Telese: restauro e valorizzazione Torre Longobarda. Lunedì Incontro-dibattito

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Antonio Giaquinto. Comunicato stampa n.53/2012- Oggetto: Restauro e valorizzazione Torre Longobarda. Incontro-dibattito di lunedì 18 giugno – Lunedì 18 giugno 2012 alle ore 18.00 presso la sala convegni dell’Istituto di Istruzione Superiore Telesi@ in viale Minieri, 9 (lato stazione), l’Amministrazione Comunale ha programmato un incontro pubblico sul tema: “Per scoprire un tesoro è sufficiente un particolare”.

Nell’occasione sarà presentato il progetto del restauro della “torre longobarda” e del giardino archeologico circostante, situato nella zona “Episcopio” di Telese Terme.

I lavori di cui sopra prenderanno avvio non appena saranno ultimate le procedure di gara, già in itinere.

E’ sembrato opportuno dare risalto al progetto da realizzare, soprattutto al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica su tematiche quali l’arte, la cultura, la storia del territorio che possono rappresentare dei punti di forza per la crescita socio-economica di una comunità.

Il dibattito sarà coordinato dall’Assessore ai Lavori Pubblici Giovanni Liverini.

All’incontro pubblico sarà presente, con un suo intervento, il Sindaco Pasquale Carofano.

La relazione progettuale sarà illustrata dall’arch. Vincenzo Vallone.

Sul tema, inoltre, ci sarà il contributo qualificatissimo del Sen. Prof. Antonio Conte e dell’avv. Fulvio Di Mezza.

Si invita tutta la cittadinanza a partecipare

33 Commenti

  1. La torre di cui trattasi non è Longobarda e da una piccola ricerca (semplicemente Wikipedia) risulta infatti:
    Tra i resti della Telesia medievale è da menzionare la massiccia Torre Campanaria, a base rettangolare in località Vescovado (via Roma). Essa è quanto rimane della Cattedrale della SS. Croce, edificata in epoca normanna (X secolo) e ricostruita successivamente assumendo il nome di S. Maria della Trinità.

    La torre è costruita con materiali provenienti dalla Telesia romana, ed è decorata con motivi in laterizio e opus reticulatum.

    COMINCIAMO BENE!!!

    Lia Buono

    • Ottima considerazione…aggiungerei che anche gli storici moderni potrebbero sbagliare nell’attribuzione normanna della torre. Se si confrontano i manufatti di epoca certamente normanna non restaurati come la rocca di S. Salvatore o l’abbazia di S. Maria della grotta sul Taburno, si può facilmente verificare che non sono strutturalmente compatibili. Inoltre, in mille anni, solo il terremoto del XIV secolo devastò Telese, sprofondò la superfice che ha creato il lago e le doline di monte Pugliano. E’ piuttosto inverosimile che potesse rimanere integra una torre di nove metri. I recenti studi su Jacobelli, hanno inoltre stabilito che in quella zona operò una notevole riqualificazione urbana. Ricostruì la chiesa di Santo Stefano, il mulino ed è molto probabile che abbia potuto ricostruire la torre in epoca borbonica. Ovviamente, uno studio serio potrebbe fornire una visione scientifica più aderente alla realtà storica. Sarà interessante il convegno della prossima settimana a cui non potrò assistere ma spero che saranno pubblicati i contenuti. Flaviano Di Santo

  2. Lo sanno anche le pietre che non bisogna fidarsi del tutto delle enciclopedie aperte che il web ci offre. Per questo continuano ad esserci gli storici, i cultori delle arti, gli appassionati che con lo studio e la ricerca spostano in avanti le frontiere della conoscenza collettiva.
    Nella fattispecie, infatti, e basta leggere le relazioni progettuali, la torre di cui trattasi fu conclusa in epoca normanna ma molto probabilmente iniziata in epoca longobarda. In ogni caso, definire la torre campanaria “longobarda” non è meno legittimo che definirla “normanna”.
    Mi spiace molto deludere chi, invece di apprezzare una cosa positiva, pensa erroneamente di utilizzarla per muovere critiche sterili, basate poi su un luogo comune veicolato da Wikipedia. Ma lo dovevo all’amore che ho per il principio di verità, la cultura e l’intelligenza.

