furberie.

Intanto il Comitato invita giovani, universitari, cittadini, forze sociali e culturali ad essere presenti all’appuntamento storico del 12 novembre alle ore 11 alla Rocca dei Rettori per ascoltare il dibattito che si svolgerà sull’Ordine del Giorno diramato dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Maria Maturo. Ciascun Consigliere Provinciale, al di là di ogni logica partitica, saprà far prevalere i sentimenti più nobili che scaturiscono dal profondo della coscienza di ciascuno.

Anche perché oggi i Partiti, che sono stati i grandi assenti in quest’anno e mezzo di dibattito che si è sviluppato tra le nostre comunità sul Referendum, non possono risvegliarsi all’improvviso ed indicare strategie, anche perché nel comune sentire vi è la ferma convinzione che essi siano gli unici responsabili dello sfasciodell’Italia e dello stato di profonda crisi economica e morale in cui è piombata la società e con essa ogni singolo individuo. Non si potrebbe spiegare altrimenti l’avvento di un  Governo tecnocratico ed il bagliore dilagante del grillismo.

Benevento, lì 4 novembre 2012.

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