Ritorna la strategia della tensione?

1

Ezio Esposito. Brigate Rosse e soci dissennati, Anarchici di tutte le sette, mafie di ogni risma e ceppo. Nessuno di questi signori per dire, avrebbe mai messo una bomba anomala, sufficientemente potente da uccidere presso una scuola per colpire a morte o ferire dei ragazzi, degli studenti come è accaduto a Brindisi. Nel nostro Paese i figli so’ piezze ‘e core e toccarli e l’estremo atto per farsi odiare a morte.

Ritorna la domanda, sempre la stessa: cui prodest. A chi serve. E’ il principio di una nuova  strategia della tensione?. Il clima sarebbe propizio. Le modalità, però, non suggeriscono tale  ipotesi. Timer per  provocare a distanza una esplosione suggerirebbe il metodo che fece saltare in aria i giudici Falcone prima e Borsellino poi. Mafie allora…che spara nel mucchio? Non sembra possibile. Tempi torbidi corrono nell’amata Terra nostra.

La domanda è: perché in Italia in ogni periodo di crisi economica o politica si attivano i fantasmi che mettono in atto tentativi sanguinosi di  disgregazione?.

Nel 1984, nel tentativo di chiudere un periodo tragico, come la Lotta Armata  e il suo corollario di morti ammazzati  politici e intellettuali di di buona volontà, di Destra e di Sinistra, tennero un convegno dal titoloLe Forme del Politico, Idee della Nuova Destra.

Tra i personaggi che parteciparono c’erano: Cacciari, De Benoist, Tarchi, Faye, Visani, Tomatis e molti altri di uguale peso politico. Di quel convegno, nello stesso anno, uscì il volume degli Estratti edito dalla Roccia di Erec, volume oggi introvabile.

Tra i tanti argomenti interessanti toccati da Marco Tarchi ci fu la citazione di un pensiero di Regis Debray: “ogni ideologia organica conferisce un senso al mondo, e il mondo costituisce un senso, più o meno elaborato, per tutte le società umane. Orbene, non vi è coesione fra i gruppi perché il mondo ha un senso;vi è un senso nel mondo perché occorre coesione nei gruppi”(Critique de la raison politique).

Tarchi  nel proseguire il suo intervento citò anche Pellicani: “Una società per essere una comunità morale ha bisogno di un livello minimo d’integrazione ideologica, cioè un nucleo di credenze, di valori e di miti condivisi dalla maggior parte dei suoi membri e di un progetto collettivo che indichi una meta capace di unire le classi e spingerle a cooperare”, (Dinamica delle rivoluzioni).L’alternativa è la guerra civile, la disgregazione.

Non a caso è stato evidenziato in carattere neretto il pensiero di Pellicani; esso risponde alla domanda “Perché sempre in Italia?…”. E’ possibile rispondere affermativamente: …la nostra Nazione è una comunità morale i cui abitanti hanno un minimo d’integrazione ideologica, cioè un nucleo di credenze…valori, miti condivisi…etc. Etc.?. No. Noi italiani non abbiamo nulla di tutto questo. I padani vogliono la secessione e lo stesso pensiero di tanto in tanto affiora in Sicilia e in Sardegna. Abbiamo regioni con le indicazioni stradali bilingue, dove convivono austriaci e italiani dove questi ultimi sono considerati stranieri, in Val d’Aosta si parla francese per non dire che queste regioni le teniamo buone con agevolazioni fiscali ed altre elargizioni che il resto degli italiani non hanno. Non parliamo poi di politica, di moralità dei politici e dei partiti, dei buffoni alla Grillo che comincia a urlare contro tutti e raccatta il 10% di consensi o di quelli come Di Pietro. Chi offende la bandiera, chi straparla contro il Capo dello Stato, in quanto simbolo dell’Unità Nazionale, se non c’è una legge che li mandi in galera senza processo, bisognerebbe approvarla subito. Come possiamo sperare di elaborare… un progetto collettivo che indichi una meta capace di unire le classi e spingerle a cooperare?… Chi ci darà un mito o un simbolo che ci faccia gridare: “Dio salvi la Regina!”…questo nella più antica democrazia d’Europa c’è! O dove potremmo trovare un Imperatore, puro rappresentante del suo popolo che annunci di essere malato di cancro e 100 milioni di concittadini giungono le mani in preghiera? Dove  trovi in Italia persone anziane che si offrono volontarie per entrare in una centrale atomica semidistrutta e sommersa da acqua radioattiva quasi a dire noi siamo vecchi, salvate i giovani!… e la nostra Bastiglia, dov’è? e il nostro quatorze juillet?… nelle sezioni delle A.N.P.I.? dove il 25 aprile decidono chi deve partecipare alle manifestazioni e chi non può…Retorica, maledetta retorica. E’ per questo che in Italia non abbiamo UNA sola Festa Nazionale. Ecco chi divide, chi stabilisce chi sono i buoni e chi i cattivi.

Ecco perché quando le cose si fanno difficili i rivoluzionari in sonno si svegliano e ritorna la guerriglia, le bombe, i morti ed i feriti.

L’unica speranza per fugare ogni fosco pensiero è la cattura veloce dell’attentatore di Brindisi, chiunque sia. Basta stragi senza nome degli autori. Basta processi che durano quarant’anni per scoprire… che i colpevoli non esistono.

e.e.

1 commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.