Misurazioni di radioattività ambientale su monte Coppe

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Franco Gismondi (le note seguenti sono rivolte a persone non necessariamente esperte di fisica nucleare per cui il rigore scientifico è stato sacrificato alla immediata comprensibilità divulgativa, senza nulla togliere comunque al significato dei risultati)

Nel convegno di Cerreto Sannita del 14 aprile scorso “cosa c’è sotto monte Coppe” si è discusso di eventuali rifiuti tossici che sarebbero stati scaricati nei pozzi di trivellazione effettuati per i sondaggi petroliferi di circa vent’anni fa. Si parlò anche di una campagna di misurazione di radioattività ambientale per accertare la presenza di rifiuti radioattivi.

In quell’occasione ebbi modo di precisare che le radiazioni da scorie nucleari sono totalmente schermate già da pochi centimetri di terra per cui, una volta interrate, oltre alla impossibilità di rilevarle con misurazioni sul terreno, non rappresentano nessun pericolo per gli esseri viventi non potendo interagire con essi. Il pericolo sarebbe invece significativo nel caso in cui i rifiuti andassero a contaminare le acque sotterranee. In tal caso, riemergendo presso le sorgenti, entrerebbero nella catena alimentare causando contaminazione interna dell’organismo, con danni proporzionali alla loro concentrazione e alla loro radiotossicità.

Lo scopo della campagna di rilevamenti perciò non è di escludere la presenza di eventuali rifiuti radioattivi ma semplicemente di escludere la contaminazione delle sorgenti di cui è ricca la zona.

Le misurazioni sono state effettuate utilizzando un contatore geiger con registrazione, ogni 10 secondi, del gruppo data-orario e del numero di eventi rilevati.

Il tubo del contatore è stato posizionato a pochi centimetri dalla superficie dell’acqua di ogni sorgente in esame, estendendo il tempo di osservazione a qualche minuto. Per ogni sorgente è  stata effettuata anche una misurazione per rilevare il fondo di radiazione ambientale non proveniente dall’acqua (radiazione di fondo), posizionando il contatore a una decina di metri di distanza, in luogo certamente non influenzato dall’eventuale radioattività della sorgente.

Pur nella malaugurata ipotesi di una forte contaminazione delle acque, i livelli di radiazione rilevati con questa metodologia saranno comunque molto bassi, di poco superiori al fondo naturale.

I risultati ottenuti sono riassunti nella seguente tabella dove, nell’ultima colonna, è riportata la media al secondo degli eventi rilevati dal contatore geiger:

data delle misurazioni: 26 giugno 2012

punto di misuraCoordinate geografiche(tratte da Google Eart)inizio misuraTempo di misuraMedia cps
1Ponte torrente Lente 141.300217°N 14.625929°E17:0812’0.22
2Ponte torrente Lente 241.300165°N 14.625816°E17.255’0.21
3Ambientale torrente Lente41.300226°N 14.626086°E16:594’0.23
4Ambientale torrente Lente17.345’0.28
5Piattaforma laghetto Parata41.315153°N 14.614944°E17:565’0.27
6Corso d’acqua strada Parata41.317383°N 14.607797°E18:094’0.32
7Fontana Paradiso41.317380°N 14.604356°E18:185’0.19
8Ambientale fontana Paradiso41.317416°N 14.604356°E18:262’0.23

 

Le differenze di valori rilevati rientrano nelle fluttuazioni statistiche degli eventi di questo tipo per cui si può concludere che, sulle sorgenti esaminate, non si rileva una significativa contaminazione radioattiva.

E’ opportuno ribadire che l’indagine è stata effettuata solo su alcune delle numerose sorgenti presenti su monte Coppe. Per completare la sessione di misure è necessario estendere i rilievi anche alle altre sorgenti, indagando principalmente su quelle che raccolgono le acque provenienti dalla zona delle trivellazioni. Sarebbe utile pertanto l’apporto di qualche geologo che conosce la zona e può indicarci i punti in cui approfondire l’esame.

La documentazione fotografica ed il file dei rilievi strumentali sono a disposizione di chi volesse approfondire l’argomento.

Franco Gismondi – fisico

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