Mentre il Consiglio Provinciale nicchia… a Frasso Telesino inizia la protesta dei cittadini

3

Pietro Di Lorenzo. Mentre il Consiglio Provinciale non decide ancora la data della convocazione per discutere del Referendum di distacco dalla Campania e l’adesione al Molisannio da Frasso Telesino parte un’ondata di protesta che travolgerà la Rocca dei Rettori. Nonostante tra poche ore il Consiglio dei Ministri decreterà la fine della Provincia di Benevento, il Consiglio Provinciale brancola ancora nel buio e nella confusione più totale. Non a caso ai precedenti alibi riguardanti l’attesa per la sentenza della Corte Costituzionale del 6 novembre, le  fantomatici intese con la Provincia di Avellino per il capoluogo, i costi da sostenere per il referendum mentre sono stati sperperati centinaia di milioni di euro per autocelebrazioni, ricorrenze varie, sagre e  spese folli, spunta dal cilindro una nuova difficoltà veicolata ad arte tra i sindaci che è quella della mancanza di un presunto Regolamento per celebrare il Referendum.  “Continueremo a spiegare alla gente – dichiara il portavoce del Comitato Antonio Verga –  che gli impedimenti o presunti tali sono come quelli posti da don Abbondio per non celebrare le nozze tra Renzo e Lucia. Se qualcuno fondava sulla resa del Comitato posso garantire che, proprio per il sussiego della Provincia o meglio dire dell’ex Provincia di Benevento stiamo raccogliendo consensi non solo nel Sannio ma in varie parti d’Italia e di ciò non possiamo che ringraziare chi ci sta dando una mano ad avere questo successo”.

Ritornando al’incontro di Frasso Telesino i lavori sono stati aperti da Luigi Bocchino che non ha mancato di sottolineare come la Provincia abbia perso una grande occasione di diventare protagonista non solo in Campania ma in Italia se avesse adottato la strada di abbandonare il “Napolicentrismo” della Campania dopo un matrimonio durato 42 anni senza aver avuto alcun benefico. Al contrario il Sannio è diventata lam pattumiera di Napoli con le discariche i Cdr e lo stoccaggio dei rifiuti. “Sernza parlare degli scippi che abbiamo avuto – ha continuato Bocchino – a partire dalla sanità, dalla razionalizzazione della rete scolastica, dal ridimensionamento dei giudizi di Pace, dallo scippo di risorse a favore dell’American Cup .” Sono poi seguiti numerosi interventi a partire dal consigliere comunale di Frasso telesino Pasquale Viscusi a ciub ha fatto seguito un accorato interventi del presidente della Comunità Montana del Taburno Libero Sarchioto che ha invocato  un  nuovo rapporto dei cittadini per dar vita ad una rivoluzione democratica in grado di stravolgere gli attuali assetti istituzionali. Sono quindi intervenuti i consiglieri Vincenzo Ciervo di Dugenta e Pietro De Lorenzo di Limatola i quali entrambi hanno sollecitato la Provincia a determinarsi nel più breve tempo. La parola è poi passata a Corredo de Lorenzo, Cosimo Nicchiniello, Vincenzo Lombardi e Luigi Ruscello che con vari sfumature si sono dichiarati stupiti di come i Consiglieri non abbiano avuto il coraggio di confrontarsi dopo oltre un anno su un argomento tanto sentito dalla popolazione, cosa che invece non è avvenuta a Piacenza che in solo due mesi ha deliberato ed ottenuto dalla cassazione la concessione di Referendum di distacco dall’Emilia per aderire alla Lombardia, fissando anche la data di celebrazione della consultazione popolare. Una’arretratezza culturale e democratica, che la dice lunga sulla situazione in cui dall’Unità d’Italia  il Sud non riesce a riprendersi e che difficilmente saprà superare con una classe dirigente non all’altezza dei tempi e della modernità.

 

Benevento, 31 ottobre 2012

3 Commenti

  1. Entro la fine dell’anno il presidente Cimitile dovrà licenziare la sua Giunta ed andare avanti con tre consiglieri delegati scelti all’interno del Consiglio. Al voto per il nuovo Consesso a novembre del prossimo anno. A regime dal 1° gennaio 2014

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.