Politica venatoria in Campania: firme per il diritto all’informazione e trasparenza degli atti

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Carmine Sanzari. E’ iniziata la raccolta delle firme che serviranno a chiedere al Presidente della Regione Campania Onorevole Stefano Caldoro con petizione ai sensi dell’art. 16 dello statuto della Regione Campania e CONCERNENTE LA OPPORTUNITÀ:

per la trasparenza e la visibilità degli atti di competenza e dei relativi pareri inerenti i lavori del comitato tecnico faunistico venatorio regionale, sulle determinazioni, sulle proposte di calendari venatori, per essere poi pubblicati integralmente di volta in volta sul sito istituito e riservato all’attività venatoria www.campaniacaccia.it

Allo stato attuale sul sito dedicato www.campaniacaccia.it vengono solo riportate le sintesi dei lavori del comitato tecnico faunistico venatorio regionale, si riporta testualmente la ultima news alle ore 10,13 del 26.06.2012 : il comitato tecnico faunistico venatorio regionale, nella riunione del 15 giugno, ha espresso il previsto parere sulla proposta di calendario venatorio per l’annata 2012-2013.

Ad ogni buon fine, l’esito positivo della petizione, consentirà a chiunque, e non solo agli appassionati all’esercizio venatorio, di poter conoscere legittimamente in tempo reale la politica venatoria e con l’allegata documentazione deliberata.

Per chi volesse sottoscrivere la petizione contattare:

Carmine Sanzari cell. 345-3408899

Allegato:  SCHEDE FIRME

1 commento

  1. La trasparenza è sempre molto importante, anzi fondamentale, nella gestione della cosa pubblica.
    Trasparenza e visibilità degli atti sono una forma di democrazia che non può essere messa in discussione e va garantita con ogni mezzo idoneo, come la pubblicità su internet, e non in maniera sintetica o addirittura (volutamente?) telegrafica, ma con testi integrali e chiari.
    Non si può pertanto non aderire alla proposta di sottoscrivere la petizione di cui sopra in materia di politica venatoria, sperando vivamente nell’esito positivo della petizione. Nella malaugurata ipotesi di esito negativo, la fiducia dei cittadini nei confronti dei pubblici poteri, già in crisi, subirebbe un altro duro colpo.
    La politica venatoria è oggetto di crescenti dibattiti ed appare sempre più evidente che non riguarda solo i cacciatori, ma il popolo intero.
    Non a caso la legge vigente prevede precise norme per la conservazione e la gestione della fauna selvatica che – lo ribadiamo ancora una volta – è patrimonio di tutta la collettività e non patrimonio esclusivo dei cacciatori.
    Pertanto la trasparenza oggetto della petizione di cui sopra non riguarda solo il mondo venatorio, ma l’intera collettività, sempre più attenta a forme di razionale gestione del patrimonio faunistico e del suo ambiente.
    Peraltro tra gli stessi cacciatori si fa sempre più strada il convincimento circa la necessita di una “caccia compatibile” e ben disciplinata. Solo così la caccia potrà essere accettata dall’opinione pubblica che, è risaputo, è contraria a stragrande maggioranza all’attività venatoria, almeno per come viene praticata attualmente.
    E a tale proposito mi piace sottolineare ancora una volta che “un’accorta gestione della fauna selvatica e dell’ambiente naturale, fatta nell’interesse di tutti e nel rispetto della legge (compresa quella che prevede l’attività venatoria), non solo consente di migliorare la qualità della vita, ma consente anche di fare un importante discorso di valorizzazione della vocazione turistica di molte zone e quindi di sviluppo economico attraverso il turismo, che viene considerato anche a livello nazionale un’importantissima risorsa”.
    Se finora non si è mai tenuto un autentico referendum popolare sulla caccia (perché i pubblici poteri non hanno voluto?), in presenza di una caccia in pratica mal disciplinata e poco o niente compatibile, potrebbe fortemente aumentare la pressione dell’opinione pubblica per una consultazione popolare (dall’esito scontato, è opinione diffusissima!!) su tale argomento che diventa sempre più delicato.

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