Peppe Arzillo e qualcun’altro

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Angelo Leone. Sono grato all’amico Riccardo Affinito che, citandola in un suo ricordo pubblicato da vivitelese, mi offre l’opportunità di poter parlare anch’io di questa persona che è stata da tutti molto stimata. Giuseppe Arzillo o, come da molti era chiamato “Pepp’Arzillo” e da alcuni “Mastu Pepp’Arzillo” perché non ci si deve dimenticare che lui era un imprenditore edile e la sua professione era quella di “Mastro muratore”.

Era una persona seria che, a volte, sapeva mostrare anche il suo lato umoristico facendo delle battute estemporanee sull’attualità dei tempi e sulle persone di sua conoscenza.

Nacque nell’anno 1907 e, da Casapulla di Caserta, si trasferì a Telese intorno agli inizi degli anni trenta, quando il nostro “paesino” contava circa 1.500 abitanti. Sposò Concettina D’Onofrio e, successivamente, la sua casa fu allietata dalla nascita di tre figli: Maria, Serafina (detta Fafinella) e Giovanni (detto Gianni).

Fu componente del Consiglio comunale di Telese dal 10-Aprile-1946. Ricoprì la carica di Sindaco dal 21 Luglio 1947 al 28 Febbraio 1948 (Quand’ero ragazzino ricordo che si diceva: “Pepp’Arzillo ha fatto mettere ‘a luce elettrica p’‘a Via Vecchia”, che è l’attuale Via Garibaldi). Fu di nuovo consigliere comunale dal 17 Maggio 1950.  Nel suo ruolo di Sindaco di Telese istituì il mercato settimanale  e si adoperò per la realizzazionedel Campo sportivo comunale nello spazio di pertinenza delle Terme, lungo l’attuale viale Europa e sul confine del Comune di San Salvatore Telesino. Il “campo” era recintato con un alto muro per evitare che dalla strada, che da Telese raggiungeva il Comune di San Salvatore Telesino (da tutti detto:‘U Casale), si potesse assistere gratuitamente agli incontri di calcio. Questa strada era all’epoca senza alcuna abitazione che la costeggiasse e l’ampiospazio antistante e laterale a detto Campo sportivo (dal quartiere “Acquafetente” fino al piccolo nucleo abitativo dei “Carusielle” –in territorio comunale d’u Casale) era tutto incolto, di proprietà demaniale.

Vi crescevano liberamente cespugli di rovi e molti spazi erano tappezzati di “muschio” che gli abitanti di Telese-centro venivano a raccogliere per allestire il presepio in periodo natalizio.

Ricordo la famiglia Arzillo quando abitava in un appartamento sito al primo piano, sopra il “Dopolavoro” gestito da Cleonice Ceniccola, nella costruzione su Via Roma, all’angolo con l’attuale Via Riccardi..

Successivamente  gli Arzillo abitarono in quella che adesso è denominata Via Salerno, di fronte alla costruzione dove abitava Michele Di Santo e dove attualmente, al piano terra, c’è l’ampio negozio di “tabaccheria”, ricevitoria del lotto, etc..

In quel tempo -siamo verso la fine degli anni cinquanta- in quella costruzione, in un appartamento al primo piano, abitava la famiglia del Dottor Vincenzino Di Massa.  Si era in primavera inoltrata, l’aria era tiepida e la maggior parte delle abitazione aveva le finestre dischiuse. Il dottore, di ritorno dalle visite esterne, rientrò nel suo appartamento e chiese alla moglie: “Alba, cosa hai preparato in cucina?” – “ Enzo, ho cucinato le melanzane. Le ho preparate col sugo, ripiene di formaggio e prosciutto. Altre le ho fatte arrostite con burro e …”  Improvvisamente s’udì la voce di Pepp’Arzillo proveniente dalla finestra dirimpetto: “Signò, comm’avite fatte fatte, sempe mulignane songo!” Al che Vincenzino Di Massa rispose pronto: “Mastu Pè, favorite, venite a farci compagnia. Vicino alle mulignane ci mettiamo qualche altra cosa, venite, non fate complimenti!” –“Duttò, io proprio adesso ho finito di mangiare, ma nun ve preoccupate qualche altra volta mi procurerò il piacere di mangiare in vostra compagnia. Buon’appetito duttò e con buona salute!” – “Grazie mastu Pè, voi lo sapete, la mia casa è sempre aperta, siete sempre il benvenuto! –“Va buò duttò, vi ringrazio, ma adesso mangiate che ‘e mulignane se raffreddano. Statevi bene!

Questo fattariello era raccontato dal dottore Di Massa, con aria spassosa e con dimostrazione di simpatia e d’affetto verso la figura di Pepp’Arzillo.