  3. Ad onor del vero, devo rettificare il precedente intervento storico.Non essendo presente in maniera costante nel territorio, e non essendo una cultrice della materia, ho chiesto a persona informata sui fatti e precisamente all’ing.Pino D’Occhio il quale riferiva alla sottoscritta che la genesi della torre campanaria è effettivamente di epoca Longobarda ,ma che i finanziamebnti per la ristrutturazione li ha fatti avere lui quattro anni fa. Lia Buono

      • e non solo. Qualcuno mi sa dire perché pur essendoci, quattro anni fa, i finanziamenti, il sindaco e l’assessore ai lavori pubblici, il lavoro non è stato fatto? Almeno la giunta di oggi si è mossa ed ha deciso di utilizzare quello che ha….

  4. Tralasciando la deriva dei….meriti politici…concordo in pieno con il post dell’amico Flavio che da anni è un appassionato della materia e ha conoscenza di documenti interessanti scovati in varie biblioteche. Di sicuro saranno resi noti i contenuti del convegno sul tema.
    Ps. Wikipedia non è la Bibbia!

  5. A volte mi propongo di star zitto per non entrate in polemica con nessuno. Il più delle volte non ci riesco e mi sento quasi costretto a dire la mia.
    Quanto possa interessare se la Torre Campanaria sia di origine medioevale, normanna o longobarda non lo so (vi assicuro che saprò dirvelo con sicurezza dopo aver consultato i tanti libri di studiosi in mio possesso); non so neanche quanto possa interessare che il merito dei finanziamenti sia dell’ing. D’Occhio.
    So soltanto, ed è ciò che mi interessa, che i costi, ORA,
    siano tutti lì, non gravati da “pizzi”.
    Pietro Quercia.

    • ma è mai possibile che a nessuno interessi invece quel che davvero conta? I lavori si faranno e questo è quel che conta realmente. Se ci sono ancora i soldi di 4 anni fa, chi li ha procurati, l’origine della torre…ma per favore!

  6. Ho seguito con grande interesse i commenti sul restauro e sulla valorizzazione della Torre Longobarda e/o Normanna. Per fortuna la nostra comunità è “pensante” e “attiva”. Mi rallegro quindi della vivacità che traspare dagli scritti sulla grande piazza virtuale di ViviTelese. Purtroppo ho dovuto leggere anche dequalificanti attribuzioni di meriti politici. Spero, in futuro, di trovarne sempre meno di queste pessime citazioni. E’ come se un genitore si attribuisse i meriti di far mangiare i propri figli. Fare lavori pubblici per migliorare il patrimonio storico culturale anche allo scopo di attirare interessi turistici rappresenta l’assoluta NORMALITA’ e non qualcosa di cui vantarsi. Mi preme anche rafforzare l’idea, già evidenziata, che le notizie vanno verificate su più fonti! Le chiacchiere di paese e le bufale proliferano dove c’è maggiore ignoranza e incapacità di fare ricerche a 360 gradi. Mi permetto infine, con simpatia, di bacchettare l’amico Flaviano di Santo per queste sue parole:
    “…Inoltre, in mille anni, solo il terremoto del XIV secolo devastò Telese, sprofondò la superfice che ha creato il lago e le doline di monte Pugliano…”. Le doline ed il lago sono un fenomeno carsico e non sono state originate da un evento come il terremoto. La loro formazione è stata lenta nel corso dei secoli. Però, non essendo un geologo non vorrei fare io stesso la figura del saccente che non conosce a fondo il problema e chiedo quindi una conferma ad un esperto che possa chiarire la questione.

    • Gentile Signor Forgione, mi associo alla Sua garbata reprimenda e la rassicuro sull’origine delle doline, sono realmente un fenomeno carsico, dovuto alla lenta erosione causata dalle acque solforose sorgenti dal monte Pugliano. Ma il punto, gentile amico è un’altro: discutere del “sesso degli angeli” serve a ben poco, ci si dovrebbe domandare perché il magnifico parco delle doline di Telese è conosciuto solo da pochi Telesini. Gli amministratori di altre località (non in Campania, però) fanno tesoro, valorizzano e sfruttano, risorse turistiche anche inferiori a quelle di Telese Terme. Quindi, se non siamo geologi, non avventuriamoci in disquisizioni o polemiche sull’origine delle doline e spingiamo con tutta la forza che abbiamo sui nostri amministratori perché continuino il loro lavoro di valorizzazione iniziato con la torre campanaria dell’episcopio.

