La differenza c’è e (non) si vede

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Matteo Di Donato. Primo giorno di scuola per (quasi) tutti gli studenti dell’I.I.S. Telesi@. Al via le prime classi del Liceo Scientifico, Classico, Linguistico e Scienze applicate; l’Indirizzo Professionale e il Liceo delle Scienze Umane, sede di Solopaca. Tanto fermento e agitazione tra i nuovi liceali; gli ultimi consigli, le ultime raccomandazioni, i sorrisi che brillano sui volti, nascondendo le paure. La Scuola Superiore segna quasi involontariamente il passaggio dall’infanzia all’adolescenza, fino alla maggiore età. È una questione di carattere, di testa, più che di statura. E così ci si ritrova, ahimé da veterani, ad accogliere gli iniziati di questa fantastica avventura, che prende bambini e licenzia uomini. I 5 anni più belli, l’età della consapevolezza, quanta nostalgia! Ma tant’è.

Al polo tecnologico di Viale Minieri sono quattro le classi che aprono i battenti. Una di Indirizzo Professionale, e tre del Liceo Scientifico di Scienze Applicate; al secondo anno dopo la riforma nelle Scuole, ratificata dal D.p.R. del 15 marzo 2010, (registrato alla Corte dei Conti nello stesso anno) ai sensi dell’art.64, comma 4, del decreto legge 112/08, in revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico dei licei, che ha portato alla formazione di sei diverse varianti: Liceo Artistico, Scientifico (con opzione Scienze Applicate), Classico, Linguistico, Musicale e delle Scienze Umane (con opzione Economico-Sociale).

Si tratta di nuovi corsi studi, tesi a ridurre la frammentazione di indirizzi sperimentali, per fondere insieme qualità e modernizzazione. Il tutto per orientare i giovani verso le loro passioni e/o inclinazioni, permettendogli di approfondire determinate conoscenze, senza sottovalutare la base classica o scientifica del loro percorso di studi. Per chiarirci, il Liceo di Scienze Applicate, è, a tutti gli effetti, un Liceo Scientifico e non una sua succursale: oltre al piano tradizionale, che prevede l’insegnamento delle materie umanistiche e scientifiche (con una naturale prevalenza di quest’ultime) ha una caratteristica in più, che porta a concretizzare i suoi insegnamenti. C’è nell’opzione, insomma, una tendenza ad approfondire e valorizzare ulteriormente anche gli aspetti applicati, pratici e pragmatici delle scienze: dall’informatica e dalla fisica fin dal primo anno, alla chimica e alle scienze della terra. Una visione a 360°, completa e focalizzata sul mondo analitico che ci circonda. Così, anche il Polo Tecnologico (da qui il nome), rappresenta un Istituto Secondario Liceale, con in più un indirizzo prettamente professionale; da non confondere con gli Istituti Tecnici, a carattere economico o tecnologico.

Questo per eliminare il pregiudizio, che ormai da troppo tempo, attanaglia i nuovi indirizzi di formazione, per fornire una visione/analisi più chiara a coloro che continuano ad inneggiare, esclusivamente, i licei classici e scientifici di base, sottovalutando gli altri orientamenti moderni, validi e competenti in egual misura. Una società che punta a modernizzarsi, deve farlo partendo soprattutto dalla Cultura. Crescere per istruire e istruire per crescere, adeguandosi prontamente alle richieste del mondo del lavoro.

Insomma, la differenza c’è, e si vede. Anche per chi non la può vedere.

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