Telese Terme … cronaca di un incontro

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Pietro Quercia. L’ultima volta che ho partecipato ad un incontro con un primo cittadino  risale a dieci anni fa. Erano i giorni seguenti il terremoto del 31 ottobre  2002 che provocò il crollo della scuola di San Giuliano di Puglia. Vi partecipai quale Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza dell’ Istituto Comprensivo. Mi ero preparato un intervento che desse forza ad una dettagliata relazione sulla stabilità del  plesso scuola elementare presentata, al Dirigente Scolastico, dall’amico dr. Emilio Tazza ritenuto quasi da tutti un rompi ca…, ed anche perché mi risultava che la  documentazione sulla stabilità e staticità rilasciata dal Comune  alla Scuola fosse soltanto carta straccio perché non suffragata da  rilevazioni strumentali.

Il Sindaco, a conoscenza della mia indole  irruenta, mi bloccò subito: “Pietro, sei ingegnere?” ed io ci cascai come un allocco: feci volare il banchetto dietro al quale sedevo e abbandonai la seduta.

Oggi mi chiedo:  quale interesse avrebbe potuto spingere il primo cittadino  a colloquiare per oltre un’ora e mezzo con un cittadino ed informarlo su come l’amministrazione si stesse muovendo su problematiche presentate neanche direttamente ma sul sito Vivitelese se non una profonda sensibilità ed amore verso il proprio paese?

Sono rimasto  colpito dalla serenità di esposizione, dalla semplicità e signorilità.

Non un accenno sulla difficile situazione ereditata se non quando ha dovuto giustificare ritardi nella esecuzione di talune opere finanziate con la filiera termale.

Netta è stata la sensazione, per quel poco che il Sindaco mi ha riferito, che “il tandem” al quale ha fatto, per il passato, riferimento Ezio Esposito non sia più ricomponibile.

Riporto quanto illustratomi relativamente allo stato di abbandono, da me denunciate, di alcune strutture e bellezze naturali:

Piscina olimpionica. Con i finanziamenti di € 1.300.000,00 la piscina è ultimata; essa però versa nello stato da me documentato per  vandalismo denunziato alle autorità dal sindaco dovuto a mancanza di sorveglianza. La sua area sarà delimitata e chiusa ed estromessa dal parco termale avendo essa una entrata indipendente dalla via del Grassano. In un prossimo futuro essa sarà funzionante;

Area del Cerro. Già con la prossima apertura della stagione termale l’area sarà data ai bagnanti e ai telesini, così come il corso che ad esso conduce, ripulito;

Area spettacoli. Presto saranno ripristinate le strutture ma l’intera area sarà ripulita con l’inizio di questa stagione;

Piscina Santa Lucia. Inizieranno presto i lavori di costruzione della piscina ma funzionerà con acque fredde, non essendo stato possibile la captazione delle acque calde;

Acqua al mero costo di produzione per i cittadini di Telese e San Salvatore. Il sindaco   Carofano, contrario al contenuto dell’art. 8, lettera d del contratto di sub concessione 2002/2021, fin da quando era consigliere del Consorzio Idrotermale, ha ora un’idea innovativa che risolverebbe il problema. Mi ha pregato, però, di non divulgarla perché non ancora discussa in sede di riunione del Consorzio Idrotermale.

A tal proposito (capisca chi deve capire) chiarisco che ciò che ho riportato nell’articolo Inadempienze contrattuali del gestore è la pura verità. Ho omesso però di dire cose che potrebbero nuocere ai lavoratori, avvezzi come siamo al gioco dello “scaricabarile”.

Sullo stato di abbandono in cui versa il lago ho trovato il Sindaco sulla mia stessa lunghezza d’onda: aldilà delle sterpaglie, dello sporco e della necessità di un rimboschimento, il lago abbisogna di un deflusso delle acque. Esse sono stagnanti e ciò provoca la morte delle alghe e delle cannucce. E’ in studio un progetto tendente a creare il deflusso delle acque.

Buon lavoro Sindaco.

Pietro Quercia.