    • In merito alle osservazioni riportate da Giovanni Forgione e Giancarlo Simone sulle origine delle doline di monte Pugliano e del lago di Telese, cito quanto riportato dagli scritti di Luigi Riccardi, stampato da Ezio Esposito in ‘Telese tra storia e cronache’ (pagg.97…106).
      E’ documentato un grave evento sismico la sera del gennaio del 1349 a cui seguirono scosse di minore intensità quasi ogni mese fino al 9 settembre in cui si verifica un ulteriore evento così descritto da S. Antonino ‘in hora mediae fuit terremotus tam magnus, et tam ingentissime potentiae, quod nemo recordatur simile a tempore Creationis’…ed ancora si riporta che … nulla , assolutamente nulla restò di Telese, meno che la cattedrale, l’episcopio ed il campanile. Si aggiunge però che il canonico Giacomo da Cerreto, appena nominato vescovo cercò di riattare alla meglio la cattedrale ed il campanile, con coperture e ricostruzioni interne, le quali ebbero quindi, certamente delle lesioni importanti.
      Si riporta che Telese era abitata da 7000 abitanti e che sprofondarono interi quartieri per oltre tre metri.
      Da questi dati documentati, viene spontaneo chiedersi se in un contesto geologico di erosione carsica sotterranea, l’origine dello sprofondamento di superfici terrestri che hanno creato le doline ed il lago, non possa essersi scatenato proprio dagli eventi sismici citati, esattamente come viene documentato lo sprofondamento di quartieri urbani sulla sponda destra del Grassano ad opera degli eventi sismici.
      E’ un ragionamento logico-deduttivo, una ipotesi la mia, che può essere smontata solo da dati documentali certi che proverebbero il contrario e non dalla semplice valutazione del fenomeno carsico tutt’ora in corso.
      Ma a proposito di ‘bacchettate amichevoli’ agli esimi professori dell’Istituto Telesia voglio lanciare una provocazione che rimane nel contesto della storia dell’arte locale da cui è partita la discussione, di cui ne apprezzo la larga attenzione sul sito e di cui l’Istituto in cui operano dovrebbe essere il faro illuminante della materia.
      L’Istituto Telesia è rappresentato nel logo da uno scorcio delle terme Iacobelli. Ora mi chiedo: che c’azzecca con Telesia? Qualche anno sottoposi la mia perplessità alla preside Di Sorbo, dicendole che era come voler rappresentare Roma con le fontane di Tivoli e dalla conversazione scaturì che non era nemmeno a conoscenza di Telesia e che nel logo bastava un elemento architettonico antico…bhe, perchè chiamarlo Telesia allora, si chiederebbe anche Caio Ponzio a cui almeno nella strada in cui risiede l’Istituto, viene ricordato..a presto

  7. Grazie infinite signor Paliotti per questo Suo commento di grande saggezza. Sono pienamente concorde con Lei. Per migliorare la vivibilità della nostra cittadina e l’interesse per i visitatori la squadra è unica e senza fazioni. Il continuare a creare polemiche e difese “di parte” può solo nuocere a Telese Terme e al suo tanto atteso sviluppo turistico economico e commerciale.

  8. “Fare lavori pubblici per migliorare il patrimonio storico culturale anche allo scopo di attirare interessi turistici rappresenta l’assoluta NORMALITA’ e non qualcosa di cui vantarsi”. Sono pienamente daccordo, ma io ho riportato, previa esplicita richiesta ed autorizzazione, quanto altri mi avevano riferito e in un contesto nel quale si stavano millantando altrui crediti punto e basta. Niente da aggiungere Giovanni davvero, era solo una mia ricerca, per mia deformazione di natura e di mestiere, mi piace la verità e la verità è questa! Ciao Lia Buono

  9. Al di là delle diverse posizioni “politiche” che normalmente emergono in un qualunque dibattito locale, desidero esprimere i complimenti alla Amministrazione Comunale ed all’intera Comunità Telesina per l’interessantissimo dibattito storico-culturale che si è aperto intorno al progetto di restauro della Torre Longobarda. Colgo l’occasione per “rassicurare”, in qualità di geologo, l’amico e collega Giovanni Forgione circa l’origine carsica delle doline di Monte Pugliano e dell’origine tettonocarsica del lago di Telese. Evidentemente il sisma, a cui si fa riferimento in un altro commento, può aver avuto una qualche influenza sull’origine delle sorgenti solfuree, ma sicuramente è da escludere una qualunque coinvolgimento del fenomeno sismico con i citati fenomeni morfologici. Con stima, Giancarlo Simone

