L’ associazione “da sempre per Cerreto” a difesa dell’ ufficio del Giudice di Pace

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Giovanni Pio Marenna (associazione “da sempre per Cerreto”)  I tagli del Governo Monti, oltre a creare grosse difficoltà alle famiglie, comportano sacrifici enormi per tutta la comunità. Tuttavia occorre tenere sempre ben presente che, come diceva l’anonimo indiano, “noi abbiamo preso i territori in prestito dai nostri figli, non in eredità dai nostri padri”.

Ebbene, nell’ottica del risparmio della spesa pubblica, il governo italiano si appresta a sopprimere le sezioni distaccate del Tribunale di Benevento, tra cui vi è quella di Guardia Sanframondi, e ad accorpare – anche se in questo caso la notizia non è ancora suffragata da atti certi dei ministri competenti – gli uffici del Giudice di Pace nell’unico Ufficio di Benevento.

E’ chiaro che in tale ipotesi la comunità subirebbe il secondo schiaffo – il primo era l’Ospedale – che a nostro modesto avviso sarebbe davvero insopportabile!

Infatti, basti pensare agli utenti della giustizia, cittadini che vogliono tutelare un diritto e avvocati, per capire che per entrambi i provvedimenti di cui innanzi comporterebbero non solo un aggravio di costi e spese (dovendosi spostare per qualsiasi cosa a Benevento), ma anche uno svantaggio logistico (essendo i più lontani dall’organo amministratore della giustizia nel singolo caso specifico).

Ciò detto, però, occorre osservare che, secondo la legge, il Comune può decidere di mantenere l’ufficio del Giudice di Pace utilizzando i propri dipendenti nelle cancellerie.

In sintesi questo significa che il Comune dovrebbe farsi carico dei costi di gestione dell’ufficio, compreso quelli relativi al personale.

Ovviamente, in un tempo di crisi come quello che stiamo vivendo se chiedessimo ad ogni cittadino cosa vorrebbe molto probabilmente la risposta sarebbe che è meglio chiudere l’ufficio evitando l’aggravio di costi per il Comune.

Tuttavia, nel caso che ci riguarda da vicino, ovvero quello del Giudice di Pace di Cerreto Sannita, va detto che il Comune già provvede a sostenere i costi di gestione dell’ufficio quali telefono, luce, riscaldamento, manutenzione; in secondo luogo la cancelleria ha bisogno di quattro dipendenti comunali cui affidare le mansioni di operatori di cancelleria che sono simili a quelle amministrative proprie degli uffici comunali.

Dunque, muovendosi per tempo, il Comune di Cerreto Sannita, come ha fatto qualche altro comune a noi vicino, può puntare a conservare l’ufficio che costituisce una ricchezza per l’intera comunità, fonte di un circuito di persone che tra le udienze civili e quelle penali transita nel paese e spende nel paese, nonché garanzia di una rapida risposta della Giustizia ai diritti offesi del singolo.

A ben vedere, infatti, i dipendenti comunali sono in numero sufficiente per spostarne quattro alle mansioni di cancelleria; se a questo si aggiunge, come detto, che il Comune già sostiene i costi di gestione dell’ufficio e paga gli stipendi a quei dipendenti che si potrebbero spostare, il gioco è fatto.

Insomma, si tratta di un intervento a “costo zero”, nel senso che non crea ulteriori spese per il Comune e garantisce ai cittadini da una parte l’afflusso di nuova gente nei giorni di udienza (avvocati, testimoni, parti in causa) e dall’altra una maggiore rapidità nell’amministrazione della Giustizia a garanzia dei cittadini e soprattutto dei loro diritti.

Per questo chiediamo che l’amministrazione comunale si attivi per fare in modo che l’Ufficio possa rimanere operativo nel nostro paese, sì da evitare un ulteriore depauperamento del nostro patrimonio e una ulteriore mortificazione del territorio, dichiarandoci sin da ora disponibili a sostenere qualunque iniziativa in tal senso intrapresa.

associazione politico-culturale “da sempre per cerreto”

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