Sbarazzarsi di Equitalia si può, che ne pensa l’amministrazione di Telese?

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Gianni Tommaselli. Il gruppo per Telese (composto da: Falconieri, Zito, Sardisco, Maresta, Tommaselli) continua la sua azione politica, rinvigorita da una new entry (Marcello Maresta). Una proposta indirizzata al Comune di Telese Terme inerente alla legge 166/2011 come già fatto dal sindaco di Calalzo di Cadore (Belluno) e  in via di adozione da altri sindaci ha a che fare con lo sbarazzarsi di Equitalia.

La citata legge stabilisce che i comuni possano non servirsi della società creata da Agenzia  delle Entrate e Inps per la riscossione dei tributi (Equitalia) che può essere affidata ad altri enti. In questo momento di crisi e difficoltà per le famiglie, potrebbe essere un modo per umanizzare il servizio di riscossione invece di usare quello disumano adottato da Equitalia. La legge n.166/2011 prevede che il passaggio della riscossione agli enti locali diventi obbligatorio dal 2013. Ma la novità –  introdotta dal sindaco di Calalzo di Cadore – è che, anticipando i tempi, si realizza anche un risparmio di quasi 6 euro a cittadino. Un risparmio (la de-equitalizzazione) sicuro  che potrebbe essere reinvestito in servizi per i cittadini. La domanda che il gruppo per Telese pone: e possibile attuare qualcosa del genere in terra Telesina?

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