  10. Caro Flaviano,
    è molto interessante la ricerca che ci hai regalato. Oltre la lettura degli scritti di Luigi Riccardi ti sei spinto in una complicata e a mio avviso azzardata deduzione geologica: “il terremoto protrebbe essere stato all’origine dello sprofondamento di superfici terrestri che hanno creato le doline ed il lago”. Questo stesso concetto lo avevi espresso qualche giorno fa e l’esperto geologo ti aveva già smentito escludendo un qualunque coinvolgimento del terremoto con la formazione (carsica) delle doline e del lago. Ora riparti alla carica per giustificare una tua frase nata male. L’illustre Luigi Riccardi è vissuto un secolo fa e onore al merito per averci dato la possibilità di leggere le narrazioni di S.Antonino riferite al 1349. A quei tempi le conoscenze scientifiche e geologiche non erano al livello di quelle odierne e quanto descritto va letto con la dovuta cautela. A pag.98 del libro che tu stesso hai citato si narra dello sprofondamento della terra che crea un lago a Boiano. E’ lo stesso Riccardi che afferma di non avere mai conosciuto di un lago di Boiano e quindi con logica-deduttiva afferma che le narrazioni erano riferite a Telese. Con tutta la convinzione che le antiche scritture abbiano un valore inestimabile, affermo altresì che la scienza e la tecnologia odierna possano cancellare molte credenze basate sulla leggenda. Con tutta la simpatia che nutro nei tuoi riguardi, non me la sento di proseguire in un confronto che scientificamente non mi compete. A pieno titolo mi compete invece la provocazione che tu lanci all’Istituto Telesi@. Ho creato il logo in collaborazione con il Dirigente Scolastico Di Sorbo. Qualsiasi immagine coordinata ha il compito di comunicare in modo rapido ed efficace; questo vale per sia per le aziende sia per qualsiasi associazione o prodotto di consumo. Il nome Telesi@ ha preso certamente origine dalla storica città sannita ma riguarda anche una Telesia più vasta corrispondente all’attuale valle telesina. L’unione dei comuni è, ahimè, ancora lontana ma il nostro Istituto è la palestra della mente di tutti i giovani della stessa vasta area telesina. Quindi, la tua reiterata provocazione tesa a limitare l’intestazione del nostro Istituto alla piccola zona dell’antica città sannita è errata. In questa visione più ampia che spero di averti descritto in modo chiaro, qualsiasi elemento grafico-pittorico-storico che rientra nella valle telesina risulta adatto a rappresentare il marchio della nostra scuola. La mia scelta è caduta sulle mura delle terme Jacobelli perché graficamente esprimono con immediatezza la forza della cultura allo stesso modo di un colonnato di una università. Oltre alle mura avrai notato il legame stretto, fortemente voluto dalla preside Di Sorbo, tra antico e moderno, tra passato e presente, tra libri e computer. In definitiva il logo è come un opera d’arte. L’artista crea e l’opera rimane nella storia tra i fischi e gli applausi: “There is only one thing in the world worse than being talked about, and that is not being talked about”- Oscar Wilde. Caro Flaviano, ti ringrazio con sincerità di aver parlato del “mio” logo.

    • Commento del Dirigente Scolastico Domenica Di Sorbo:
      Mi associo al professore Giancarlo Simone nei complimenti all’Amministrazione comunale per il progetto di restauro della Torre. Al signor Flaviano ribadisco, ufficialmente, che non ha compreso la motivazione del nome Telesi@ al nostro/vostro istituto superiore, in quanto con questo nome si vuole ‘comprendere’ all’interno dell’istituto tutto il bacino di utenza dell’istituto stesso (come le ha già spiegato il prof. Forgione nel precedente commento), cercando di conservare l’antichità della Telesia e mettere in risalto la modernità della scuola attuale e da qui l’@ finale…. senza assolutamente voler stravolgere nulla della storia dell’arte che sicuramente il signor Flaviano conosce meglio di me. Questa polemica della Torre, la polemica del nome di una Scuola e tutte le polemiche che leggo spesso mi sembrano solo chiacchiere inutili che servono solo a far ‘sorridere’ le persone che non sono telesine o della valle e che ci leggono da fuori…..invece sarebbe così bello guardare tutti nella stessa direzione, nella sola direzione del miglioramento e della rivalutazione delle tante bellissime realtà che la valle Telesina possiede!

      • ..sarebbe così bello guardare nella stessa direzione…è una frase che condivido pienamente solo che talvolta capita di constatare che il verso in cui proseguire venga scelto con la presunzione di essere sempre nel giusto abusando del sapiente uso della parola a scapito del buon senso.
        Alla preside Di Sorbo, alla quale va la mia stima per la sua fervente energia e indubbie capacità didattiche, ribadisco che guardare nella direzione della conoscenza erano le proposte che gli rivolsi per lo studio della Platea AGP in cui la documentazione delle mappe catastali estese a tutto il comprensorio di valle telesina ed annessi riferimenti notarili, fornirebbero un faro illuminante alla conoscenza collettiva…riformulo pubblicamente la proposta, con l’augurio che le nostre visioni si affianchino.

