Terme di Telese: mortificate e agonizzanti

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 Pietro Quercia. Non so se è stato il Sindaco di Telese Terme a raccontarmi baggianate oppure sia stato il Sindaco e Presidente del Consorzio Idrotermale ad essere stato preso in giro dall’ Impresa Minieri  e, di conseguenza, costretto a dirmi sciocchezze.

Immediatamente dopo l’incontro avuto  sul Comune Lo ringraziai per la gentilezza usatami. Ne rimasi colpito:  non aveva nessun dovere di dare, ad un semplice cittadino, tante spiegazioni.

Ho creduto davvero di trovare, quest’anno, il Parco termale in situazioni accettabili, non mi sono illuso di stendermi su di un verde tappeto d’erba circondato da aiuole fiorite, ma non pensavo neppure di trovare lo stesso abbandono, in taluni casi in situazioni peggiori rispetto allo scorso anno. Non mi riferisco al corso che conduce al Cerro, alimentato per la maggior parte dalla sorgente Santa Lucia, ora deviata a causa dei lavori in corso; non mi riferisco alla parziale scomparsa delle acque pur  augurandomi che ciò sia dovuto soltanto alle condizioni atmosferiche, ma mi riferisco alla totale mancanza di pulizia, di manutenzione.

Cosa costa, approfittando della mancanza d’ acqua, pulire il fondo del corso! Cosa costa tenere puliti i viali che conducono al Cerro! Cosa costa pulire il piccolo spazio antistante alla sorgente del Cerro! Costa l’assunzione di qualche lavoratore in più.

E le aiuole? Solo sterpaglia secca e terreno a zolle, neanche rassodato.

Non Le sembra, Sig. Sindaco, che soltanto ciò sia sufficiente per dichiarare l’Impresa Minieri inadempiente agli obblighi del  contratto?

Le dissi, il giorno dell’incontro, che avrei scattato le foto per compararle con quelle scattate lo scorso anno, credevo di pubblicarle per dimostrare che le critiche valgono quando sono rivolte al raggiungimento di un buon fine: ho, ancora una volta, sbagliato. Ho scattato tante foto, ma per farne altro uso.

Voi, cittadini di Telese e di San Salvatore avete occhi per vedere e orecchie per raccogliere le critiche dei pochissimi frequentatori delle Terme pubbliche. A me sono state riportate le critiche feroci di una signora di Milano con parenti in contrada Sant’Aniello, critiche sulla piscina Goccioloni,  sui servizi offerti all’utenza rispetto al costo del biglietto e sullo schifo del Parco in generale.

Io aggiungo i sorrisetti ironici riservatimi da un gruppo di bagnanti venuti col pullman nel vedermi scattare le foto: “fotografate le bellezze delle Terme?” ed io ho tirato dritto perché ho provato vergogna, come se pure io fossi colpevole.

Ho poi sperato di trovare la piscina olimpica recintata ed estromessa dal parco termale, perché aperta a tutti com’è fa da cornice di legno marcio allo schifo fotografato un po’ dappertutto.

L’aveva promesso caro Sindaco!

Ma la spiegazione a tanto abbandono c’è, è sotto gli occhi di tutti eppure, se qualcuno ne  parla, sfiora soltanto il problema ma non va fino in fondo.

Con incontestabile certezza posso asserire ciò che ho già detto su vivitelese: le Terme pubbliche non interessano più all’Impresa Minieri perché si è costruita le Terme private, con piscina per idromassaggi e tutte le cure praticate nello Stabilimento pubblico.

Ma è una storia lunga che merita di essere scritta, documentata  e discussa in altre sedi.

Il Presidente della Federterme dica ai cittadini a che posto vengono collocate le Terme di Telese tra i 166 stabilimenti termali in Italia! Certamente prima di Triflisco. solo perché, tra le terme in Campania, Triflisco non viene menzionato, ma non per lo sviluppo alberghiero e di ristorazione creato intorno ad esse: su questo ci darebbero lezioni. Colgo l’occasione per esprimere la mia solidarietà ai commercianti venuti a Telese ad investire il loro capitale: non è soltanto colpa della recessione.

 Mi corregga Signor Presidente se sbaglio: è vero che una volta, con i  Signori Minieri, le Terme di Telese erano seconde soltanto alle Terme di San Pellegrino e di Salsomaggiore?

