Sabato sarà inaugurata la nuova sezione del Museo Civico e della Ceramica Cerretese

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Billy Nuzzolillo. Sabato 27 ottobre a Cerreto Sannita sarà inaugurata la nuova sezione del Museo Civico e della Ceramica Cerretese che ospita la Collezione Mazzacane, composta di circa 400 pezzi  per la maggior parte risalenti al XVIII secolo, periodo d’oro della produzione cerretese per la quantità ma soprattutto per qualità dei manufatti, eseguiti da abili maestri, molti dei quali trasferitisi da Napoli a Cerreto. La collezione costituisce, quindi, una testimonianza unica ed irripetibile per lo studio e la ricostruzione della storia della ceramica cerretese.

Il programma prevede alle ore 17, presso il Palazzo del Genio, la cerimonia inaugurale con i saluti del sindaco di Cerreto Sannita, Pasquale Santagata, gli interventi dell’assessore alla Cultura, Renzo Morone, di Enzo Mazzacane (Corte di Cassazione), e dell’assessore alle Attività Produttive del Comune di Napoli, Marco Esposito. Le conclusioni saranno poi affidate al presidente dell’Associazione Italiana Città della Ceramica, Stefano Collina.  Nel corso della cerimonia, che sarà coordinata dal giornalista Luciano Lombardi, verrà anche presentato il volume “La Collezione Mazzacane” curato da Aldo e Lello Mazzacane. Alle ore 18.30, invece, è prevista l’apertura al pubblico del Museo con la benedizione del vescovo della diocesi Cerreto-Telese-S. Agata, mons. Michele De Rosa.

L’evento è promosso dal Comune di Cerreto Sannita in collaborazione con Tabula Rasa Eventi, Pro Loco, Forum dei Giovani, Società Operaia e Associazione Socio Culturale.

Inaugurato nel 1995, il Museo Civico e della Ceramica Cerretese documenta la tradizione della ceramica artistica fiorita a Cerreto dopo il sisma del 1688. Per l’importanza dei pezzi esposti, la bellezza della struttura in cui è collocato (un convento francescano del ‘700), ha ottenuto lo “status” di Museo di interesse regionale. E’ inserito in un più ampio sistema di musei, comprendente anche le sezioni Arte Sacra, Arte Contemporanea, Archeologica.

In precedenza il Museo occupava due locali non collegati: uno, detto “Cantinone”, ospitava pezzi in ceramica provenienti da altre donazioni e l’altro, detto “Ammezzato”, dove erano esposti altri manufatti antichi e moderno. Utilizzando i fondi della Regione Campania e recuperando risparmi accantonati di altre opere, il Comune di Cerreto Sannita ha provveduto  nell’ambito degli interventi di consolidamento, adeguamento e manutenzione degli immobili, all’unificazione dei due precedenti ambienti museali e alla predisposizione di un collegamento tra gli stessi ed il piano interrato adiacente la Società Operaia di Mutuo Soccorso (destinato ad ospitare un’ulteriore sala museale).

Inoltre, si è proceduto alla revisione dell’impianto elettrico, al rifacimento del sistema d’allarme; all’installazione di un sistema di telesorveglianza 24 h (con telecamere ad alta definizione e registrazione automatica),  all’allestimento di una sala didattica che consente di trasmettere ai visitatori notizie fondamentali su Cerreto e sulla ceramica prima dell’inizio della visita, all’installazione di un impianto computerizzato di deumidificazione per meglio conservare le collezioni ospitate  (il tasso di umidità deve essere tra il 45 ed il 55%) e alla collocazione nella reception di una serie di foto retro illuminate di alcuni pezzi di ceramica cerretese custoditi in altre strutture della Campania (sull’esempio di quanto fatto per la mostra del Caravaggio a Salerno e per il Museo virtuale di Ercolano realizzato nella Reggia di Portici).

 

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