    • Caro Giovanni, vorrei cercare di rimanere nel solco del mio intervento ribadendo che numerosissimi eventi sismici (1456, 1688 e 1811) hanno certamente causato lesioni alla torre degenerandone l’originale architettura. La conservazione degli stilemi originali è fondamentale per un’attribuzione secca di tipo longobardo, sarebbe quindi più consono dire di origine longobarde. Sulla citazione che mi contesti, se è dimostrabile che gli eventi sismici del 1349, definiti da più fonti catastrofici, non hanno avuto alcuna influenza sulla geomorfologia locale, sarebbe stato molto interessante fornire degli elementi documentali. Per il logo, rispetto ovviamente le vostre scelte, io ho espresso il mio parere; ci avrei visto le mura di Telesia, certamente più famose, conosciute e studiate di un contesto architettonico concettualmente estraneo o…perchè no? ..una torre (di origine) longobarda!

  11. Gentili Amici, perché prendere per affronto personale il voler precisare un fatto certo a correzione di una errata convinzione? C’è sempre da imparare dagli altri e si dovrebbe essere grati a chi ci corregge con cognizione di causa. Siamo realisti: le polemiche non servono in una comunità come la nostra, specie quelle sterili come quella fatta nei confronti del logo dell’Istituto Telesi@, senza cercare di capire le intenzioni dell’autore.
    Il Signor Flaviano è certamente uomo di grande cultura e mi piacerebbe imparare da lui tante cose, non certo la polemica però.
    Io credo che il lavoro di Giovanni Forgione sia prezioso e molto difficile e dovremmo, in qualche modo, aiutarlo nella sua opera di “unificazione” se non altro culturale ma certamente anche sociale, delle genti telesine. Le critiche “inutili” o “sterili” non lo fanno. Diamogli fatti certi e, soprattutto, il nostro appoggio.

  12. Signor Paliotti, Le sono immensamente grato per il Suo apporto positivo alle discussioni nella nostra grande piazza virtuale di ViviTelese. Con pochi concetti riesce non solo a sintetizzare in modo esemplare stati d’animo e posizioni ma anche ad usare forme espressive che invitano alla collaborazione e ad abbandonare armi virtuali offensive e difensive. Non so se Oscar Wilde o qualcun altro l’abbia già detto ma Le dedico questa frase appena partorita: “La migliore forma di cultura è la saggezza”

  13. Gentili amici di vivitelese, caro Giovanni,
    sono rammaricato che una semplice puntualizzazione di un fenomeno scientifico (tra l’altro invocata in un precedente intervento) abbia innescato una polemica che certamente non era nelle mie intenzioni, così come non intendevo minimamente elargire “bacchettate amichevoli”. Tuttavia senza ulteriormente entrare nei dettagli della questione, ma semplicemente perché chiamato in causa, mi preme precisare che alla base del metodo scientifico galileiano le “ipotesi non vanno smontate” ma vanno dimostrate: una qualunque ipotesi logico-deduttiva non può essere “smontata” ma va dimostrata per assurgere a rango di tesi. Nel riformulare le mie congratulazioni alla Amministrazione Comunale Telesina per la sensibilità mostrata sul tema e per la ineccepibile organizzazione del convegno, chiudo i miei interventi sulla questione tornando ad occuparmi di altro, perché di una cosa sono fermamente convinto: ognuno deve fare il proprio lavoro per dare il meglio nella società ed io non sono né giornalista tanto meno opinionista. Con affetto Giancarlo Simone

    • Luigi Bignami è un geologo e giornalista scientifico e in questo filmato chiarisce con parole semplici, comprensibili a chiunque, l’origine delle doline. Suggerirei al prof.Simone di prestare particolare attenzione ai punti 2,58 e 5,29 in cui l’esperto parla chiaramente di terremoto come una possibile causa scatenante del fenomeno. E con questo direi che è davvero tutto.
      http://www.youtube.com/watch?v=tDWwYhcFUkg