E dica: le Terme pubbliche sono un’ appendice delle  Terme private o viceversa?

Ma, e mi ripeto, il declino è nell’ordine naturale delle cose, perché non si può mettere il privato in concorrenza con il pubblico.

Se sbaglio ancora, che qualcuno di Voi Signori dia (non a me  ma ai cittadini) spiegazioni sul Vostro operato.Se lasciate morire le Terme seppellite anche i sogni di sviluppo economico e sociale di una intera Valle.

Pietro Quercia

Nella foto di copertina il progetto gemello della Piscina olimpica di Telese Terme. Come dovrebbe essere.

4 Commenti

  1. Caro Pietro, anche questo è un “regalino” lasciatoci in eredità dalle passate amministrazioni.
    Ti voglio anche spiegare una cosa: per alcuni amministratori (non pubblici per fortuna) la parola “investimento” è una bestemmia, quelli capiscono solo la parola “costi” con l’aggiunta “da evitare”.
    Non dico altro e ti saluto accomunandomi all’ammirazione per la disponibilità dell’attuale Sindaco. Sono certo che sta già pensando a cosa fare per ripristinare le “passate glorie” delle Terme di Telese.

  2. Tu sei napoletano verace e conosci la bellissima canzone nella quale traspare tutta la filosofia napoletana, anche nelle condizioni di un dopoguerra. “Tarantella facennoce ‘e cunte, nun vale cchiù a niente ‘o passato a penzà,…
    …chi ha avuto, ha avuto, ha avuto
    chi ha dato, ha dato, ha dato
    scurdammoce ‘o ppassato…
    Al Sindaco, invece, da quando l’ho conosciuto, posso dirti che mi sono paternamente affezionato, perché lo ritengo un “bravo ragazzo” e penso anche -non ho mai voluto che mi crescessero i peli sulla lingua- che sia frenato da qualcuno della sua stessa cordata sulla questione Terme.
    Se io avessi avuto la documentazione del Comune e del Consorzio Idrotermale a disposizione, sarei andato, come primo atto, a rendermi conto del perché ed a chi attribuire la colpa della cancellazione dell’art. 8 del Disciplinare che andava dal 1.1.1954 al 31.12.1982.
    E’ utile trascriverlo interamente:
    Art. 8 – Corrispettivi della Ditta esercente.Divieto di sfruttamento di altre acque in concorrenza con quelle di Telese.
    “La Ditta esercente, per il periodo di validità del presente contratto, non dovrà avcere, personalmente o per interposta persona, alcuna concessione per sfruttamento di acque uguali o analoghe a quelle di Telese, nell’ambito del territorio della Provincia di Benevento. La Ditta stessa non può esercitare lo sfruttamento o la utilizzazione o la vendita di acque in concorrenza con quelle di Telese, in quanto ad esse uguali o analoghe per le qualità terapeutiche
    Tale divieto ha ugualmente valore per il periodo di validità del presente contratto.
    In caso di inosservanza della presente clausola, l’ Amministrazione appaltantre ha il diritto di dichiarare decaduta la Ditta dall’appalto, di incamerare lacauzione, di procedere al riappalto in danno o alla Gestione in economia in danno della Ditta, e al risarcimento dei danni”.
    Le Terme, in un futuro alquanto prossimo, dovranno essere svendute perché un valore assume un bene la cui Impresa opera in regime di monopolio e ben altro se costretta ad operare in concorrenza.
    Non mi dilungo, altrimenti scrivo un altro articolo.
    Ti abbraccio. Pietro Quercia.

  3. Caro Pietro, a Napoli c’è un’altro detto: “‘o napulitano se fa sicco sicco ma nun more”. Spero che possa valere anche per i telesini e che non si arrendano mai alle “indecenze” politico-imprenditoriali passate e presenti, perché non diventino anche “FUTURE”.
    I mancati commenti di “chi di dovere” al tuo intervento sull’articolo “8” parlano da soli.
    Su una cosa non concordo, per me oligopolio e monopolio sono la stessa cosa in ambito privato (non dimenticare i famosi “cartelli”, si comincia a farsi concorrenza poi…ci si mette d’accordo e chi paga? Pantalone!); l’acqua, specie quella termale, è una risorsa troppo preziosa e deve essere controllata dal “pubblico” non dal “privato”.

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