Senza Referendum Cimitile e Consiglieri Provinciali si dimettano perché altrimenti il Sannio sarà cancellato

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Pietro Di Lorenzo. Per il  Comitato Salviamo il Sannio – Il Comitato Salviamo il Sannio ha tenuto una affollata manifestazione oggi all’Hotel President cper una nuova stagione “del cambiamento” nel Sannio. Al tavolo della presidenza insieme a Bocchino,  Verga, Di Lorenzo, Nicchiniello e Lombardi anche il presidente del Consiglio comunale di Termoli Dott. Alberto Montano e il coordinatore del movimento civico molisano Dott. Lorenzo Cancellario.  E’ stato ribadito fermamente da tutti gli intervenuti che il Presidente della Provincia di Benevento deve dare risposte concrete ai 4.500 cittadini sottoscrittori della petizione consegnata ufficialmente il 1 ottobre con la quale hanno richiesto la convocazione “ad horas” del Consiglio Provinciale per discutere e deliberare il distacco del Sannio dalla Regione Campania e la coeva adesione alla Regione Molise tramite Referendum popolare.. Il Presidente Cimitile non può continuare con gli inutili esercizi di retorica politica, o peggio ancora nella ricerca di cavilli giuridici, per salvare una Provincia di fatto già defunta: i caminetti con  i “nominati” del tavolo interistituzionale che rappresentano solo sé stessi e sono stati la causa della desertificazione civile, sociale ed economica del Sannio, oltre che primi responsabili della nostra retrocessione in quarta serie tra le Province italiane, non portano da nessuna parte. Il Popolo attende risposte immediate dal Presidente Cimitile che la deve smettere con “gli stop and go”: se non vuole indire il Referendum lo dica apertamente ed il giorno dopo si dimetta insieme alla giunta e ai consiglieri provinciali, avendo esaurito ogni loro funzione evitando così gli ultimi sprechi della casta della politica e facendo risparmiare ai cittadini i costi dei 10 assessori con 10 portaborse, dei 24 consiglieri provinciali, delle decine di componenti dei consigli di amministrazione delle società partecipate, del direttore generale dell’ente, dei dirigenti esterni e dei tantissimi consulenti, senza contare gli enormi sperperi di denaro pubblico anche per dispendiose passerelle, che gravano pesantemente sulle tasche dei cittadini e dei contribuenti del Sannio.

 

Al mobilitazione popolare hanno partecipato i consiglieri provinciali Di Somma, Cecere e Cataudo. E’ intervenuto il presidente della Comunità Montana del Taburno Libero Sarchioto che ha evidenziato gli sprechi della pubblica amministrazione che invece di ridurre gli sprechi dei parlamentari si colpiscono i più deboli i pensionati e i lavoratori. Ha lanciato anche un appello agli amministratori che devono diventare i veri protagonisti del cambiamento. Nel prendere la parola il presidente del consiglio comunale di Termoli Alberto Montano che ha accumunato le sofferenze tra i sanniti e i molisani. La classe deve avere coraggio assumersi le proprie responsabilità e prevedere i cambiamenti, perchè sopprimere una provincia o una regione significa colpire direttamente la qualità della vita dei cittadini. L’altra possibilità che hanno il Sannio, il Molise e l’alta Daunia è quella di una aggregazione in grado di poter rappresentare una nuova regione che sia capace di incidere sulle scelte. Montano si è anche augurato che nasca un Comitato che unisca quella di Salviamo il Sannio con uno dauno ed uno molisano. Su questi temi – mi auguro ha concluso Montano – che i cittadini si esprimano democraticamente per costituire una nuova grande regione dell’Appennino. Subito dopo è intervenuto il Consigliere di Somma che ha dichiarato di volersi adoperare per raccogliere tra gli altri consiglieri le firme per la convocazione del consiglio provinciale. Il consigliere Cataudo si è detto favorevole a formare il Molisannio. Oggi non ci sono più ragioni di maggioranza e minoranza – ha ribadito Cataudo – bisogna unire le forze e puntare allo stesso obiettivo. In sala in 2 ore sono state raccolte altre 150 firme di richiesta di Referendum a  dimostrazione della passione che anima il popolo sannita sull’argomento referendario. Il consigliere comunale di Baselice Francesco Delli Veneri che ha messo in evidenza come tutti i consiglieri comunali del centro fortorino abbiano devoluto le indennità di carica per acquistare attrezzature mediche per sostenere una non vedente. Il Fortore è pronto alla battaglia referendaria per cui se non si delibererà il Referendum da parte della provincia Baselice chiederà il distacco dalla Campania. Il Consigliere Provinciale Pietro Cecere auspica che anche l’Irpinia rientri nel progetto Molisannio. Sono convinto che a breve vi sarà un consiglio provinciale sull’argomento – ha dichiarato Cecere – e su quanto richiesto dal Comitato Salviamo il Sannio.

E’ anche intervenuto il componente del Comitato Lombardi Vincenzo che ha giustificata l’assenza del Presidente Cimitile all’incontro perchè i collegamenti con Pomigliano d’Arco con Benevento sono inesistenti e il Presidente non volendo fare un uso improprio dell’auto blu ha preferito non essere presente all’incontro. Lombardi ha poi rimarcato  come la regione Campania abbia sottratto al Sannio 240 milioni di euro destinati ai borghi rurali ed ha rimarcato l’importanza della indizione del  Referendum. Ha preso quindi la parola il consigliere del Comune di San Bartolomeo in Galdo, essendo l’ultimo comune della Provincia di Benevento , della provincia di Campobasso e della provincia di Foggia. In ciò sta la scelta del Molisannio –ha detto Ricciardi – poiché farebbe diventare centrale il Fortore in questa nuova Regione. Ci auguriamo che presto si indica il Referendum, perchè è passato il tempo feudale di trasferire comuni e territori da una provincia all’altra, per cui la provincia  permetta almeno di far esprimere i cittadini su questo argomento.

E’ intervenuto sui temi del lavoro e sociali il segretario della Cisal Domenico Forgione che ha denunciato il pericolo della perdita di centinaia di posti di lavoro con la scomparsa della provincia di Benevento, un territorio che basa il suo PIL sulla PA, con il risultato che rimarranno solo i pensionati e i giovani dovranno emigrare. La Cisal ha condiviso il progetto del Comitato perchè il Referendum è la più alta forma di democrazia.

Dopo gli interventi dei consiglieri comunali Domenico De Blasio di Guardia Sanframondi, Enzo Pelvi di Arpaia, Pedicini Vito Antonio di Foglianise, Domenico Costanzo di San Marco dei Cavoti, Giuseppe Del Grosso di Colle Sannita, Ludovico Meoli di Apollosa. Ha concluso i Lavori il Consigliere comunale di Limatola Pietro Di Lorenzo che si è dichiarato soddisfatto per la proficua giornata e dal tenore degli interventi si è detto certo che  il Referendum richiesto dal Comitato sia molto più vicino di quanto non fosse stato prima.

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