La sanità razionale

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Lucio Rubano. Gentile Dott. Ventucci,  anzi, visto che ci conosciamo da anni, carissimo Mino, la tua  nomina alla Direzione Sanitaria dell’ASL BN1, insieme a quella dell’Avv. Felice Pisapia alla Direzione Amministrativa, dopo quella del dott. Michele Rossi alla Direzione Generale, va a completare la struttura dirigenziale della sanità sannita.  Finalmente abbiamo la  stabilità e la durevolezza necessarie ad una programmazione degli interventi proiettati al futuro ma, soprattutto, abbiamo personalità competenti e legate al nostro territorio e, quindi, consapevoli delle sue tante problematicità.

Ho letto con estremo interesse le dichiarazioni che hai rilasciato a Il Sannio del 27 maggio 2012, ed ho apprezzato in modo particolare il tuo richiamo alla “razionalizzazione”, termine troppo spesso svuotato del suo significato e confuso con l’altro, “tagli”.

Ma, del resto, per noi, per il nostro territorio, razionalizzare ha significato tagliare i servizi e le nostre comunità si sono ritrovate senza niente. Razionalizzare, come, chiaramente  intendi tu, significa usare al meglio le risorse disponibili, per fare in modo da trarre da esse il maggiore e migliore risultato possibile.

Delle tue dichiarazioni condivido tutto, anzi, ti dirò che in tempi assolutamente non sospetti (era il settembre del 2011), a seguito dell’acquisto da parte dell’Azienda dell’immobile situato in Morcone e  denominato “Nuovo Capozzi”,  feci rilevare al commissario dell’ASL BN1  dott. Giuseppe Testa, quanto fosse più economico usare e sfruttare il patrimonio immobiliare di proprietà dell’Azienda, in luogo dei siti di proprietà di terzi. Così facendo, scrissi, si eviterebbe il deterioramento, a causa del non uso, delle strutture realizzate e costate fiumi di denaro pubblico  e si risparmierebbe sui canoni di affitto, a tutto beneficio dei servizi cui si potrebbero destinare maggiori risorse. In quell’occasione riportai al dott. Testa anche l’esempio di Napoli, che in quel periodo aveva trasferito gli uffici dell’Azienda dal Centro Direzionale al Frullone, in un immobile di sua proprietà, risparmiando un milione di euro all’anno per l’affitto.

Ti riporto queste mie considerazioni perché anche tu, ho letto, hai in animo di sfruttare appieno il patrimonio immobiliare dell’Azienda, dislocato su tutto il territorio della provincia e in troppi casi inutilizzato.  Se  è vero che, in passato, si sono realizzate troppe strutture e non tutte rispondenti ad effettive necessità dell’utenza è anche vero che per talune di esse è necessario pensare ad una loro riconversione nell’ottica di una riorganizzazione della sanità “in base alle necessità della popolazione”.

In questi anni, mi sono appellato alla sensibilità di tutta la struttura dirigenziale della sanità sannita e regionale, per far sentire la voce delle popolazioni a monte e lontane dalle più comode vie di comunicazione di cui godono quelle a valle. Non voglio aprire una discussione sulla (secondo me immotivata) chiusura dell’Ospedale di Cerreto Sannita, che è un fatto irreversibile e condivido il desiderio di vedere attivo e competitivo l’Ospedale di Sant’Agata dei Goti. Ma, facendomi portavoce delle necessità reali della popolazione, vorrei che si riconsiderasse il vuoto assistenziale nel quale sono stati  lasciati di cittadini di Pietraroja e Cusano Mutri, ma anche di Cerreto e San Lorenzello, e che si rilevasse  la posizione strategica dell’ex ospedale di Cerreto Sannita rispetto al territorio considerato. Questi cittadini sono a più di venti chilometri dal servizio di Continuità Assistenziale che è ubicato a Solopaca e come ben sai, non si tratta di venti chilometri di strada agevole. La centralità dell’ex ospedale di Cerreto e la struttura più che idonea  potrebbero accogliere, non solo uffici, ma anche ambulatori specialistici e diagnostici, mentre si potrebbe pensare di dislocare  il servizio di Continuità Assistenziale a Cusano Mutri per offrire una più adeguata assistenza anche al territorio più a monte e che vive maggiori disagi.

Mi rendo conto perfettamente che la tua azione deve svilupparsi nell’angusta cornice del Decreto 49/2010, ma per un senso di giustizia, di equità e di rispetto dei diritti di questi cittadini, e non per soddisfare un desiderio, grazie alla razionalizzazione delle risorse, ritengo sarà possibile colmare questo vuoto che, non a torto, è stato visto da queste popolazioni come una punizione o, che è peggio, come il risultato della scarsa considerazione in cui sono tenute. Auspico che valuterai questa mia richiesta, che vuol essere l’ennesimo appello per il riconoscimento dei diritti anche di questi cittadini.

Ti attende un lavoro non facile. Ma sono sicuro che, grazie alla tua  indiscussa competenza e professionalità, saprai riportare ordine nella sanità sannita, e darle l’impulso necessario a far emergere le eccellenze che essa è perfettamente in grado di offrire.

Ancora auguri e buon lavoro.

Li,  31 maggio 2012

 

1 commento

  1. Mi inserisco “proditoriamente” accomunandomi ai complimenti, per fare una domanda al dott. Vertucci sperando che almeno lui sappia darmi una risposta:
    – la Regione Campania ha disposto l’applicazione di un super ticket di 10€ su visite specialistiche, farmaci e analisi mediche; la domanda è – Le prestazioni termali sono assimilabili a queste tre categorie? –
    La cosa non è chiara e neppure sul sito della Regione Campania ho trovato risposta, seppur parziale, al mio quesito.
    Nel caso le prestazioni termali non rientrassero in quelle categorie, allora dovrò richiedere un rimborso.
    Grazie e spero a presto.

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