San Salvatore Telesino. Nuova aliquota IMU e agevolazioni ai morosi ICI e Tarsu

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Giuseppe Creta.  (consigliere comunale a nome del gruppo di minoranza “Per San Salvatore”) Quando una Amministrazione ricorre alla vendita dei propri beni, quando aumenta di continuo le tasse, vuol dire che è in cattive acque o, addirittura, con l’acqua alla gola.

L’attuale gestione sembra in procinto di affogare in disavanzi voluti negli ultimi due anni e in nuovi disavanzi sicuramente provocati dall’approvazione di dubbi condoni e agevolazioni.  A mettere una pezza la vendita del terreno all’acquafetente. “Vendite di beni comunali e tasse a dismisura”, sembra questo il grido di battaglia del Sindaco Izzo e della sua maggioranza.

Insomma, per eludere la cattiva gestione e le inefficienze create, siamo arrivati a svendere “l’argenteria di famiglia”. Come facevano nell’ Ottocento i nobili decaduti quando, travolti dagli eventi avversi, erano costretti a cedere persino il blasone.

Ma ciò che appare particolarmente sconcertante è che la vendita di beni pubblici non avviene a fronte di investimenti ed ipotesi di promozione e di sviluppo, ma solo per fronteggiare i disavanzi di gestione corrente, del 2009 e del 2010, appositamente voluti e generati per “apparare” la gestione del quotidiano: pagare gli stipendi a impiegati presi in prestito e a mezzo servizio da Comuni del cassinate e i lauti compensi ai Consulenti fatti venire da lontano per fare il lavoro svolto con efficacia, zelo ed economicità dai capaci dipendenti comunali.

Nel tentativo disperato di conservare la poltrona i nostri Amministratori, con toni patetici e grotteschi, si aggrappano a tutto dimostrando di non avere la minima “dignità politica”.

Nella seduta consiliare del 10 maggio u.s. i disorientati consiglieri di maggioranza, presieduti da un cupo Presidente e coordinati da un Sindaco sempre più appannato, hanno approvato un equivoco e di dubbia attuazione regolamento per la definizione agevolata di Tributi ICI e TARSU mai pagati, quasi sempre dagli stessi contribuenti, negli anni pregressi.  A seguire il consigliere relatore, che a nome della maggioranza proponeva l’istituzione dell’addizione comunale sugli imponibili IRPEF (redditi di lavoro autonomo, paghe, pensioni ecc.), faceva marcia indietro, per i mal di pancia registrati nell’ambito del proprio gruppo, invocando il rinvio dell’argomento.

Il gruppo di minoranza invece, ben sapendo che un rinvio non sarebbe stato risolutivo, ha preteso ed ottenuto il ritiro tombale dell’istituenda addizione comunale IRPEF che avrebbe gravato non poco sui redditi dei cittadini.

Sull’inevitabile istituzione dell’ormai famosa “IMU” il gruppo di minoranza, oltre le già previste deduzioni di legge, ha chiesto la riduzione dello 0,2% dell’imposta per le prime case, avendo il Comune la facoltà di aumentare o diminuire tale percentuale sulla legiferata aliquota base dello 0,4%.

La maggioranza, assetata di soldi, senza i quali, come affermato dal suo capogruppo, non potrebbe, né saprebbe governare, ha respinto tale proposta.

Il Sindaco e i suoi collaboratori, in perenne stato di campagna elettorale, si sono sempre vantati di cambiare senza aumentare la pressione fiscale e amministrare nella massima trasparenza e con la partecipazione attiva dei cittadini che “Vogliono esprimersi direttamente sulle scelte che riguardano la propria città; condividere ed essere informati sulle decisioni che interessano la loro vita e quella dei loro figli, il loro presente ed il loro futuro” (Così si legge nella relazione sugli indirizzi generali di governo 2009-2014 letta dal Sindaco al suo insediamento).

Ebbene, dei provvedimenti adottati e di quelli ritirati nell’ultima seduta di consiglio comunale i cittadini vengono informati solo a cose fatte, in barba alle promesse elettorali.

Il Sindaco e l’attuale maggioranza non hanno avuto il coraggio di informare i cittadini di voler rovesciare su essi il costo della loro inefficienza e incapacità gestionale.

Quando si tocca il fondo, si raschia il barile, per DIGNITA’ POLITICA, i nostri Amministratori, chiaramente disorientati e divisi su tutte le argomentazioni affrontate, avrebbero dovuto dimettersi durante la stessa seduta consiliare. Invece continuano furiosamente ad aggrapparsi alla speranza di una larvale sopravvivenza.

Chi si rende responsabile di danni economici arrecati alle famiglie per una gestione allegra e dissennata, fatta di consulenze tecniche, comandi inutili di personale, affidamenti di gestione a soggetti esterni e costose manifestazioni pseudo-culturali, non può ergersi a paladino delle Istituzioni.

Col consiglio del 10 maggio u.s. questa classe di Governo ha dimostrato di aver fallito e di non avere più l’AUTORITÀ MORALE per imporre i tributi perché non ha gestito con parsimonia, oculatezza e pudore le risorse pubbliche.

Patetici proclami conditi con illusorie promesse e con robuste dosi di qualunquismo non servono a nulla, se non a buttare fumo negli occhi.

Per il bene comune, sembra giunta l’ora di dire BASTA!

San Salvatore Telesino, 12 maggio 2012

 P.S.: le frasi riportate in corsivo e virgolettate sono state copiate dal volantino “Incollati alla poltrona” redatto dal Gruppo Consiliare di minoranza <San Salvatore nel Cuore> nell’anno 2008 e dal periodico di informazione “Minerva” redatto dal Gruppo Consiliare di minoranza  <Un Nuovo Giorno per S. Salvatore> nell’aprile 2004.

IL GRUPPO CONSILIARE DI MINORANZA  “Per San Salvatore”

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