  14. Caro Flaviano, La simpatia che nutro nei tuoi confronti si è leggermente incrinata ma sono convinto che sia un fenomeno temporaneo. Nella civile piazza virtuale di ViviTelese sei spesso ad animare discussioni e di questo te ne sono grato. Non condivido molto la forma che usi nell’esprimerti; è come se ce l’avessi con qualcuno o come se dovessi vendicarti di qualcosa; ciò traspare dal modo in cui denigri senza mezzi termini il lavoro degli altri. Nel commento che hai appena scritto, ad esempio, hai assunto un atteggiamento poco corretto per dimostrare che la tua tesi di geologo dilettante avrebbe una validità superiore alle testimonianze dei geologi professionisti. Ci hai provato anche con me che sono un esperto di grafica a tentare di “smontare” il logo che ho creato per l’Istituto Telesi@. Per la realizzazione del logo ti ho già spiegato, con garbo, la necessità di dare una immagine forte di cultura storica e ancora in piedi (mura Jacobelli) e, nonostante ciò hai insistito nella tua tesi che al posto delle mura Jacobelli andavano meglio le rovine dell’antica Telesia. Ti ribadisco, con la necessaria pazienza che un insegnante ha per formazione professionale che, proprio perché crollate le mura dell’antica Telesi@ danno una pessima immagine in un logo e sono totalmente inadatte. Inoltre, repetita juvant, per chi come te fa finta di non capire, il significato della parola Telesi@ è: “Valle Telesina” e non Telesia antica città sannita. Per tornare alle doline, mi scuso subito con l’ordine dei Geologi se mi permetto di fare affermazioni soltanto dopo dettagliate ricerche web e senza avere alcun titolo per parlare di doline; tuttavia a ViviTelese mi sento a casa mia e se leggo frasi che non mi piacciono sono tentato ad intervenire (Paliotti docet). E’ scorretto da parte tua creare confusione tra le voragini da crollo e le doline di Montepugliano. A questo link: http://www.altopianocariadeghe.it/content/view/full/905 si illustra in modo semplice che le doline a imbuto (come quelle telesine) si originano per dissoluzione con una lenta erosione della roccia; mentre le doline da crollo sono dovute a collasso improvviso, come ha spiegato Bignami nel video da te proposto. Il video testimonianza che ci hai proposto parla esclusivamente di doline da crollo che appaiono come voragini con pareti ripide e verticali e non hanno nulla a che fare con le doline a imbuto come quelle telesine. Il bel video di Bignami parla esclusivamente dei sinkhole e cioè dei buchi sprofondati e delle voragini. Riassumendo: le doline di Montepugliano con forma a imbuto non hanno nulla a che vedere con fenomeni di sprofondamento improvviso da cui originano le voragini (sinkhole) con forma circolare. Flaviano, ti è mai capitato nella vita di dovere affermare almeno una volta: “questa volta ho sbagliato”? Ti assicuro che a me capita molto spesso. Il calore e l’affetto degli amici che ti circondano diventa sempre più grande quando con sincerità si ammette di avere sbagliato. La testardaggine non paga. Per farti un esempio ammetto pubblicamente che non conoscevo la possibilità che i due fenomeni che originano le doline (dissolutivo e da crollo) potessero in qualche caso coesistere. Mi hai dato la voglia di approfondire, e per per questo ti ringrazio, fino a trovare delle ipotesi simili alla tua iniziale affermazione: “il terremoto del XIV secolo devastò Telese, sprofondò la superfice che ha creato il lago e le doline di monte Pugliano”. Ad essere precisi questa tua frase afferma in modo deciso che le doline telesine hanno avuto origine esclusiva dal terremoto del 1349. Nella mia ricerca sul web ho trovato ipotesi avanzate da geologi che le stesse doline telesine, da tutte le fonti riconosciute come doline da lenta dissoluzione, possano aver avuto un minimo incremento in termini di crollo durante il terremoto che ha originato le fonti solfuree. Come vedi ti regalo io stesso mezzo punto di vantaggio anche se la tua ipotesi (doline originate dal terremoto) è nettamente errata, così come era errata la tua lettura del logo e della parola Telesi@.

