Telese Terme. Sulla toponomastica stradale

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Pietro Quercia. Sono certo che la Commissione preposta, formata da cittadini di riconosciuta serietà, abbia o stia operando nel migliore dei modi ma, qualora non vi abbia già provveduto, mi permetto di dare, credo, utili suggerimenti al fine di rimediare alle ingiustizie ed eliminare situazioni a dir poco ridicole.

Qualcuna è stata già da me evidenziata su questo sito:

  • I venti metri di strada che da piazza Salvo D’acquisto sbocca sulla via Garibaldi intitolata a Paolo Borsellino al quale è dovuto ben altro rispetto. Nella denominazione di una strada importante, può essere accomunato a Falcone;
  • La via I. Nievo, strada privata e cieca che non ha bisogno di denominazione.

Chissà quante situazioni simili si potrebbero elencare e che mi sfuggono perché non ho più il potere di farmi, a piedi, una passeggiata per il paese. Posso suggerirne solo altre due:

  • Via Avellino. Era una trasversale che dal viale Minieri sboccava sulla via Caio Ponzio Telesino. Mi è difficile capire il criterio adottato per  sbattezzarla e poi ribattezzarla sui due terzi di quella che era la via Pascoli. Era proprio tanto importante il trasloco? Non credo sia stato fatto volutamente per creare difficoltà agli operatori dell’Ufficio Postale ed ai destinatari delle missive che le vengono recapitate dopo aver fatto il giro del paese;
  • Via San Pellegrino (foto in copertina). Un vicoletto che i due proprietari del suolo non possono chiudere perché utile ai pedoni per accedere al mercato. Assunto in proprietà dal Comune senza l’atto di cessione, cosa accadrebbe se un pedone si infortunasse a causa del fondo stradale non proprio idoneo? Credo che i privati ne pagherebbero le spese.
  • Perché poi denominare le strade a stazioni termale! San Pellegrino Terme, Salsomaggiore Terme! Hanno forse denominato una loro strada a Telese Terme? Che poi non lo meriti è un discorso a parte.

Tocco ora un argomento che mi procura un certo imbarazzo perché non vorrei essere frainteso.

La via intitolata ad Ubaldo Mainolfi mi sta bene, ne fui contento. Ubaldo era un amico, nonostante lui si poneva a sinistra del PC ed io a destra del MSI. All’epoca erano vivi gli ideali ed entrambi ci credevamo fortemente.

Era un bravo ragazzo: molto buono ed umano.

Giustifico, però, la denominazione della strada non per l’idealismo politico, ma per un episodio che mi spinse a volergli bene.

Non so in quanti ricordano un raccapricciante incidente avvenuto, circa quarant’anni fa, sulla via Roma, all’altezza dell’imbocco dell’allora via Pascoli: un bambino sul triciclo, urtato da un camion, venne travolto e la sua testolina finì tra due ruote parallele del rimorchio: Come se fosse avvenuto ieri, vedo Ubaldo in ginocchio disincastrare la testolina deforme ed accarezzargli teneramente il viso.

Ma di sicuro non è stato questo episodio ad avergli attribuito l’onore dell’intestazione di una strada,  facciamo, quindi, un po’ di giustizia: non credete che una strada meriti di essere intitolata all’avv. Giovanni Di Santo?

Approfitto ora della presenza, in Commissione, di Don Gerardo per chiedergli se è vero che Cristo non concede privilegi a nessuno: benestanti e meno.

Ricordo Miriam Gizzi, una ragazza bellissima, stroncata allo sbocciare della vita: la commozione prese tutta la popolazione. Nel transitare per quella strada lo sguardo viene attratto dalla indicazione e Miriam è sempre viva nei miei come nei pensieri di coloro che vi transitano.

Ci sono, però, altre giovani vite spezzate, chi per amore di avventura chi per incidenti stradali. Chiedo subito scusa ai familiari perché certamente mi sfuggirà qualche giovane amaramente colpito da un destino avverso.

Perché non intestare una strada al bimbo travolto dal camion? Al giovane De Vincentis annegato nel lago? A Giusy Angelone? A Valeria Pacelli? A Leucio Pacelli? A Roberto Imparato?

 Ricordiamoli questi sfortunati ragazzi!

 tro Quercia

6 Commenti

  1. Ti rispondo qui, caro Sergio, al “Termalismo” di Ezio, così il commento me lo faccio da solo. Hai visto quanto marciume in questa bella Telese? Parlo, critico, urlo, per mettere in risalto situazioni assurde e… e rido, piango, ma non si muove una foglia. Tra qualche anno (non ti preoccupare) sul viale Minieri vedrai un turbinio di foglie. Tornerà a tanti anche la voce: si accuseranno a vicenda, prometteranno… saranno tutti bravi telesini, tutti innamorati del loro paese. Poi ti chiederanno il voto.
    Ti abbraccio.
    Pietro Quercia.

  2. Lia cara, mi aspettavo un commento simile: è un ragionevole punto di vista. Ma la mia proposta tende proprio ad evitare che ci siano morti, più che raccomandati, privilegiati.
    Ti ripeterò le cose dette nel mio intervento con qualche verso di Totò:
    “… Cca dinto, ‘o vvuò capì, ca simmo eguale?
    Muorto si ‘tu e muorto so’ pur’io;
    ognuno comme a ‘n’ato è tale e quale…”.
    Pietro Quercia.

  3. Caro Pietro, quel turbinio di foglie avrà sempre effetto fino a che i nostri concittadini penseranno esclusivamente al proprio piccolo orticello senza pensare al campo comune, quello che ci permette di vivere una vita sociale dignitosa e che richiede solo onestà e giustizia sociale. Gli interessi di tutti sono anche i nostri interessi e portano progresso e prosperità a tutti. Gli interessi privati non aiutano nessuno.
    E vista la tua “vena” poetica, mi permetto di ricordare i versi di un altro grande del nostro sud al quale, al pari di Totò, non verranno mai intestate abbastanza strade per rendergli il merito dovuto: Eduardo
    “Io vulesse truvà pace,
    ma ‘na pace senza morte.
    Una, mmieze a tanta porte,
    s’arapesse pe’ trasì…”
    Ma mi sa che a Telese, per trovare pace…..

  4. Caro Pietro ringraziamo per aver ricordato il nostro Fondatore in un episodio di tristezza. L’intitolazione della strada avvenne in quanto Ubaldo fu premiato come “lo sportivo di cui siamo fieri” premio Coni indetto dal Comitato Nazionale all’interno della giornata dello sport. L’allora vicario Prof.Cannarsa decise che per Telese il premio toccava ad Ubaldo. L’allora amministrazione con sindaco l’ing. D’Occhio e l’assessore allo sport Caporaso, vollero anche loro partecipare al ricordo “sportivo” di Ubaldo, anche perché come tu hai sottolineato dall’amicizia che ti legava, non poteva essere ricordo “politico”, decisero di dedicargli una strada adiacente un complesso sportivo. Grazie per le belle parole e per i ricordi, con un sorriso “… e chi ve lo ha fatto fare di crederci

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