Noi ci siamo … e Voi?

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Carmine Sanzari. In data 03/10/2012 si è  riunito, in Provincia di Napoli, il costituendo Direttivo dello S.V.I. (Sindacato Venatorio Italiano). Qui dopo articolata e propositiva discussione, si sono poste le basi di questo nuovo movimento, svincolato dai giochi di potere e di nepotismo politico-associativo. Lo S.V.I., lo diciamo chiaramente, non è contro nessuna Associazione Venatoria né contro alcun partito politico ma siamo fermamente determinati a combattere, viceversa, tutti quei singoli individui, siano essi rappresentanti politici o associativi, che per anni hanno utilizzato la nostra passione per la caccia per tornaconto ed interesse personale. Siamo determinati a combattere, quindi, quel sistema associativo-partitocratico che ci ha venduti e svenduti pur di conservare l’amata (e ben remunerata) poltrona a danno della caccia, dell’ambiente, dell’agricoltura e dell’allevamento (tutte attività, tra di loro, strettamente correlate ed indivisibili). Il Sindacato Venatorio Italiano, per questioni burocratiche (siamo in attesa che i nostri legali ci approntino lo Statuto Costitutivo – che sarà reso pubblico per avere anche le vostre opinioni – e subito dopo andremo a firmare dal notaio), vedrà ufficialmente la luce entro la fine del corrente mese ma noi fremiamo per iniziare la nostra attività di difesa della caccia e del territorio, quindi, siamo già in piena e frenetica laboriosità. Il primo punto al NOSTRO ordine del giorno è la patetica farsa che la Regione Campania ha messo in piedi in questa vituperata stagione venatoria. L’ignoranza ed il grottesco si sono uniti in matrimonio ed hanno generato come progenie l’infamia. Dopo aver predisposto una nuova legge regionale sulla caccia, con efficacia ad inizio agosto, non si sono nemmeno resi conto che i termini temporali contenuti nella legge, per adempiere alle varie attività per acquisire il diritto alla migratoria, non erano complementari alla data di approvazione della legge stessa. Senza parlare delle graduatorie modificate a più riprese, spostando migliaia di cacciatori da un’A.T.C. ad un altro e pretendendo in tempi brevi il pagamento (con lo spauracchio di perdere il diritto alla stagione venatoria 2012/2013) con il solo scopo, nemmeno tanto recondito, di accaparrarsi, ciascuno per proprio conto, il maggior numero di cacciatori e quindi di quote di accesso (soldi insomma) e così contribuendo non poco a creare disagio e malessere. Con questo loro comportamento centinaia di micro-gruppi di cacciatori che per anni erano andati a caccia insieme si sono infatti visti divisi in molteplici A.T.C. ed oggi, con la sospensione sine die del diritto alla mobilità, sono costretti ad andare a caccia ciascuno per proprio conto o, più semplicemente e realisticamente, non andare.