    • Caro Giovanni, mi spiace deluderti ma non ce l’ho proprio con nessuno. Ammetto che mi irrito leggermente quando interagisco con persone a cui, per dirla come i miei colleghi napoletani, piace è sfottere e non essere sfottuti.
      Ribadisco inoltre che l’unico campo in cui reputo di avere una certa competenza è l’ingegneria elettroacustica, la storia locale è semplicemente una passione amatoriale, come tante altre e non confondo il confronto alla polemica, che è altra cosa.
      Proprio per questa mia passione, avevo potuto verificare due cose. La prima è che non esiste documentazione dell’esistenza del lago e doline anteriormente al XIV secolo.
      La seconda è che dopo aver fatto alcune escursioni per ammirare la bellezza delle doline e scoperto alcune curiosità da antiche mappe catastali del lago, avevo chiesto ad una mia amica, la dott.ssa Maria Toscano, storica dell’arte, archivista professionista ed autrice di numerose ricerche inerenti alla storia mineralogica della Campania, di aiutarmi in un parere da parte di un geologo dell’istituto di geofisica della Campania su quanto espresso da tutte le fonti storiche locali, che attribuiscono la tesi tanto discussa. Da una veloce chiacchierata telefonica mi fu detto che non si può escludere che un terremoto possa essere l’inizio del crollo e ciò, non vuol dire che la natura dell’erosione carsica rimanga alla base del fenomeno. Mi fu consigliato di approfondire in alcuni documenti di epoca medioevale ma riconosco di non avere le capacità di andare oltre a qualche banale traduzione dal latino, figuriamoci il gotico. In una visuale storica dell’arte moderna, la possibilità scientifica e le fonti documentali sono due elementi che rendono non certa ma verosimile una ipotesi. Esattamente ciò che mi sono permesso di dire e di cui ammetto di non avere una padronanza linguistica assoluta ma come avrai potuto notare, in merito all’epoca di attribuzione della torre, sino dette delle fantasie assolute e nessuno si è permesso di riprenderli, ma questa è, archeopolitica, davvero poco interessante.
      Veniamo ai loghi. Proviamo a dare un occhiata a quelli della Federico II, l’università di Salerno, l’università del Sannio piuttosto che l’Istituto Giannone. Troverete sempre una stretta correlazione storico-filologica, ineccepibile. Un logo è un simbolo grafico dell’intestazione e delle intenzioni dell’ente. Considerare che un qualsiasi scorcio architettonico possa rappresentare la storia di Telesia, è una scelta azzardata, per dirla con le tue parole. Questo non vuol dire che non apprezzo ampiamente il vostro impegno personale, in un contesto complessivo della formazione scolastica piuttosto deludente.Anzi,in questo vi do mille punti e provo semplicemente a stimolarvi ancora, chiedendoti pubblicamente la collaborazione della scuola nello studio di fonti documentali inedite, con l’unico scopo di migliorare la conoscenza della storia locale, perchè la conoscenza è metà dell’opera. A presto

  15. Egregio Prof. Di Santo,

    se per Lei “causa scatenante” ed “origine” sono la stessa cosa, allora Le dico che ha ragione, Le chiedo scusa, e la prossima volta prima di intervenire su un tema di carattere scientifico e geologico (gli unici su cui ho titolo ad intervenire) cercherò mi documentarmi meglio.
    Cordialmente, Giancarlo Simone

  16. Caro Flaviano,
    sono ritornato agli originali sentimenti di stima e simpatia nei tuoi confronti dopo il mio commento di ieri in cui ammetto di essere stato alquanto duro. E’ inutile negarlo, mi ero convinto, a torto, che tu fossi un avversario dell’Istituto Telesi@. Chissà perché, pensavo che avessi qualcosa di personale contro la nostra scuola per episodi pregressi di cui non ero a conoscenza. Niente di tutto questo anzi, la tua proposta di collaborazione con il nostro istituto spegne gli ardori agonistici e ci avvia a lavori in comune. Per formalizzare la tua proposta è necessario il beneplacito del capo d’istituto; eseguirò il mio ruolo di ambasciatore. Tu ed io abbiamo in comune la cura di varie passioni per le quali siamo pronti a confrontarci in pubblica piazza, in questo caso virtuale. La capacità di discutere senza prevaricare le idee altrui è dote di pochi. Riconosco in me stesso il difetto di voler affermare il mio pensiero con tenacia senza però oltrepassare i limiti dell’offesa all’interlocutore.
    Nelle discussioni e nei confronti, ho sempre ben chiara la differenza tra opinioni e dati di fatto. Nel caso del logo dell’Istituto Telesi@, trattandosi di espressione artistica dell’autore, la creazione grafica non potrà mai essere riconosciuta universalmente come buona e adatta allo scopo. Alla classica domanda: «te piace o presepe?» Nennillo di Casa Cupiello risponderà sempre di no. “De gustibus non est disputandum”. E’ anche vero che un logo o qualsiasi marchio non è una forma di arte pura ma rappresenta un tipo di arte al servizio di uno scopo. La creazione di una immagine coordinata è incanalata nel rispetto di alcune esigenze e non può essere lasciata alla creatività pura. Tuttavia, le tue parole, in questo ultimo commento: “un qualsiasi scorcio architettonico possa rappresentare la storia di Telesia è una scelta azzardata” evidenziano la tua licenza di ignorare le precisazioni degli interlocutori. Non so perché ma dopo tre volte (e ora la quarta) che ti ho illustrato che il nome Telesi@ sigifica “valle telesina” tu di nuovo provi a stravolgere la realtà ripetendo che il Telesi@ del nostro istituto significa Telesia storica città sannita. Boh?!?
    Diverso è opporsi a verità scientifiche già consolidate da esperti che hanno dedicato la loro vita a dimostrarle. La scienza è in continua evoluzione ma è assolutamente vero che quanto dimostrato fino ad oggi costituisce dato di fatto non opinabile, almeno fino alla prossima scoperta dimostrata. Le ricerche web, alla portata di tutti concentrano sulla tua scrivania in poco meno di mezzora tutto lo scibile umano riferito ad un argomento specifico. E’ facile, per chi è abituato a fare indagini su internet, il valutare le fonti attendibili e quelle prive di fondamento.