2 Commenti

  1. Caro Pietro, leggo sempre con interesse i tuoi interventi che condivido pienamente. Nell’articolo fai riferimento ai lavori di ristrutturazione dell’edificio adibito a scuola elementare di Telese Terme e questo mi fa venire in mente che sulla vicenda si scatenò il finimondo. Come hai scritto eravamo nel 2002, all’indomani del terremoto che fece crollare la scuola elementare di San Giuliano di Puglia. Ricordo che nella qualità di rappresentante di classe e su pressione dei genitori, mi premurai d’informarmi presso gli uffici comunali di Telese sulla tipologia dei lavori in corso. Non l’avessi mai fatto. Fui accusato di mettere in cattiva luce l’operato dei tecnici (di cui ho conosciuto i nomi solo in un secondo momento), di creare allarmismo, di essere l’inviato di chissà quale comintern sovietico e, più sbrigativamente, fui giudicato un “rompi ca…” come tu dici. Si tentò, con un’insolita combine Dirigenza scolastica-Amministrazione Comunale, di ostacolare finanche la mia elezione a rappresentante di classe. Fu scomodato anche un assessore comunale che si candidò a rappresentante di classe per opporsi alle mie iniziative di trasparenza all’interno della scuola. Francamente rimasi molto stupito di così tanta attenzione. Ma fu soprattutto il rifiuto a consegnare gli atti progettuali che m’indusse a “vederci chiaro”. Da qui la formazione di un Comitato di Genitori e la successiva relazione tecnica sulla quale non ti fu permesso di parlare. Una relazione redatta da un valente ingegnere che sposò la causa e le preoccupazioni dei genitori e che tanti tormenti suscitò ai manovratori della cosa pubblica infastiditi dai fari accesi sui lavori della scuola. L’amministrazione comunale appariva così terrorizzata dal mio dinamismo che anche in occasione dell’elezione del Consiglio d’Istituto non esitò a sponsorizzare un proprio candidato. Nel complesso si è trattato di una vicenda illuminante perché ha consentito di verificare un’inconcepibile ingerenza politica che non ha risparmiato neanche gli organismi collegiali della scuola. Una vergogna. Solo oggi mi rendo conto delle ragioni di un siffatto comportamento ostativo: discutere di staticità e stabilità dell’edificio scolastico significava sfiorare il nervo scoperto dei lavori pubblici, un capitolo inquietante. Non ho avuto alcun dubbio sul tipo di intervento che avresti fatto a sostegno della relazione tecnica in qualità di “Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza dell’ Istituto Comprensivo”. Purtroppo la tua onestà intellettuale e la tua propensione alla verità erano note anche a chi aveva interesse a impedire ogni chiarezza sull’argomento. Un valido motivo per tentare di farci tacere entrambi senza riuscirci perché anche nel nostro piccolo, come dice Pablo Neruda: “Potranno tagliare tutti i fiori ma non fermeranno mai la Primavera”. Grazie del tuo intervento.

  2. Carissimo Emilio, quante colpe devo dare alla mia (apparente)irruenza! Sono stato giudicato anch’io e certamente sono ancora giudicato un rompicacchio ma ciò non mi dispiace per niente. Tra le mie carte conservo ancora la tua documentata relazione che confermava le notizie da me raccolte sull’argomento.
    Non è mia indole affondare i colpi su di una persona non sull’orlo del KO ma definitivamente a tappeto, ma la mia irruenza vien fuori quando sento ancora più di qualcuno difendere un passato che ci ha coperto di vergogna: è questo il motivo che mi spinge a parteggiare per una amministrazione che politicamente non mi appartiene.
    Ti racconto ora un’altra verità.
    Una mattina, appena fuori il portone della scuola elementare (stavo recandomi in banca), vidi l’ing. Saccone, l’arch. Angelo Gelormini e Lazzaro (al momento mi sfugge il cognome) con un aggeggio in mano simile ad una lamina di acciaio, chiesi cosa stessero facendo, ed Angelo: “stiamo affettuando delle prove tecniche perché si deve procedere alla sopraelevazione dell’edificio” ed io, in malomodo: “è cos1 che effettuate le prove tecniche? Sapete che la scuola ha subito uno smottamento in avanti lungo tutta la facciata principale e la facciata di fronte all’ASL a causa del terremoto dell’80?”
    Non sapevano niente. Mi chiesero di vedere e, da tecnici, mi dissero che si vedevano ancora, le lesioni che partivano dal muro perimetrale e corrispondevano da una parte all’altra dei muri che delimitano le aule.
    Insomma, caro Emilio, furono costretti ad apportare modifiche al progetto iniziale ma non sono un ingegnere per dirti se risolutive al 100%.
    Cos1 si è amministrato per decenni. Non so se un domani dovesse venirmi voglia di darti un altro raccontino.
    Ti abbraccio. Pietro Quercia

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