Ricordando Don Nicola Vigliotti nel settimo

0

Ada Gagliardi. Nella chiesa Cattedrale di Cerreto Sannita S.E. Mons. Michele De Rosa ha presieduto la solenne concelebrazione nel settimo della scomparsa di Mons. Nicola Vigliotti, preside del Liceo classico “Luigi Sodo”.

La Cattedrale era gremita: tutti coloro che hanno conosciuto, amato e apprezzato don Nicola si sono stretti intorno alle sorelle e ai nipoti, ma quelli  che hanno fatto sentire la propria presenza- forte e significativa- sono stati i “Sodini” che, a centinaia, diversi per età, condizione, provenienza, hanno voluto,  come la settimana precedente, tributargli un ulteriore ultimo saluto, grati per averlo avuto maestro di vita.

Ci ha insegnato ad apprezzare e ad amare il nostro Territorio, inculcandoci  quell ‘amore  per il paese di origine che lo ha portato a scavare nei meandri della storia locale, per elevarci, poi, alle alte vette di Livio e Polibio.  Ha fatto conoscere e stimare l’arte figulina, tipica delle nostre terre, anche al di fuori dei confini nazionali.

Ha trasmesso ad intere generazioni l’amore per il sommo Poeta, è stato un grande sacerdote, l’uomo per gli altri, e , così come all’Omelia della messa esequiale, anche in quella del settimo, Mons. De Rosa ha sottolineato la dimensione dell’amore che accompagna l’uomo in tutti i momenti della sua vita. La toccante espressione tratta dagli “Esercizi spirituali al clero” di San Giuseppe Cafasso “Siamo nati per amare, viviamo per amare, morremo per amare ancor più” è stata più volte ricordata.

Nel suo discorso  S.E. mons Vescovo, commentando la lettura  tratta  da Geremia 18, 1-6, che presenta l’immagine del vasaio, il Salmo responsoriale 145 “Beato chi ha per aiuto il Dio di Giacobbe” e il passo di Matteo 13, 47-53, che parla  della ”rete” in cui finiscono sia pesci buoni che cattivi, ha offerto  una circostanziata disamina del “Regno”. Tutti i teologi concordano nel ritenere che la predicazione del Regno  è il cuore del messaggio salvifico: è la comunità nuova contrassegnata dallo spirito dell’amore; in forza di ciò  tutti ne dobbiamo far parte e ognuno è chiamato a costruirlo con un nuovo stile di vita. La nostra vita di Cristiani, pertanto,  si deve modellare sull’esempio  dell’ amore oblativo  e del  sacrificio ; se, infatti,  guardiamo all’esistenza di Gesù, ci rendiamo conto che è nato ed è morto povero , proprio per evidenziare la cifra  della povertà, che non è indigenza, ma uno stile di vita, una dimensione temporale e metatemporale. Il “Regno” può  avere tre connotazioni, ha proseguito il Vescovo,  :  un insieme di persone, un nuovo stile di vita improntato alla carità e all’amore intesi come lotta all’egoismo, Gesù stesso che è al centro dell’azione della salvezza. Don Nicola, ha concluso il Presule,   questo messaggio lo ha recepito, vissuto e testimoniato.

A noi piace pensare che “non omnis moriar” e perciò  siamo tutti  cristianamente convinti che il nostro amato Preside, oltre a continuare a vivere nella dimensione metatemporale dei cieli, lo farà  perché le sue idee, le testimonianze, gli insegnamenti  incisi a lettere di fuoco nelle menti e nei cuori di quanti lo hanno conosciuto ed amato, continueranno a  camminare con le gambe di coloro che vorranno portare ancora in alto il suo nome e quello della “sua” scuola, il liceo “Luigi Sodo”.

 

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.