  17. … l’italiano è una lingua difficile ma con qualche sforzo, diventa anche comprensibile. Tuttavia va fatto ancora qualche chiarimento su Telesia, proprio in virtù di quanto io gli attribuisca come te, un alto significato di città collettiva. Se provi a ripercorrere la sua storia, potrai notare che è stata ciclicamente attraversata da splendori e decadimento. Dalle migrazioni non volontarie sulle colline limitrofe, si è tornati puntualmente con il ripopolamento dell’area geograficamente più comoda per la vita umana. Ora viviamo un ciclo di ricrescita ma, se la osservi con un occhio millenario, è sempre la stessa gente, con la medesima omogeneità culturale che si sposta da oltre duemilacinquecento anni. Questo, è anche documentato nell’archeologia e non vorrei , ancora una volta, espormi in tesi azzardate ma è oggetto di mie curiosità, capire se molti elementi architettonici inseriti nell’urbanistica altomedievale guardiese, derivino proprio dall’antica abitudine, o necessità, di riutilizzare manufatti provenienti da Telese nova, già recuperati da Telesia…e ti anticipo che potrebbero esserci delle belle sorprese! Ad ogni modo, rappresentare Telesia quale città collettiva con un’architettura propria della quinta Telese (che tra l’altro è stata costruita da un personaggio ingiustamente disprezzato proprio dai telesini per la sua triste epopea personale, magnificamente ricostruita dallo storico Simeone), tende secondo me ad allontanarsi da quell’idea di città comune che proprio il nome Telesia vuole evocare. Per questa ragione, non banale a mio avviso, andava inserito un simbolo, architettonico se vuoi, che possa rappresentare l’intera valle e non un simbolo che è proprio di un singolo comune. E per la quarta volta devo ripeterti di aver capito molto bene la vostra scelta, la quale, se fatta intenzionalmente e con cognizione, assume un significato lontano dalle mie vedute che proprio ad una scuola dove si insegnano materie classiche e storia dell’arte non riesco a vedere, perdonami. L’università del Sannio ha inserito una moneta longobarda che non rappresenta solo Benevento, Telesia aveva il suo obolo sannita e poi le mura, la catapulta, l’anfiteatro…ci si perde se l’idea è quella d’identificarsi in una radice comune.
    Rimanendo in tema, proprio ieri sera ho avuto occasione di assistere ad un interessante convegno sulle unioni dei comuni, magnificamente organizzato dal Centro Studi Aldo Moro a Castelvenere. Da una proposta del sindaco di Guardia è stata lanciata la proposta di candidare Telese comune capofila, affinchè si possa raggiungere una unità politico-amministrativa da 50.000 abitanti che riesca ad avere finalmente un peso e capacità gestionale degna delle nostre potenzialità. Con l’associazione politico-culturale ‘Per il mio paese’ di cui faccio parte, si sta organizzando un convegno analogo per sensibilizzare gli amministratori locali della necessità di anteporre un appropriato studio del territorio sul quale s’intende operare prima d’imbarcarsi in unioni che talvolta sono addirittura dannose che coinvolgerà anche comuni del casertano che intendono confluire nella provincia di Benevento. Come posso confermarti, la mia passione per il sociale, da cucch’lone abbuzzagnato, provo ad esprimerla… e non essere sempre compresi, è umano.

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