Io ricordo Mastu Pepp’Arzillo dagli anni cinquanta e posso affermare con assoluta convinzione che era una persona stimata e rispettata, a cui tutti volevano bene.

Nella nostra cittadina attualmente vive il figlio Giovanni (vedovo per la prematura scomparsa della bellissima moglie Agata Brignola) che, dopo aver avviato la Scuola-guida “L’Amorosina” ed averla diretta con successo per molti anni e dopo aver “aperto” una agenzia dell’A.C.I., che cura qualsiasi tipo di pratiche automobilistiche -ormai pensionato- si dedica alla cura della grande casa e del giardino che la circonda.

Da Giovanni ed Agata nacquero tre figli:  Giuseppe, Concettina e Oreste. Giuseppe ha sposato Clelia Carizzi (anche lei telesina) ed ha due figli: Giovanni ed Agata; Concettina ha sposato Massimo Messere (da Caserta) ed ha un figlio: Jonathan; Oreste è prossimo al matrimonio con Giuseppina Del Vecchio (da Amorosi).

Come è facilmente riscontrabile Pepp’Arzillo, almeno nel nome, continua a vivere nella nostra Telese e, grazie alla esemplarità e alla simpatia deisuoi discendenti, continuerà nel tempo la stima verso la famiglia Arzillo.

La persone attempate, comunque, questo casato lo accoppieranno sempre alla figura di “Mastu Pepp’Arzillo”, col risveglio di tanti ricordi del dolce tempo che fu …

In questo mio ricordo ho anche citato il Dottore Di Massa e con piacere cerco di tratteggiare molto brevemente la sua figura:

nacque a Solopaca l’01-01-1923. Figlio di Andrea e di Elisabetta Giambattista, si laureò giovanissimo in medicina e chirurgia presso l’Università “Federico II” di Napoli e iniziò subito con successo l’esercizio della professione medica. Infatti, verso la fine degli anni ‘40 e l’inizio degli anni ’50 si estese per tutto il circondario una “voce”: “Ce sta ‘nu duttore ‘e Sulupaca che è molto bravo, pare ‘nu scienziato. Fa guarire da malattie importanti cu poche medicine. Capisce cchiù de’ specialiste che hanna venì ‘a Napule o ‘a Roma!”;

si specializzò in Cardiologia presso l’Università di Torino nel 1967;  si specializzò in Anestesiologia e Rianimazione presso l’Università di Siena nel 1969;  dal 1970 al 1972 ha prestato servizio quale “Primario in Anestesiologia e Rianimazione presso gli Ospedali di Premosello Chivenda(NO) ed Acquapendente(VT)  fece ritorno nella Valle Telesina perché la nostalgia per la sua terra era grande!

Il dottore Di Massa sposò la napoletana Alba Filosa, insegnante presso la Scuola Primaria di Telese, benvoluta dai suoi alunni e molto stimata dai genitori che ne apprezzavano la capacità e la disponibilità, dalla coppia nacquero tre figli: Andrea, Elisabetta e Jurij

Andrea -medico- sposò Patrizia Valerio -anche lei laureata in medicina e chirurgia- ed ha svolto la sua attività professionale presso l’Università di Siena nella qualità di titolare della cattedra di Terapia del dolore; Elisabetta, laureata in medicina e specializzata in “Ortodonzia” sposò il dottor Donato Pangia, specializzato in odontoiatria e -insieme- dirigono e svolgono la loro attività professionale un uno studio-laboratorio di odontoiatria (in tutti i suoi molteplici aspetti e specializzazioni) molto ben attrezzato ed accorsato nella città di Termoli;

Jurij, -laureato in giurisprudenza- sposò Sabrina Martinelli e si trasferì a Grosseto. Svolge con successo la sua professione forense con studio professionale a Grosseto e a Siena.

Il dottore Vincenzo Di Massa continuò, con innata bravura e con serio impegno professionale, la sua attività di libero professionista come cardiologo e medico generico fino a quando, il 17 Settembre 1979, fu colpito da “infarto”.

Fu messo in condizione di non potersi più dedicare alla sua attività professionale che tanto amava, ma per lui la vita non era finita. Con passione si dedicò alla pittura che aveva curato da ragazzo ed anche da medico. Fece di quest’arte un mezzo che lo rese un uomo impegnato, felice di mandare il suo messaggio d’amore verso il prossimo, la natura e tutti gli uomini, ma soprattutto a coloro i quali, come lui, erano stati colpiti da gravi malattie:“Non arrendetevi mai! La vita è bella se vissuta con uno scopo”.

Questo è stato, in fondo, il messaggio di un uomo il quale non si fermò di fronte al duro impatto con la realtà.

Il Telesino doc Angelo Leone 744 letture al 31/12/2012

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