Altro grossolano errore perpetrato ai danni dei cacciatori campani è stata la mancata previsione nei tempi consoni all’apertura della stagione venatoria, nel calendario Venatorio, della V.I. (Valutazione di Incidenza) necessaria per legge per andare a caccia nelle zone di Natura 2000 (Sic e Zps) che se pur commissionata ha visto la luce molto in ritardo e tra l’altro restringendo ancor di più i giorni di caccia inibendone i lunedì di tutta l’intera stagione venatoria. Piccolo incidente di percorso dicono, ma questo piccolo incidente ha impedito per lungo tempo tutti i cacciatori che dimorano in queste aree di poter cacciare costringendoli a spostarsi. Una domanda però deve essere fatta: “Dove pensavano, questi signori, si potevano spostare i cacciatori che abitano nelle isole (Ischia, Capri, Procida)?” I nostri fratelli isolani hanno pagato fior di quattrini e non hanno usufruito per lungo tempo di un loro sacrosanto diritto non potendo mettere il naso fuori dalla loro casa!! Dulcis in fundo, per chiudere il cerchio, i nostri rappresentanti associativi che siedono nelle varie Commissioni o Comitati che sono diventati dei semplici yes man e poi, a cose fatte, si battono il petto e si cospargono il capo di cenere giurando di non sapere nulla. Cari signori su quelle poltrone ci state seduti voi e non noi. Se non siete in grado di tutelarci siete pregati di alzarvi e dare la sedia a chi è in grado di farlo. Sono finiti i tempi in cui loro commettevano gli errori ed i cacciatori ne subivano le conseguenze. Oggi vi diciamo a gran voce FACCIAMOLI PAGARE!! Ecco perché vi chiediamo pubblicamente di non procedere (cosa che invece stanno invitando a fare numerose Associazioni Venatorie, chissà perché) alla richiesta di rimborso. Se fate ciò, ecco lo specchietto per le allodole, vi impedite DA SOLI di poter chiedere, in futuro, il risarcimento danni. Chiedendo il rimborso, insomma, è come se rinunciaste a qualsiasi altra richiesta in sede giurisdizionale. Noi vi diciamo, quindi: “FERMI TUTTI”. Non se la possono cavare così semplicemente. Devono pagare ma non il semplice rimborso (che poi è meno di quello che avete realmente versato in quanto si trattengono quota parte della somma come compenso per il disbrigo della pratica) ma devono pagare tutto, più i Danni morali, materiali e biologici. Avete avuto tanta pazienza, dateci qualche altro giorno e predisporremo quanto necessario per rivolgerci alla magistratura e chiedere quanto realmente ci spetta, se poi nel loro comportamento la magistratura ravviserà anche estremi de reato tanto peggio per loro. Da oggi è bene che sappiano, determinati personaggi, che hanno un cane da guardia che gli ansima sul collo e se fino a ieri dovevano dare conto solo agli pseudo-ambientalisti oggi dovranno dare conto anche a noi.

Da oggi è bene che sappiano, determinati personaggi, che non permetteremo più che un solo centimetro del nostro territorio ci sia sottratto impunemente, anzi faremo il capello in quattro per verificare che tutte le zone che a vario titolo sono inibite alla caccia libera (vedi zone di addestramento cani, aziende faunistico-venatorie, ecc..) abbiano tutte i crismi della legalità perché, viceversa, ne chiederemo l’immediata chiusura (i galletti amburghesi possiamo comprarli anche in macelleria). Da oggi è bene che sappiano, determinati personaggi, che non accetteremo nulla di meno di quello che la legge ci consente (e fino a quando non saremo abbastanza forti da modificare il quadro normativo, sia a livello regionale che nazionale) e quindi, prediamo l’impegno, fin da subito, che pretenderemo che il Calendario Venatorio, dall’annata venatoria 2013/2014, sia promulgato NON OLTRE IL 15 GIUGNO corredato della necessaria Valutazione di Incidenza altrimenti non pagheremo anticipatamente per acquisire un prodotto a scatola chiusa e poi magari vederci appioppare un ricorso dei soliti ambientalisti il 31 di agosto. Questi alcuni punti che ci prefiggiamo ma altri sono in cantiere (per la difesa non solo della caccia ma dell’ambiente tutto) e siamo aperti a qualsiasi suggerimento o proposta ci vogliate dare. Il nucleo fondatore del Sindacato Venatorio Italiano nasce in Campania ma invitiamo tutti i gruppi nati spontaneamente su FB a contattarci perché la lotta non sia solo locale ma nazionale. La nostra utopia è quella di mettere radici dalle Alpi alla Sicilia e di scrostare una volta per tutte il barile dalle impurità che hanno fatto si che la caccia sia invisa a tanta parte dell’opinione pubblica. Noi, SIA CHIARO E LAMPANTE PER TUTTI, non facciamo e non faremo mai tessere assicurative (che ognuno, secondo coscienza decida come meglio crede) ma solo tessere associative di iscrizione al Sindacato, al riguardo è già nostra intenzione creare un sito internet dove ciascuno possa liberamente visionare le entrate e le uscite affinché si sappia quanto abbiamo in cassa e come sono stati utilizzati i soldi incamerati. Noi prendiamo solenne impegno di tenervi costantemente informati su ogni nostra iniziativa e sui risultati ottenuti ma voi ci dovete aiutare sostenendoci, iscrivendovi compatti al Sindacato e creando una rete capillare di volontariato fatta di azioni concrete e di contro informazione per rompere il muro di omertà e di disinformazione creato ad arte da chi non vuole che i cacciatori siano informati realmente di ciò che accade o dei loro diritti di cittadini-cacciatori.

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